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Salerno: il presidente Cirielli, bilancio di un’attività provinciale

Inserito da on 25 dicembre 2010 – 06:552 Comments

1 – Presidente, lei è da un anno e mezzo al vertice della Provincia di Salerno. Se dovesse dare un voto all’amministrazione provinciale da “osservatore esterno” come si esprimerebbe? I voti li danno i docenti. Posso solo dire che con la mia Amministrazione la Provincia di Salerno esiste, non è più un ente subordinato ed accessorio, ma una realtà politico-amministrativa che incide sul territorio. 2 – Eppure il centrosinistra vi accusa di essere “la Provincia del niente”… Prima non contava niente, era asservita al sindaco De Luca. Oggi esercita il suo ruolo di cerniera tra Regione e Comuni e di programmazione di aria vasta- Oggi è un ente che programma lo sviluppo del territorio.  Questo il centrosinistra lo sa molto bene, da qui questa reazione stizzita che si fonda sul niente. 3 – In questi 18 mesi abbiamo assistito a diversi mutamenti in seno alla maggioranza in Consiglio provinciale. C’è da registrare la nascita del gruppo “Principe Arechi” e il passaggio di alcuni uomini, eletti nel centrosinistra, nella “squadra di Governo”… Il passaggio di alcuni esponenti politici del centrosinistra in maggioranza, è la dimostrazione di quanto la nostra attività politico-amministrativa sia attrattiva ed incisiva. Il PdL è una forza politica giovane e nuova, aperta al contributo di tutti coloro che hanno a cuore le sorti del nostro territorio. Purtroppo, la sinistra vive prigioniera di alcuni schemi, ma soprattutto di una doppia morale odiosa e fuorviante: quando qualcuno passa con loro è una persona perbene che è rinsavita, quando avviene il contrario è solo una deleteria questione di potere e di trasformismo. E poi ci sono anche i consiglieri provinciali eletti nell’UDC, in virtù del premio di maggioranza e perché Miano e Carpentieri si sono dimessi da consigliere per ricoprire l’incarico assessoriale. Questo cambio di posizione come lo giudicano? 4 – La questione-Udc è un’altra “spina”… Da una parte c’è la battaglia “dialettica” con il coordinatore regionale De Mita e con Luigi Nocera, dall’altra la volontà di due assessori, espressione dei centristi, che invece decidono di non seguire le indicazioni del partito. Perché queste “fibrillazioni”, presidente? Gli assessori Carpentieri e Miano stanno lavorando molto bene ed hanno la mia piena fiducia. Il problema, tuttavia, non è l’UDC in sé. La vera questione è che sia diretto da un politico come De Mita, che gioca a fare gli interessi dell’avellinese rispetto a quelli salernitani. E’ finito il tempo della colonizzazione di Salerno dell’avellinese De Mita. Questo è il nodo della questione e del contrasto. Io difendo gli interessi di Salerno, mentre De Mita e i suoi gregari di certo non li fanno, anzi. 5 – Ma se oggi un “osservatore” dei fatti le chiedesse da che parte sta l’Udc lei come risponderebbe? Questo bisogna chiederlo all’UDC, io so da che parte stanno tutti gli amministratori dell’UDC: dalla parte di chi lavora per la comunità salernitana. 6 – Intanto alle amministrative della prossima primavera i centristi si presenteranno autonomamente… E’ una scelta che rispetto. In fondo, io sono per la chiarezza, quindi, meglio così piuttosto che atteggiamenti politicamente equivoci e ricattatori. 7 – Restiamo proprio sulle amministrative e in particolare sulle elezioni al Comune capoluogo. Il PdL ha scelto con grande anticipo – rispetto al solito – di indicare Anna Ferrazzano quale candidato sindaco. Una scelta che ha innescato molte polemiche e più di un mal di pancia. Ritiene ci sia ancora margine per una ricomposizione del centrodestra, per una partecipazione “unitaria” alle prossime elezioni? Quella del vicepresidente della Provincia di Salerno avvocato Ferrazzano è una scelta dettata proprio dalla chiarezza. Il centrodestra in provincia di Salerno è il PDL, che ha indicato in modo convinto ed unanime Anna Terrazzano. E ci sono dei sondaggi inequivocabili, che tutti avevano voluto come metodo. 8 – Cinque anni fa sul nome del candidato sindaco del centrodestra ci fu una battaglia aspra. Alla fine “vinse” la linea dei centristi e fu candidato, in extremis, Nino Marotta con i risultati che tutti ricordiamo. Proprio Marotta, sette giorni fa, ha fatto appello all’unità del centrodestra per evitare che si verifichi la stessa “Caporetto” di cinque anni fa, soprattutto a causa dello strumento del voto “disgiunto”. Non teme che alcuni “scontenti” possano invitare a sostenere solo le liste? L’unità è un valore importante cui bisogna sempre tendere, ma nella chiarezza dei rapporti politici e dei contenuti programmatici. Gli equivoci, le ammucchiate, l’approssimazione, possono anche portare alle vittorie elettorali, ma non al buon governo. Noi siamo per accordi politici trasparenti che aiutano a determinare la formazione di governi stabili e duraturi del territorio. 9 – Uno dei temi “caldi” è quello legato al termovalorizzatore. Il presidente della Giunta regionale Stefano Caldoro ha chiarito che i ruoli – e la legge – vanno rispettati. Dunque la costruzione della struttura di Cupa Siglia tocca alla Provincia. Secondo lei perché il sindaco De Luca continua a chiedere per sé quest’opera? Semplice, è in campagna elettorale. La sua politica è quella dei carrozzoni clientelari, delle società pubbliche al servizio del suo potere, figurarsi se non vuole entrare nella politica del ciclo integrale dei rifiuti e della costruzione del termovalorizzatore. Sarebbe questo un altro modo per fare assunzioni, gestire potere, assegnare poltrone, tappare in qualche modo i buchi di bilancio del Comune di Salerno. 10 – Ma c’è la possibilità di un’intesa istituzionale tra Palazzo di Città e Palazzo Sant’Agostino su questa vicenda? In questi mesi ho sempre cercato di trovare un’intesa istituzionale su tutto: sul termovalorizzatore, sull’aeroporto, sulle società partecipate. Ma invano. E non credo che in futuro sarà possibile se continuerà l’atteggiamento arrogante e prevaricatore del centrosinistra salernitano.11 – La creazione di una nuova Regione comincia a diventare una cosa “seria”. Con il via libera del Consiglio comunale di Scafati si è raggiunto – e superato – il minimo necessario per l’indizione del Referendum. Crede che la nascita della 21 esima Regione italiana sia davvero vicina? Certo che sì. E’ un’occasione storica e forse irripetibile. La nostra è un’iniziativa politica forte ed innovativa, ma mi auguro che il centrosinistra non si trinceri dietro sterili motivazioni di schieramento e colga, invece, l’opportunità per essere parte attiva in questo processo, da noi avviato, di autonomia e di liberazione dal napolicentrismo, che ha dissanguato la nostra regione e tarpato le ali allo sviluppo del nostro territorio. 12 – Quali i motivi di questa sua scelta di proporre una nuova regione per Salerno? Il deputato Carmine De Martino già nel 1947 intravedeva i limiti della soluzione costituzionale che prevedeva la Provincia di Salerno nella costituenda Regione Campania, sostenendo che essa possedeva le carte in regola per potere aspirare a formare, essa sola, una Regione. Sono diversi e antichi, dunque, i motivi che supportano la necessità di istituire una nuova Regione. Prima di tutto quello storico-identitario. Infatti, la Campania come entità territoriale non è mai esistita. L’attuale assetto regionale vige solo da sessanta anni a questa parte. Di contro la provincia di Salerno può vantare un passato dai forti caratteri identitari e di grande autonomia.  La nostra identità, invece, è figlia di una storia lunga duemila anni, da sempre autonoma dal territorio napoletano, tanto è vero che in epoca romana la Campania felix comprendeva i territori da Capua fino all’area vesuviana, escludendo totalmente il salernitano. E’ durante la dominazione longobarda, in particolare con il principe Arechi II, che Salerno e la sua provincia raggiungono la massima autonomia. Il peso politico della nostra terra è stato sempre di primaria importanza, anche durante il Regno delle Due Sicilie. Vi è poi un motivo geografico. La provincia di Salerno rappresenta il 40% del territorio campano, un peso territoriale non paragonabile ai trasferimenti economici da parte della Regione, calcolati su base demografica (quando le cose vanno bene). Ciò comporta la difficoltà di far fronte alla tante esigenze della nostra provincia (dissesto idrogeologico, la manutenzione di 2700 km di strade provinciali, la difesa di 220 km di costa). D’altro canto, la comunità salernitana rappresenta una popolazione che è tre volte quella della Basilicata e cinque volte quella del Molise, e quindi ha comunque un peso demografico rilevante nello scenario nazionale. 13 – Vi è poi un motivo economico? Infatti, è quello più importante. La distribuzione delle risorse, in sede regionale, è assolutamente iniqua; si stima che ogni anno nel saldo tra Irpef aggiuntiva ed IRAP la nostra provincia riceve circa 80 milioni di euro in meno rispetto a ciò che versa. Infine, vi è un motivo politico. in Regione la classe dirigente napoletana, forte della maggioranza del numero dei consiglieri eletti nella provincia di Napoli, è incline a decidere, in via solitaria, il futuro di tutto il territorio campano ed inoltre, cosa ben più grave, si arroga il potere di interferire nelle scelte che riguardano esclusivamente le Province. Sono convinto, invece, che abbiamo il diritto, la capacità ed il dovere di decidere, in piena autonomia, il nostro futuro. 14 – C’è chi ipotizza una strategia “politicante” dietro la nascita del “Principato”. Le faccio la domanda brutalmente: lei punta alla carica di Governatore della nuova Regione? No, per me è importante che Salerno diventi la ventunesima Regione. Accetterei persino che il primo presidente della nuova regione fosse De Luca. Più chiaro di così…15 – Ha già dichiarato, nel corso di un’intervista televisiva, che non si candiderà alla Camera in caso di scioglimento del Parlamento. E’ una risposta “forte” a chi l’accusa di disinteressarsi dei fatti del Territorio e di essere attratto dalle sirene romane… Dunque Edmondo Cirielli, possiamo dirlo, resterà presidente della Provincia “senza se e senza ma”? Ho preso un impegno con i cittadini della provincia salernitana e lo mantengo fino in fondo. Non posso certo tradire le aspettative degli elettori e lasciare la Provincia dopo appena due anni di mandato.

 

 

 

 

2 Comments »

  • lupo solitario scrive:

    Come è possibile essere tanto megalomani?????????
    Quando si parla di città metropolitane, condensazione di comuni, l’eliminazione delle province….lui vorrebbe un piccolo “ducato” tutto perse.
    Ci vuole coraggio e tanta faccia tosta per perseverare.
    buon Natale a tutti e spero che il buon Gesù possa far ravvedere “il capitano” dai suoi tanti errori e liberarsi dei tanti”travestiti” dalle sue “truppe”.
    in bocca al lupo

  • il giustiziere scrive:

    Cerchiamo di essere precisi e di non dire stupidaggini . La popolazione della provincia di Salerno è di 1.107.504 abitanti , quella della regione Basilicata di 588.211 abitanti e quella della regione Molise di 320.042 abitanti (fonte Wikipedia) . Tenuto conto di tali dati oggettivi la popolazione salernitana è solo 1,88 volte maggiore della popolazione della Basilicata (invece di 3 volte maggiore come riportato erroneamente dal Presidente Cirielli) mentre solo 3,46 volte maggiore rispetto alla popolazione Molisana (invece di 5 volte maggiore come erroneamente riportato dal Presidente Cirielli) !
    Un invito a tutti i politici di destra , di centro e di sinistra :
    prima di parlare e rilasciare dichiarazioni ufficiali informatevi e non siate ignoranti!!!!!!!!!!!!!

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