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L’uomo è nato libero e ovunque si trova in catene (Jean -Jaques Rousseau)

Inserito da on 26 dicembre 2010 – 00:004 Comments

Giuseppe Lembo

Essere liberi consiste nell’uniformare la propria volontà particolare alla volontà generale. Rousseau cercava così di conciliare le ragioni della libertà a quelle dell’obbedienza. È questo, il filo conduttore del Contratto sociale, opera che ha influenzato non solo gli avvenimenti rivoluzionari di fine settecento, ma anche tante parti della successiva storia europea e mondiale. Il punto centrale del Contratto sociale è indicato nel fatto che il singolo individuo deve metter “in comune la sua persona e tutto il suo potere sotto la suprema direzione della volontà generale”, trasformando la legge nell’unico spazio in cui la libertà si concretizza. Il Contratto sociale è uno di quei libri importanti che ha l’obiettivo altrettanto importante di cambiare il mondo. Per Rousseau il più forte non è abbastanza forte da essere sempre il padrone se non trasforma la sua forza in diritto e l’obbedienza in dovere. La forza non fa diritti; si è obbligati ad obbedire solo ai poteri legittimi. Quando un uomo si fa schiavo di un altro uomo non si dona; ma si svende, soprattutto per garantirsi il proprio sostentamento. Un popolo perché si vende? Rinunciare alla propria libertà, vuol dire rinunciare alla propria qualità di uomo, ai diritti della umanità ed ai propri doveri. La guerra non è una religione tra uomo e uomo, ma tra Stato e Stato; i singoli sono nemici solo accidentalmente; non come uomini e neppure come cittadini, ma come soldati. Non come membri della Patria, ma come suoi difensori.

 

4 Comments »

  • Giovanna Rezzoagli Ganci scrive:

    Gentilissimo Autore, mi permetta di esprimere vivo apprezzamento per il Suo articolo. Siamo tutti incatenati, chi più chi meno. In ambito psichiatrico si parla di “Sindrome da Istituzionalizzazione”, ma a ben guardare troviamo sempre qualche agente istituzionalizzante. Ciò che ci rende liberi è il pensiero, la conoscenza, il confronto. Non a caso le libertà intellettuali sono le più temute e le prime ad essere oppresse. Le prime ad essere silenziate…
    Cordialmente
    Giovanna Rezzoagli

  • cERTO, dOTT. LEMBO, Lei analizza con eccelsa eloquenza lo stato di fatto della consorteria umana. Credo anch’io che l’uomo libero non potrebbe far parte ai vari contratti collettivi e sociali, ma ahimè!
    è quasi sempre costretto ad accettare tali contratti per motivi di sopravvivenza, e lo fa a costo pesantissimo, denso di sofferenze perchè è l’inverso degl’ideali del proprio Io e dei propri ideali di libertà del pensiero e della stessa vita.
    Buone festività natalizie, caro dorrore Lembo, Alfredo.

  • civetta scrive:

    Sottoscrivo quanto affermato dalla dott. Rezzoagli:.Possono incatenare il ns corpo,ma non il ns pensiero, che è curiosità, conoscenza, sapere. L’uomo nasce libero, dunque la LIBERTA’ è un diritto naturale e inalienabile.Ma, come afferma Rousseau ,ovunque l’uomo vive in catene che sono sia quelle visibili nel vero significato del termine ,sia quelle invisibili: il pregiudizio, il fanatismo, il dogmatismo,il fondamentalismo,la debolezza, la forza ecc…. Questo perchè essa viene spesso vissuta come la libertà della forza anzichè come la forza della libertà che sta a significare sia confrontarsi con se stessi, facendo diventare il ns pensiero azione attraverso prove ed errori di cui ci assumiamo tutte le Responsabilità;sia confrontarsi con la libertà degli altri attraverso il Rispetto e la Sensibilità. A tal proposito vorrei riportare due importanti citazioni: “Non vale la pena avere la libertà se questo non implica avere la libertà di sbagliare.(Gandhi)
    “La libertà significa Responsabilità: ecco perché molti la temono.”
    (George Bernard Shaw).

  • lupo solitario scrive:

    Tutti i regimi dittatoriali,tutti sistemi democratici parlano di libertà.
    Quanti morti si sono avuti nel rivendicare la libertà.
    La mia libertà è la vostra?
    Io sono libero di compiere il BENE.
    Cosa è il BENE?
    La ricerca della libertà, ci porta a cento domande e a cento risposte differenti.
    Quale è quella giusta?
    La nostra vita è troppo breve (una settantina di giri della terra intorno al sole)per perdere tempo a cercare le cento Verità.
    La VERITA’ è una sola.
    Va cercata in fondo al nostro cuore e poi battersi per essa….fino alla morte.
    in bocca al lupo

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