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Mercato San Severino: “Un te’ per tre” al teatro comunale

Inserito da on 10 dicembre 2010 – 00:00No Comment

 Anna Maria Noia

Un istrionico Biagio Izzo, allettante e divertente, ispirato in e da uno spettacolo particolare e molto impegnativo ricco di colpi di scena, gag, trovate e quant’altro: questo l’artista partenopeo scintillante e affascinante – nonché umile e alla mano, sebbene pieno di savoir faire e di scoppiettante intelligenza – che il 9 e il 10 dicembre scorsi ha letteralmente incantato il folto pubblico di Mercato S. Severino, dove ha portato (presso il teatro comunale) la sua compagnia per recitare in “Un tè per tre”: aficionados o appassionati della commedia, della napoletanità di Izzo e non solo oppure habituè della drammaturgia in tutte le salse hanno mostrato di gradire lo show, la piece, apprezzando le battute salaci e ironicamente intelligenti e le sortite fuori copione del popolare attore giunto per presentare tale plot in questa esigente cittadina irnina.“Un tè per tre” viene propriamente definita – tra le note di regia – una commedia degli equivoci, un genere drammaturgico cavallo di battaglia di Izzo sia in teatro che sullo schermo cinematografico; si potrebbe dire che si rifaccia all’opera antica “I menecmi” di Plauto, già performata con allegria e sapienza dall’attore Tato Russo alcuni anni fa. Ma ecco, per prima cosa e per la cronaca i dettagli del copione, del recital: il tutto è stato approntato partendo da un soggetto dello stesso Biagio Izzo e da parte di Bruno Tabacchini; la regia era del famoso Claudio Insegno, musiche dell’altrettanto noto Paolo Belli, artista presente alle puntate di “Ballando con le stelle” in tv. Scene realizzate da Francesco Scandale, costumi: Graziella Pera. Le coreografie erano a cura di Germana Bonaparte, alle luci: Vittorio Grotta. Il simpatico balletto, un siparietto allegro e ricco di luci e di verve, era composto dalle seguenti interpreti: Elisabetta Persia, Federica Michieli, Loretta Paoletti, Stefania Damiani. E siamo arrivati alla compagnia, ricordiamo tra i protagonisti i seguenti nomi: Teresa Del Vecchio, Antonio Ferrante, Paolo Bonanni, Emanuela Morini, Francesco Procopio, Monica Guazzini, Paola Quilli, Tommaso Spinelli. Una performance al positivo per il simpatico, effervescente, brillante comico Izzo, che si è sdoppiato interpretando due gemelli, con prontezza, tempismo e un pizzico di magia, il tutto sempre con tanto humour e risate a volontà con applausi a scena aperta, davvero meritati. Una scenografia sapientemente avveniristica, ben congegnata, ariosa, luci forti e accecanti, a sottolineare la brillantezza della trama, sicuramente riuscita nell’intento di strappare un sorriso per qualche ora alle persone che ancora credono al valore della Cultura in questa nostra Italia (ed Europa, e mondo) che sta affondando nel fango inesorabilmente per mezzo della tanto deprecata crisi economica che secondo noi che scriviamo è invece anche culturale. “Un tè per tre” è molto caricato come recitazione, ma è in fondo quello che ci si aspetta da Izzo, anche se tale comico riesce e si trova bene pure nei panni del fratello più “calmo” e dotto, che cambia completamente rispetto al gasato altro gemello, di cui parliamo adesso, in seguito. La storia è – relativamente – semplice, quantunque piena di situazioni intricate: un ricco possidente, prodigo e generoso ma con una sorella avara, dopo aver realizzato un “tredici” sulla schedina del totocalcio trent’anni prima, decide – per rimorso – di devolvere un milione di euro di oggi al figlio primogenito dell’amico con cui aveva giocato la schedina, morto dopo essere stato colto da infarto per la gioia della vincita. Per questo fatto Michele Scapece, figlio dello sfortunato vincitore, viene invitato tramite un inserzione sul giornale (in cui c’entra il “Tè per due”) a casa dell’amico del padre credendo di essere l’unico “pretendente”, l’unico destinatario della cospicua somma. Invece no: ben presto giunge a casa del benefattore un altro primogenito-gemello, Ferdinando, di cui Michele Scapece non è affatto a conoscenza. Tra frizzi e lazzi la storia si dipana in situazioni “incresciose” , dense di humour e di comicità. I due fratelli gemelli sono diversissimi tra loro, come succitato: uno, Michele è eclettico, solare, “scostumato”, sornione e furbetto; Ferdinando Scapece è invece efebico, gentile, timido. I due quindi sono l’uno il contrario dell’altro. A cornice della performance del protagonista Izzo, tanti validi attori riproducono momenti di pura ilarità con i loro personaggi buffi e svampiti, come detto molto caricati. Ciò con tanto di colpo di scena finale, quando coloro che leggono l’inserzione sul giornale addirittura si triplicano anzichè sdoppiarsi “solamente”: in chiusura di sipario infatti sale sul palcoscenico una “primogenita” donna, e su questa nuova situazione lo show si avvia alla conclusione. Non è certo la prima volta che Biagio Izzo recita al teatro comunale di S. Severino, ed in ogni occasione supera sè stesso, però in questi giorni prenatalizi è stato alle prese con un progetto/soggetto pieno di particolare inventiva che ha comportato un surplus di sagacia e impegno. Appuntamento al prossimo show del popolare istrione napoletano che certamente non mancherà di essere all’interno del cartellone e rassegna drammaturgica previsti dai responsabili del comunale. Tra questi ricordiamo la simpatica e volitiva presidente di “Fondazione Teatro” Margi Villa.

 

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