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Dal 1° gennaio 2011 obbligatorio valutare i rischi da stress lavoro-correlato

Inserito da on 21 dicembre 2010 – 06:06No Comment

Il Ministero del Lavoro ha diffuso le istruzioni operative della Commissione consultiva permanente. I datori di lavoro, pubblici e privati, avranno l’obbligo di effettuare la valutazione dei rischi da stress lavoro correlato.

I datori di lavoro, pubblici e privati, avranno l’obbligo di eseguire la valutazione dei rischi da stress lavoro correlato. Lo stress legato al lavoro si manifesta quando le richieste dell’ambiente lavorativo superano la capacità del lavoratore di affrontarle o controllarle. Lo stress non è una malattia, ma può causare problemi di salute mentale e fisica se si manifesta coni intensità e per periodi prolungati. Lo stress è il secondo problema di salute legato all’attività lavorativa riferito più frequentemente dai lavoratori. Da una ricerca condotta dal centro studi OSHA (Occupational Safety and Health Administration, US) emerge che una percentuale compresa tra il 50% e il 60% di tutte le giornate lavorative perse è dovuta allo stress. Nel 2002 lo stress è costato alle aziende dell’EU (15 stati membri) circa 20.000 Milioni di euro (Fonte: Agenzia Europea per la sicurezza e salute del lavoro). Il D.lgs 81/08 è il nuovo Testo Unico sulla Sicurezza e Salute per le aziende ed obbliga il datore di lavoro ad effettuare la valutazione dei rischi da stress lavoro correlato così come definito dall’Accordo-Quadro Europeo 8/10/04.  Oggetto di tutela è “la salute intesa come uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, non consistente solo in un’assenza di malattia o d’infermità”. Tale definizione segna un’importante svolta di carattere giuridico: il datore di lavoro per essere in regola deve assicurare al lavoratore il completo benessere in ambito lavorativo, promuovendo un clima organizzativo idoneo, e non solo a prevenire il disagio.  È necessario (ex art. 28 D.lgs 81/08) , quindi, la valutazione dei rischi da stress cui sono sottoposti i lavoratori nei luoghi di lavoro. E’ da cogliere questo dispositivo come un’opportunità per ottemperare agli obblighi normativi, ma soprattutto per migliorare la salute dei lavoratori, il benessere organizzativo e l’utile dell’impresa. La valutazione servirà a dare gli strumenti ai lavoratori (datori di lavoro e dipendenti) al fine di capire cosa sia lo stress, fornire strumenti per il riconoscimento, e soprattutto per offrire strategie di coping (metodologie e azioni per superare gli effetti negativi dello stress).  E’ da rilevare che ai fini del decreto legislativo 81/08 e successive integrazioni (D.Lgs 106/09), e dell’accordo europeo sullo stress, il target di riferimento per la valutazione dello stress non è il singolo lavoratore, ma il benessere organizzativo nel suo insieme, anche se talvolta acquisito tramite la percezione delle singole persone. L’elaborazione dei dati, ancorché raccolti con strumenti soggettivi, dovrà essere fatta tenendo presente il gruppo di riferimento e non i singoli lavoratori. L’obbligo di eseguire la valutazione dei rischi da stress lavoro-correlato diventa operativo dal 1° gennaio 2011. I datori pubblici e privati dovranno esaminare le fonti di rischio da stress e inserirle nel documento aziendale. La Commissione consultiva permanente per la salute nei luoghi di lavoro, istituita presso il Ministero del Welfare, ha approvato nella riunione del 17 novembre 2010 le linee guida che serviranno per gli adempimenti previsti dagli articoli 6, comma 8, lettera m-quater, e 28, comma 1-bis, del testo unico sulla sicurezza (decreto legislativo n. 81/08). La valutazione dello stress lavoro-correlato comprende una fase necessaria (la valutazione preliminare); l’altra eventuale, da porre in essere quando la valutazione preliminare riveli  elementi di rischio da stress lavoro-correlato e le misure adottate a seguito della stessa, dal datore di lavoro, si rivelino inefficaci. La valutazione preliminare consiste nella rilevazione d’indicatori “oggettivi e verificabili” con  riferimento a: eventi sentinella (come indici infortunistici; assenze per malattia; turnover; specifiche e frequenti lamentele formalizzate da parte dei lavoratori); fattori di contenuto del lavoro (come ambiente di lavoro e attrezzature; carichi e ritmi di lavoro; orario di lavoro e turni; corrispondenza tra le competenze dei lavoratori e i requisiti professionali richiesti); fattori di contesto del lavoro (come ruolo nell’ambito organizzativo, autonomia decisionale e controllo; conflitti interpersonali al lavoro). Se dalla valutazione preliminare non emergono elementi di rischio, il datore di lavoro è tenuto solo a rappresentarlo nel Documento di Valutazione del Rischio (Dvr) e a prevedere un monitoraggio. Diversamente, nel caso in cui si rilevino elementi di rischio da stress lavoro-correlato tali da richiedere giusti interventi, si dovrà procedere alla pianificazione e all’adozione di opportuni correttivi.

 

                                                                                                                                                                   

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