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Raccontando…”L’Avvocato Pecora e il Vitello”

Inserito da on 1 gennaio 2011 – 00:00No Comment

 Questa che sto per raccontarvi è storia, fantasia, e riguarda un episodio vero mai accaduto; i nomi sono fittizi e reali. C’era una volta … o non ci sono mai stati, ci sono ancora, o ci saranno, due avvocati, Pecora padre, e Pecora figlio e due contadini di nome Cirillo e Monzo.Cirillo possedeva una bellissima mucca, che gli aveva sempre prodotto il miglior latte della zona, ma da qualche mese, essendo gravida, ne produceva pochissimo. Il

padrone la lasciava libera al pascolo nei territori di sua pertinenza. Un brutto giorno il caso volle che la mucca, sentendosi male per le doglie che incalzavano, andò a sdraiarsi sul confine con la terra del contadino di nome Monzo, e partorì proprio nella proprietà di quest’ultimo il suo vitellino. Questi, accortosi del fatto, si

impadronì del nascituro e non volle sentire ragioni, quando Cirillo andò a chiederne la resa. Egli asseriva: “La mucca è tua, ma il vitellino è mio, perché è nato nel mio territorio”. Il contadino di nome Cirillo, in un primo momento, pensò che il suo vicino volesse scherzare, ma poi prese coscienza che le sue intenzioni erano serie,

tanto che, l’indomani, fu costretto a recarsi presso l’avvocato Pecora, principe del foro in quel territorio ed illustre professore universitario. Nell’udire il caso, questi asserì verso il contadino Cirillo: “Non vi sono dubbi che il vitellino è tuo… Se vuoi gli facciamo causa… ma questa è una causa vinta già in partenza! Solamente un

pazzo potrebbe dar ragione al tuo vicino… ! Metti che tua moglie si trovi a partorire a casa sua… i figli allora non sarebbero tuoi?? Ma scherziamo!? Questa sarebbe pura follia: ti ribadisco, la nostra è una causa vita in partenza… Però sappi che vi sono delle spese da affrontare… Ma di sicuro un domani ti saranno rimborsate con i relativi interessi, insieme ad una schiacciante vittoria. A quel punto, il povero contadino non volle sentire altro: lasciò un cospicuo acconto, firmò la documentazione di prassi e andò via, sicuro di vincere la causa. Il signor Monzo, saputo che il confinante si era recato presso un avvocato, pensòbene di recarvisi anche lui. Il caso volle che scegliesse lo stesso avvocato. Questi, ascoltate le sue ragioni, così sentenziò: “Senta, signor Monzo, se un albero di pere cresce nel suo territorio ed un ramo sporge nel territorio del suo vicino, i frutti che produce sono i suoi, ma i rami che si protendono oltre il terreno di sua pertinenza non lo sono, come anche i frutti che vi nascono! Se non vuole che altri ne usufruiscano, deve tagliare i rami e non sconfinare…”Allora il contadino esclamò: “È vero, io ho un ciliegio che sporge su una strada comunale, e chiunque può usufruire dei suoi frutti purché non entri nei miei confini…. Questo me lo hanno detto due anni fa i vigili urbani… Quindi è la stessa

cosa con il vitellino: essendo nato nel mio territorio, è di mia proprietà!”.L’avvocato Pecora replicò: “Certo che è suo, solo un folle potrebbe asserire il contrario, del resto, persino lei ha citato il caso del suo ciliegio. Ciò che non nasce nel proprio territorio appartiene ad altri… Come vede, la sua è una causa vinta in partenza!!”. A questo punto, il signor Monzo aggiunse soddisfatto: “Allora, avvocato, lei mi rappresenterà nella causa!” L’Avvocato Pecora, con aria dispiaciuta: “No caro Monzo… non posso per un semplice motivo… Sono già rappresentante del suo avversario, mi ha affidato il mandato proprio ieri… E questo mi dispiace davvero, ah, se solo fosse venuto prima…! Io ho cercato di far ragionare il signor Cirillo, ma non c’è stato nulla da

fare… Aspetti, … forse ho la soluzione del caso. In confidenza le dirò: “Mio figlio è anche lui avvocato, è ancora alle prime armi, ma sotto la mia guida, e con una causa così palesemente vincente, sarebbe per lui una

vittoria certa ed un ottimo inizio di carriera!!”. Il contadino non volle sentire altro, accettò con la certezza della vittoria, considerato che un padre non avrebbe mai fatto perdere una causa al proprio figlio e, per giunta,

lo avrebbe guidato e consigliato nelle cose da fare. Quella stessa sera l’avvocato Pecora, ritornato a casa, raccontò tutto al figlio, raccomandandogli di chiedere all’ignaro Monzo un lauto acconto.Il giovane fu contento di cominciare una causa sotto la guida del padre, ma gli venne spontaneo chiedere: “Papà… ma il vitello di chi è? di Cirillo o di Monzo!?” Il padre: “Ah figlio mio… il vitello di chi è!?? Non lo hai ancora capito? Il vitello è nostro!”

Basilio Santòcrile

 

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