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La repressione sessuale e politica

Inserito da on 22 dicembre 2010 – 00:00No Comment

Maurizio Manzo

L’asservimento sessuale delle donne è sempre andato di pari passo (storicamente e culturalmente) con l’asservimento politico ed economico delle donne e di conseguenza dell’uomo. Tant’è vero che in talune teocrazie islamiche dove vige la Shari’a (legge divina islamica), sono ancora in vigore misure repressive verso la donna, p.es: sono praticamente tenute prigioniere dagli uomini, che sono legalmente autorizzati a limitarne la libertà di movimento. Infatti durante la “Guerra del Golfo” alcune donne coraggiose dell’Arabia Saudita sfidarono il divieto di guidare l’automobile, trasgressione che pagarono a caro prezzo (v. Saudi Arabia: Update on Woman a the Weel, in M.S. nov-dic 1991, p17). Il disprezzo maschile per le donne si tramuta in disprezzo per i nemici effeminati, infatti sempre durante la “Guerra del Golfo”, per schernire il vinto Saddam Hussein e per disprezzarlo sui poster che lo ritraevano furono colorate le labbra di rossetto. Gli stessi Hitler e Stalin nel criminalizzare l’aborto misero in atto la dinamica tipica del sistema dominante, oltreché ottenere l’aumento della popolazione e quindi degli uomini che sarebbero diventati carne da cannone. In breve, che siano laici o religiosi, cristiani o mussulmani, antichi o moderni, orientali o occidentali, i tempi ed i luoghi in cui troviamo la massima repressione sessuale delle donne sono, di solito, anche i tempi ed i luoghi in cui è più aspra la repressione politica. Lo psicoanalista Wilhelm Reich teorizzò la sociologia sessuoeconimica sia per spiegare l’ascesa di Hitler in Germania sia il motivo per cui in Russia la sostituzione del capitalismo privato con il capitalismo di Stato non ha minimamente alterato la struttura autoritaria e imponente delle masse popolari. Reich nel 1933 pubblicò “The Mass psycology of Fascism” in cui osserva che tra gli strumenti più efficaci, con i quali i sistemi repressivi si sono conservati, sono la “famiglia autoritaria” e la “repressione sessuale”, affermando che il fascismo non è un fenomeno moderno anzi esso ha radici storiche psicosessuali molto profonde. Comunque Reich nella sua intuizione mancò di evidenziare che, seppur la società della dominanza tende a privare gli uomini della piena disponibilità sessuale, ella comunque s’affranca l’uomo con la libertarietà sessuale, che da fondo al predominio. Perfino nell’Iran fondamentalista (dove vigono severe restrizioni morali sulle immoralità sessuali), entro i limiti religiosamente sanzionati, gli uomini godono di ampia libertà sessuale, infatti dopo la presa del potere dei “Mullah” è stato legalizzato il matrimonio temporaneo, cioè in sostanza un commercio sessuale delle donne religiosamente amministrato, in cui le mogli temporanee prendono (di fatto) il posto delle prostitute, che vennero trucidate quando i Mullah chiusero i bordelli (v. Women Living Under Muslim Law, n° 62.2).

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