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Giordano Bruno: ovvero come un attaccabrighe divenne un mito anticattolico

Inserito da on 8 dicembre 2010 – 00:0074 Comments

don Marcello Stanzione

Nel comune di Campagna dove sono parroco di una piccola Chiesa esiste un’associazione intitolata a Giordano Bruno perché in questa cittadina nel 1573 celebrò  la  sua prima messa nel convento di san Barlomeo. Per cui periodicamente noi cattolici della zona ci dobbiamo sorbire dei convegni o delle manifestazioni in cui “ il genio “ di Bruno viene esaltato…contro la Chiesa inquisitoria che lo giustiziò per eresia. Ma chi era in realtà Giordano Bruno? Nel 1548 nasce a Nola (in gennaio o febbraio) e viene battezzato col nome di Filippo. Nel 1562 il giovane si reca a Napoli per studiare lettere, logica e dialettica; subisce l’influsso dell’averroismo e dell’agostinismo professati dai suoi  maestri. Nel 1565 entra nell’ordine domenicano e prende il nome di Giordano. Nel 1572Giordano Bruno è ordinato sacerdote e nel  1575 consegue la licenza in teologia, nel frattempo il provinciale dell’ordine a cui appartiene apre un primo processo a suo carico per motivi dottrinali. Nel 1576 fra Giordano passa al convento romano della Minerva e mentre viene sottoposto ad un secondo processo canonico, fugge in Italia settentrionale. Nel 1578 lo troviamo  nella Savoia.  Nel 1579 si reca  a Ginevra dove aderisce al calvinismo, ma quasi subito ne viene espulso ed è costretto a riparare di nuovo in Francia, a Lione e Tolosa, dove, con il titolo di “magister artium”, ottiene di insegnare. Nel 1581 è a Parigi, dove viene notato dal re Enrico III e può insegnare come “lettore straordinario”, nel rango dei “lecteurs royaux”.  Nel 1582 a Parigi pubblica le prime opere pervenuteci, di carattere logico e mnemotecnica (De umbris idearum, Cantus circaeus, De compendiosa architectura) e la commedia “Il Calendario”. 1583-85: passa in Inghilterra, ospite dell’ambasciatore francese Michel de Castelnau; sostiene dibattiti a Oxford e a Londra; pubblica le opere di carattere cosmologico (La Cena de le Ceneri, De la Causa, principio et uno, De l’infinito, Universo e mondi) e quelle di carattere morale-politico (Spaccio de la bestia trionfante, De gli eroici furori). 1586-91: dopo un breve ritorno in Francia, passa in Germania; insegna e pubblica a Marburgo, a Wittenberg, a Praga (Articuli centum et sexaginta), a Helmstedt, dove riceve anche la scomunica dei luterani e compone le opere cosidette “magiche”, perché volte a dimostrare la possibilità di utilizzare le forze naturali occulte; poi a Francoforte, dove stampa i tre poemetti latini “De minimo”, “De monade”, “De immenso”, nei quali espone la propria teoria atomistica.  Nel 1591-92: invitato dal patrizio Giovanni Mocenigo, si reca a Venezia, dove viene denunciato all’Inquisizione e arrestato.  Durante il 1592-93 si svolge il  processo veneziano. Tra il 1593-1600 si svolse il processo romano. 17 febbraio 1600: Giordano Bruno viene mandato al rogo. Il 10 giugno 1889 avviene l’ inaugurazione del monumento a Giordano Bruno in Campo de’ Fiori a Roma.   A mandarlo sul rogo non furono le sue tesi, non furono i suoi scritti, ma la testardaggine con cui mentì, il continuo insistere sul fatto di non aver commesso errori: in altre parole il suo narcisismo megagalattico pressoché patologico. Nella sentenza, pronunciata infine l’9 febbraio 1600, si ripeteva ben cinque volte che l’accusato aveva “sempre perseverato pertinacemente e ostinatamente”nella sua eresia. Fu deferito quindi “alla corte secolare”: la condanna a morte. Il 17 febbraio 1600, giorno in cui Bruno morì sul rogo, Caspar Schoppe, che aveva assistito alla lettura della sentenza, descriveva come erano andate le cose: “Prima si era fatto il resoconto della sua vita, dei suoi studi e della sua dottrina facendo notare tutta la premura con cui l’Inquisizione aveva cercato di mostrargli che stava percorrendo una strada sbagliata, ammonendolo fraternamente. Si illustrò quanto Bruno era eretico impenitente e ostinato, poi fu espulso dal suo ordine. Di conseguenza lo si scomunicò e fu consegnato al braccio secolare, con la preghiera però di voler mostrar grazia per la sua persona ed evitare spargimento di sangue. Durante tutto il tempo Bruno rimase in silenzio. Solo una volta disse in tono minaccioso: “Forse tremate più voi nel pronunciare questa sentenza che io nell’ascoltarla”. “Così venne condotto in prigione dagli uomini del governatore di Roma, e lì rimase per altri otto giorni nel caso volesse abiurare, ma ciò non avvenne. Per questo oggi l’hanno mandato al rogo. Mentre veniva condotto al rogo e gli si mostrava, in punto di morte, l’immagine del Salvatore crocefisso, torvo in volto la respinse con disprezzo; e così arrostito miseramente morì, andando ad annunciare, io penso, a quegli altri mondi da lui immaginati, in che modo gli uomini blasfemi ed empi sogliono essere trattati dai romani”. Se non si fosse eseguita la condanna di un avventuriero che dovunque era andato si era fatto espellere, il papato avrebbe perduto la sua autorità. Nel manuale dell’inquisitore di Francisco Pena si legge infatti che “il fine principale del processo e dell’esecuzione della condanna non è salvare l’anima dell’accusato ma provvedere al bene pubblico e intimorire gli altri”. Ma di che cosa si trattò? Per quali tesi Giordano Bruno era pronto a morire? Due giorni dopo, il giornale “Avviso di Roma” riferì che “Giovedì mattina in Campo di Fiore fu abbruggiato vivo quello scelerato frate domenicano de Nola, di che si scrisse con le passate: heretico ostinatissimo, et havendo di suo capriccio formati diversi dogmi contro nostra fede, et in particolare contro la Santissima Vergine et Santi, volse ostinatamente morir in quelli lo scelerato; et diceva che ascesa con quel fumo in Paradiso. Ma hora egli se ne avede se diceva la verità”. Schoppe, invece, elenca una serie di tesi, annunciate durante la lettura della sentenza: “Nei (suoi) libri, Bruno sostiene idee orrendamente insensate: che ci sono infiniti mondi; che l’anima passa da un corpo all’altro o in un altro mondo; che una sola anima può contemporaneamente dare forma a due corpi; che la magia è utile e affidabile; che lo Spirito Santo non è altro che l’anima del mondo;…che il mondo esiste dall’eternità; che Mosé compì i suoi miracoli con l’ausilio della magia, in cui era più esperto degli altri egiziani; che fu lui stesso a scrivere le sue leggi; che la Sacra Scrittura è un’illusione; che i diavoli possono compiere opere benefiche; che solo gli ebrei discendono da Adamo ed Eva, gli altri mortali da quei due creati il giorno prima; che Cristo non è Dio, ma fu un mago esperto che prese in giro gli uomini e quindi giustamente fu impiccato…non crocifisso; che i profeti e gli apostoli erano empi e che alcuni di loro furono impiccati come maghi. Non finirei più se volessi elencare tutte le idee cervellotiche che Bruno sostenne nei suoi libri o in persona. In una parola, era un fautore indefesso di tutto ciò che i filosofi pagani e gli eretici vecchi e nuovi hanno formulato”. La dottrina di Copernico qui non c’è. Giordano Bruno non morì perché era un seguace della teoria eliocentrica e  nemmeno per aver riconosciuto con stupefacente anticipo sui tempi che le stelle sono soli lontani. Non era uno scienziato, appunto, ma un teorico della magia, un filosofo ermetico. Lungi da ogni metodologia scientifica, aveva tratto da un audace assioma esoterico-filosofico, la dottrina panteistica (Dio è infinito ed eterno ed è identico al creato), due conclusioni scientifiche false (di conseguenza anche l’universo deve essere infinito ed eterno) e due vere ( le stelle sono dunque soli lontani, a loro volta circondate da pianeti). Doveva essere ritenuto eretico perché nel suo universo infinito ed eterno non c’era più posto per un Dio personale e non c’era più un tempo per il giudizio universale. Ma fu condannato perché si sopravvalutò, perché credette di poter giocare con gli uomini della Chiesa dettando le regole del gioco. Se non l’avessero ammazzato i cattolici c’avrebbero pensato i calvinisti o i luterani o più probabilmente qualche marito tradito… Il rogo diede a quell’eterno attaccabrighe un po’ stregone ed un pò geniale ciarlatano, scomunicato da tre confessioni ( cattolici, calvinisti e luterani), resosi ridicolo a Oxford e a Parigi, a colui che nessuna università europea accolse mai come insegnante non ritenendolo degno per preparazione culturale, l’immortalità che assolutamente non meritava per il livello qualitativo ed intellettuale dei suoi scritti e per la sua vita di girovago immorale.  Il Nolano aveva sfidato il papa e con la sua arroganza rappresentava un pericolo oggettivo per la Chiesa della Controriforma. Adesso Giordano Bruno era un martire dell’oscurantismo della Chiesa Cattolica e sarebbe diventato un mito anticlericale nei secoli. Riuscendo a prendere per il naso non solo Clemente VII, non solo la sua epoca, ma anche tutta la posterità. Quando i massoni italiani cercarono un simbolo da opporre al Papato e alla Chiesa, lo trovarono facilmente, troppo facilmente nell’eccentrico, ramingo e turbolento Giordano Bruno colui che per principio era anticonformista cioè era sempre contro tutto e tutti e gli fecero costruire un monumento in Campo de’ Fiori con la dedica dettata da Giovanni Bovio: “ A Bruno il secolo da lui divinato qui dove il rogo arse” inaugurandolo con gran chiasso per commemorare il centenario della rivoluzione francese. Come al solito, la tragedia di uno squilibrato avventuriero borioso e con un ego inflazzionato si concluse in una volgare commedia all’italiana…

 

74 Comments »

  • Lucia Russo scrive:

    Don Stanzione, ma non ce la fa proprio a stare zitto? Mettere al rogo un “attaccabrige” le sembra un’azione che il Cristo approverebbe? Mi sa citare in quale dei quattro vangeli canonici Cristo invita a mettere arrosto un attaccabrighe?
    Non ha ancora visto su un dizionario etimologico il significato del termine “vergogna”? Non riesce ancora a provare vergogna? Il suo è un caso disperato, eppure nessuno la metterebbe al rogo.
    Lucia

  • Alfredo De Robertis scrive:

    Vergogna, ospitare su questo sito un elogio dell’Inquisizione e dei roghi ! Le dottrine professate da Bruno erano forse astruse, ma sicuramente molto meno di quelle che professava e professa la chiesa cattolica, al rogo bisognerebbe mandarci l’estensore di quest’articolo !

  • Marco scrive:

    Da oltre un anno sono un affezionato lettore di questo giornale, di cui apprezzavo la poliedricità. Ultimamente noto che ci sono articolisti molto valorizzati a scapito di altri, tanto che cerco gli articoli per autori e non per rubriche. Commento solo per dire che dopo questo articolo di don Stanzione non leggerò più, non importerà a nessuno, ma è così. Cercherò chi mi piace altrove.

  • Davvero inquietante questo Stanzione.
    Mi augurerei, se ci credessi, che ci fosse un inferno con equo contrappasso: al foco etterno!
    Ma dovremo accontentarci di sapere che rosola a foco lento costaggiù nei suoi attorti, roventi pensieri.
    Pentiti, Stanzione, pentiti!

  • Gaetano scrive:

    il senso dell’articolo è:

    bene hanno fatto a bruciare vivo quell’eretico di Giordano Bruno.

    Roba da matti.

    E questi sono quelli che si dicono Cristiani…

    Nella supplica alla Madonna di Pompei tutti i credenti, compreso sicuramente Don Marcello Stanzione, dicono:
    <>.

    Domando a Don Marcello Stanzione: bruciare vivo un essere umano non “offende il cuore amabile di Gesù”?

  • ALBERTO SENATORE scrive:

    Caro Don Stanzione, nel leggere il suo articolo, che probabilmente ha scritto in un momento di amararezza, la mia attenzione è caduta su questo passaggio:

    ” Se non si fosse eseguita la condanna di un avventuriero che dovunque era andato si era fatto espellere, il papato avrebbe perduto la sua autorità. Nel manuale dell’inquisitore di Francisco Pena si legge infatti che “il fine principale del processo e dell’esecuzione della condanna non è salvare l’anima dell’accusato ma provvedere al bene pubblico e intimorire gli altri “.

    Quindi la chiesa non era intenzionata a salvare l’anima di Giordano Bruno, ma semplicemente a proteggere il papato. Di conseguenza il processo è stata una farsa, in quanto la sentenza era già stata scritta per tutelare il potere della chiesa e lanciare un messaggio intimidatorio. Sembra la sceneggiatura di un film mafioso.
    Credo che oltre al dizionario etimologico, lei ha bisogno di una guida spirituale, che l’aiuti a discernere il bene dal male.
    Sinceramente, Alberto.
    ore 20,15.

  • Gaetano scrive:

    “O Madre buona abbi pietà di noi…e di tanti che si dicono cristiani, eppur offendono il cuore amabile del tuo Figliuolo”

  • civetta scrive:

    Ma come fa a scrivere cose di questo genere così inaudito, lei che è un prete! Si meraviglia tanto per l’iscrizione che ricorda il rogo di Giordano Bruno (peccato che si sia perso quello spettacolo, perchè il suo godimento sarebbe stato enorme!), come mai non si meraviglia dell’iscrzione sulla tomba di Enrico de Pedis,capo banda della Magliana, sepolto all’interno della cripta della basilica di Sant’Apollinare a Roma, attualmente di proprietà dell’Opus Dei,il cui accesso è permesso solo alla moglie, un criminale incallito strettamente legato al rapimento di Emanuela Orlando?
    Ma voi preti vi fate qualche volta l’esame di coscienza?

  • Lucia Russo scrive:

    Cara Civetta, non riesco ancora a superare la meraviglia e lo stupore derivanti dalla scarsa attenzione della direttrice a pubblicare articoli come quest’ultimo di Don Stanzione che oltre ad essere una offesa all’intelligenza delle persone rasentano apologia di fanatismo.
    E’ disarmante che la redazione non prenda posizione su un articolo che ha suscitato tanta indignazione. Eppure è la direttrice che risponde di ciò che compare su questo giornale, sempre meno “giornale” e sempre più spazio per questo dubbio sacerdote. Mi chiedo se Livio Fanzaga arriverebbe a questi livelli, ma non ci si meraviglierebbe se un articolo del direttore di Radio Maria comparisse sul questo giornale. Mi sto chiedendo anche se vale la pena di continuare a commentare, aumentando comunque la visibilità stessa di questo giornale.
    Lucia

  • civetta scrive:

    Sono pienamente d’accordo con quanto esposto da Lucia Russo.

  • ALBERTO SENATORE scrive:

    Gentile Lucia Russo, non credo che l’attenzione della direttrice sia scarsa, ma piuttosto sia eccessiva la fiducia accordata a Don Stanzione.Francamente penso che la direttrice abbia già filtrato molto gli articoli prodotti da don Marcello operando una scrupolosa selezione; quello che viene pubblicato è sicuramente il meglio. Riguardo l’idea di non continuare a commentare, non mi sembra una scelta saggia, poichè e proprio attraverso i commenti che si crea una barriera di contrasto alla diffusione delle idee irrazionali del suddetto sacerdote. Continuando a commentare, offrirà alla direttrice uno spunto ulteriore per rivalutare la collaborazione di don Stanzione. ” Voi siete il sale della terra, ma se il sale perde il suo sapore non serve più a niente ?”
    Alberto, ore 23.25

  • MARCELLO scrive:

    Più leggo questo genere di scritti e più mi sento umiliato. Don Stanzione srive giustamente quello che vuole, ma possibile che chi legge sia inddifferente? sono daccordo con chi critica, ma perchè pubblicare scritti tanto duri? Signor Senatore, la collaborazione con don Stanzione non verrà mai meno, non vede che chi vale scrive sempre meno? Persino io che sono vecchio me ne sono accorto. Che tristezza, Dio mio che tristezza.

  • Lucia Russo scrive:

    Caro Signor Marcello, a dispetto della sua età che conclama, la sua ingenuità è davvero toccante e le rende onore: vuole dire che lei è moralmente pulito. Non si rende conto che ciò che si legge è solo quello che passa attraverso il filtro di chi dirige? e chi dirige evidentemente riconosce a Don Stanzione sufficiente competenze di essere, oltre che prete, esperto sociologo, medico psichiatra, e anche buon storico della chiesa. In fin dei conti questo attaccabrighe era pur sempre un domenicano, quindi a sua volta potenzialmente fautore di roghi, normali per l’epoca…
    Con la mia stima e un caro saluto
    Lucia

  • Lucia Russo scrive:

    Caro Signor Senatore,
    mi trova (come persona più volte censurata nonostante non offenda nessuno con termini lesivi)in totale disaccordo. L’attenzione è molto alta, specie quando scritti e commenti sono scomodi.
    Con i migliori saluti
    Lucia

  • michele zecca scrive:

    la parabola della vita di gesù cristo, almeno per quello che si può leggere dal racconto dei vangeli tutti, è stata la stessa di giordano bruno. anche gesù era un attaccabrighe e all’epoca ruppe e ruppe parecchio. e una delle cause della sua morte è che proprio non voleva farsi i fatti suoi e scombussolava la chiesa dell’epoca con tutti i suoi preti.
    insomma, io che la penso a modo mio mi meraviglio, caro don marcello, che tu non ti sia accorto di questo logico e facile paragone. perciò di dico cerca di darti una regolata e forse è meglio che parli di angeli così non ti capisce nessuno e non dici delle grosse fesserie. anche se, devo confessartelo, saresti un grandissimo inquisitore, ne hai proprio la “capa”, e magari, perchè no, ti sarebbe piaciuto essere là alla fine del 1500. sono certo che tu non avresti consegnato giordano al braccio secolare, tu no, tu avresti acceso il cerino.
    con affetto e con speranza che un giorno mi diventi, caro don marcello, un pelino più moderato e compassionevole.

  • divertito e confuso scrive:

    Ma questo sacerdote dice sul serio? Vorrei pensare che no. Non ci si stupisce se ormai la fede cattolica viene abbandonata. I roghi sono stati la vergogna del medioevo, che senso ha rievocarli se non si pronuncia un mea culpa? Parli degli angeli, come a mattino 5 lo scorso anno. Tanto tra maghi e astrologi ci hanno abituato a tutto e solo i gonzi ci cascano.

  • Lucia Russo scrive:

    Divertito e confuso? Caro commentatore io rimango stupita del fatto che il Vescovo competente non abbia mandato questo prete a meditare un po’ sui monti Alburni. Specie dopo che la Chiesa, ufficialmente, il mea culpa sui delitti dell’Inquisizione l’ha fatta. Il simpatico Don Camillo (e quello era un vero prete) ci finì per quattro cazzotti e un tavolo buttato su un gruppo di “dissidenti”. Finché disquisisce di aria fritta, pazienza, ma quando ci ricorda i roghi meriterebbe una lunga pausa di riflessione: sui monti Alburni e senza Internet.
    Cari saluti a “Divertito e Confuso”. Io resto pessimista: pure il suo vescovo deve essere della stessa pasta.

  • lupo solitario scrive:

    “stupita, divertito e confuso, sbalardito, scandalizzato,ignoratelo, pentiti pentiti!!! fatti l’esame di coscienza…..vai in esilio sugli alburni.”
    Non disdegno i commenti che non approvano, che disquisiscono che confutano, ma la gogna, la vostra GOGNA, NO!!! è degna della più bieca cultura STALINISTA.
    Don Marcello è il nemico da abbattere. Dagli al “diverso”.
    Bahhh?????
    Penso che siete dei RAZZISTI culturali.
    In duemila anni di CIVILTà Cattolica Cristiana, sono stati certificati, non più di sei, forse sette casi di morte per rogo imputabili alla “Chiesa” di Roma.
    Fatti che, calati nel contesto storico, trovano tutte le giustificazioni per arrivare ad un intervento tanto drastico.
    Ricordiamoci che la CHIESA CATTOLICA è stata per secoli l’unico riferimento di Certezza e di Giustizia in particolar modo dopo la caduta dell’Impero Romano quando intere comunità rimasero in balia di Civiltà barbare che tendevano a distruggere a depredare ogni forma di civiltà che in 700/800 anni la società europea aveva acquisito.
    Se la Chiesa pensò di adottare questo estremo rimedio per le eresie, la sovversione, l’inganno vuol dire che in quel momento storico era l’unico mezzo necessario e sufficiente per difendere, non la Chiesa di Roma, ma l’intera società.
    La storia la si può leggere anche sottosopra, ma la realtà non potrà essere ignorata a lungo.
    Senza i Conventi e i Monasteri, la Cattedrali e i Campanili non ci sarebbe nessuna “memoria” del tempo che Fù.
    In bocca al lupo

  • Caro don Stanzione, sono convinto che chi ha dissentito la sua argomentazione , le vuole sicuramente molto bene. Auguri di Buon Natale. Alfredo

  • Offesa scrive:

    Lupo, ma si rende conto che ci sono 17 commenti negativi e uno solo positivo? Qualunque uomo di buon senso capirebbe l’antifona. Siamo nel duemila e lei dice che sono razzisti i commentatori, e don Marcello cos’è? Un benefattore dell’umanità? Sempre a tuonare contro i gay, sempre a parlare di morti e veggenti. Mai una parola di carità. E lei? Sempre a trincerarsi dietro la fede, per non vedere cosa? Che il mondo fa schifo e la chiesa si arricchisce sulle paure. Ma ci vuole tanto a prendere la vita senza nascondersi dietro certezze altrui? Almeno ci si scusasse quando si offende. Qualora non lo aveste capito, lei ed il sacerdote, quello che scrivete non piace. Primo e Marcello, è l’ora di finirla di spaventare la gente con la rabbia che si legge in quello che scrivete.
    Lettrice stufa di leggere la solita tiritera.

  • civetta scrive:

    Ma allora, sig. Lupo, la Chiesa ammetterebbe il Relativismo?! Certo solo quanto basta e quando la situazione è tale per cui non se ne può fare a meno,proprio come il preservativo…! bene a sapersi.
    Anche a lei, sig. Lupo, porgo i miei più sinceri auguri di buone festività!

  • L.U. scrive:

    per cortesia non si parli di don Marcello come se fosse un martire, e lei lupo, che parla di memoria del tempo che “Fù”, quale sarebbe questa memoria? Quella dello Ior, quella del papato di Avignone, quale? e gli autodafé, cosa sono quelli, falsi ideologici per contrastare un’ideologia? sul tipo Ahmadinejad che nega l’olocausto per colpire gli Ebrei? ha ragione quando dice che la realtà non èpotrà essere ignorata a lungo, perchè noi giovani siamo forse pieni di incertezze, ma almeno non siamo infarciti di certezze che sono preconfezionate ad arte. Don Marcello se la ride e fa un sacco di soldi. Lei fa il paladino e si fa conoscere per bene. Comunque a Campagna tutti conoscono don Marcello, e a Salerno tanti sanno, me compreso chi si nasconde dietro il lupo solitario, solitario perchè il fascismo è tramontato da un pezzo.
    L.U.

  • Giangastone scrive:

    Lupo solitario, se fosse rimasto zitto sarebbe stato meglio. È il suo intervento che alimenterà quella che lei definisce impropriamente “gogna”. Qui si tratta di un uomo messo a morte con un supplizio atroce proprio perché diverso. E lei, al pari di don Marcello, tratta la questione come una bagattella? Non le sembra che il persecutore (per fortuna solo verbale) dei diversi sia proprio il nostro don Marcello? Proporrei anche a lei una pausa di riflessione sui monti Alburni, in compagnia di don Marcello e del suo vescovo, credo la renderebbe meno sofista. Cordialità da Giangastone.

  • lupo solitario scrive:

    Solo chi critica a prescindere può rispondere alle mie considerazioni in tal modo.
    Ai frequentatori di questa pagina, che mi conoscono, voglio dire che il mio “lupo solitario” non vuol essere un fragile nascondiglio, ma ribadire che su 17 commenti solo il sottoscritto ha pensato e ha SCRITTO quanto vi scandalizza.
    Si, sono un uomo libero, libero di dire ciò che penso(Isaia-” la Verità va gridata”)anche a costo di scandalizzare chi come voi, tanti “sepolcri imbiancati”, giustificano l’errore per giustificare se stessi.
    E’ vero, si usano termini forti solo perchè si vuole scuotere coscienze assopite nel mero consumismo, figlie di una cultura oltranzista e giacobina, che ha prevaricato ogni decenza.
    Mi si chiede di scusarmi?
    Vi ripeto che voi siete figli di un “pensiero unico” che sta portando allo sfacelo La nostra società.
    Mi si accusa di “Fascismo”?…
    Come ho detto cento colte, non lo sono…(sono di DESTRA)…..però non mi offendo se qualcuno mi accusa di esserlo, poichè nel Fascismo trovo tantissime opere “sociali” e “morali”e scatti di dignità (come quei ragazzi di età fra i 16 e 22 anni, che sono morti nella R.S.I.: che colpa avevano loro se mai il regime si fosse macchiato di azioni sbagliate?) che hanno ridato “lustro” ai Popoli della Penisola.
    Come da uomo libero sa che le leggi razziali (anche se mai sono state applicate in Italia) erano e sono una schifezza, come un errore madornale è stato l’entrare in guerra: anche se era problematico restarne fuori.
    Cara Civetta, amica di tanti “scontri”, c’è un bene dettato dalla Coscienza che, come ripeto, va calato nel momento storico.
    Buon Natale a tutti gli uomini di Buona Volontà…..e
    in bocca al lupo

  • michele zecca scrive:

    ormai è certo don marcello alias lupo solitario anche se non sono la stessa persona fisica hanno la stessa capoccia. sono uguali nel pesare la stessa cosa allo stesso modo e quindi se uno dice una fesseria l’altro la ripete come un pappagallo. caro lupo sbagli, quindi, a dire che c’è solo un commento positivo, in realtà tu rappresenti don marcello e per questo i commenti positivi sono zero. e poi, francamente, smettila di mettere nei tuoi commenti il fascismo e compagnia bella, questo ti porta in errore, l’ideologia ti frega e ti porta a difendere l’indifendibile. in fin dei conti il giordano bruno ti rassomigliava per il semplice fatto che usciva fuori dal coro e a modo suo, come te, difendeva le proprie idee.
    il processo alla chiesa poi lo sta facendo la società moderna, e non è colpa del comunismo e del relativismo o di che ti pare, perchè in tutto il mondo, dall’africa all’asia, dall’europa all’oceania e all’america si raccoglia una mancanza di vocazioni tali che la sola paura non riesce a bloccare anzi la sta amplificando.
    ormai caro lupo e caro don marcello, insomma cari voi uno e duo, di questo passo rischiate di rimanere davvero da soli con le vostre paure e con il vostro credo. e quel giorno se per caso vi incontrerete allora diventerete davvero uno perchè vi mangerete l’uno con l’altro.
    buon natale, che sia una buona novella anche per voi, una novella di verità e amore.

  • Giangastone scrive:

    Lupo, Lupo … il suo commento ulteriore è la prova del nove (si diceva un tempo) del suo modo di pensare da sofista. Ma chi ha mai parlato di cultura oltranzista, di fascismo et similia. Caliamoci pure nel momento storico, però mettere a morte un uomo, Cristo non lo ha mai raccomandato! Ecco perche il suo caro “don” dovrebbe passare a leggere i Vangeli (tutti) con occhi più onesti. E’ lui che ha problemi con i diversi, non il viceversa. Lupe, Lupe cave religionem.
    Giangastone

  • Sergio scrive:

    Aggiungo la mia opinione: questo articolo è da bocciare in pieno. Giordano Bruno è stato ucciso in un modo straziante, chi si è macchiato del suo sangue è un criminale. Ieri come lo sarebbe oggi. Siamo quasi a Natale e si parla di odio, di ideologie, di morte. Don Stanzione, a Campagna ci sono tante brave persone eppure tu non ne parli mai, se parli di vivi lo fai perché questi parlano ai morti. Perchè ti ostini a scrivere di cose angoscianti?
    Sergio

  • lupo solitario scrive:

    Mi invitate a nozze!!!
    Il confronto franco non ha mai fiaccato chi crede nelle proprie idee.
    Il toglier la vita anche al più piccolo essere vivente è una cosa terribile in quanto si va ad intervenire sulla sfera Naturale.
    Tuttavia quando si reputa necessario un intervento estremo per la salvaguardia del Bene comune, mai per vendetta, ben venga.
    Con il buonismo e il pacifismo non si è mai ottenuto alcun risultato che possa prefigurare una svolta concreta per la salvaguardi dei più deboli.
    C’è sempre stato la prevaricazione del più furbo, del più arrogante, del più violento su chi non ha la possibilità di difendersi.
    L’autorità costituita deve intervenire per sanare questi mali.
    In che modo?
    E’ il grado di civiltà ed efficienza che la società ha raggiunto in quel momento che formula il mezzo sufficiente e necessario per raggiungere tale obbiettivo.
    “L’occhi per occhi e il dente per dente” era già una grande conquista di civiltà nel tempo in cui fu adottato.
    Ogni società usa le armi che ha, per raggiungere i propri obbiettivi.
    La società in cui viviamo è certamente la peggiore che la storia possa annoverare nel suo lungo corso.
    Spesso le armi che si usano oggi, sono quelle della menzogna e della mistificazione.
    Il voler attribuire cose non dette, per poter meglio isolare l’oppositore e quindi “eliminarlo” è uno strumento logico della sovversione.
    La società “moderna”,che alcuni di voi tanto esaltano, vuole eliminare “ISTITUTI” che l’hanno fatta grande nel corso dei secoli: il Matrimonio fra persone di sesso differente con il divorzio,il diritto alla Vita con l’aborto e la prevaricazione del più debole( il bambino nel grembo di una donna), la Solidarietà con l’eliminazione delle persone anziane e non autosufficienti e quindi l’acquisizione di una società medicalizzata, dove il dolore non è accettato(O si vive bene oppure meglio la morte).
    Questi sono solo alcuni “istituti” che il modernismo vuole abbattere.
    Sono tutti i fini che la “rivoluzione” si è posto per sovvertire l’ordine naturale e quindi colpire DIO.
    Non sono le paure che si vogliono rinverdire con queste considerazioni, ma solo ricordare a tanti che c’è un’altra verità che oggi viene occultata dal “maligno”.
    Non si deve giustificare l’errore per giustificare se stessi.
    C’è il Bene!
    C’è il male!
    Giordano Bruno, che il Signore possa averlo “salvato”, in quel tempo era il MALE.
    in bocca al lupo

  • Un Salernitano scrive:

    Aggiungo il mio sdegno per questo articolo a quello di chi mi ha preceduto. Il rogo consegna alla morte, non all’immortalità. Chi è senza peccato scagli la prima pietra, lei don Stanzione deve essere davvero santo per scrivere queste cose. Salerno non ci fa bella figura nel web con simili sciocchezze scritte e leggibili da tutti. Confido in una replica di rettifica.
    Un Salernitano dispiaciuto

  • lory scrive:

    Giordano Bruno non meritava la fine che ha fatto. Noi non ci meritiamo articoli di siffatta risma. Don Marcello Stanzione farebbe meglio a praticare più il silenzio e la preghiera che il giornalismo.
    Lory

  • Bea scrive:

    Qui don Marcello rischia il primato di uno degli articoli più commentati… Mi chiedo anch’io come un giornale serio possa pubblicare le sue considerazioni che vanno persino contro la linea ufficiale della Chiesa, che sta rivedendo criticamente la sua storia.
    Bene scrisse chi consigliò a questo prete un trasferimento sui monti Alburni a meditare sul fatto che è gente come lui a svalutare un buon Cristianesimo.
    Beatrice

  • don Stanzione scrive:

    Lo storico torinese Luigi Firpo (1915-1989, noto laicista esponente della cultura torinese post-gobettiana, dirigente Rai, onorevole del partito republicano, dedicò decenni allo studio del processo di Giordano Bruno e il suo primo libro a riguardo fu stampato nel 1949 dalle Edizioni Scientifiche Italiane e dopo tanti studi sul Bruno con l’onestà intellettuale che caratterizza i veri storici scrisse: ” La condanna di Bruno èstata oggettiva. Dal punto di vista giuridico del tempo, non esisteva alternativa. Dal punto di vista del procedimento, è stato un procedimento esemplare”. Per quanto mi riguarda personalmente è stato dentrosalerno attraverso Rita Occidente Lupo ad invitarmi a scrivere fin dall’inizio della fondazione di questo giornale perchè riteneva che la voce di un sacerdote cattolico avesse dato maggiormente spazio al pluralismo culturale. Chi mi attacca anche con insulti personali dimostra lui di essere il vero intollerante….oltre a non conoscere la storia…

  • Claudio scrive:

    Giordano Bruno è un martire perché è morto da martire. Chi nega questo, nega la storia. Un sacerdote così rigido ha sbagliato vocazione.

  • Camy scrive:

    Scrivere di tanti argomenti e da tanti punti di vista va bene, ma far passare la storia come se fosse attuale, o cercare di imporre a tutti i costi le proprie visioni no. Come hanno scritto tanti, quest’articolo non va bene. Questo non è giornalismo, èè opinionismo
    Camy

  • A. Boschi scrive:

    dopo secoli non mi pareva il caso di resuscitare il fantasma di Giordano Bruno. Iln sacerdote che ha scritto quest’articolo poteva essere più storicamente corretto. Lo storico Firpo analizzava le cause e il contesto storico, ma ben si guardava da far apologia della chiesa. Forse il sacerdote ha dato una visione troppo di parte. Oltrettutto Firpo non viene citato.
    A.Boschi

  • Lucia Russo scrive:

    La chiesa (Giovanni Paolo II) ha già recitato il mea culpa formale per gli errori storici commessi. Don che fa? Canta fuori dal coro? Mi cita (non troppo a proposito) lo storico Firpo? Lo stesso citato con opposta tesi da un sito di atei?
    Lucia

  • michele zecca scrive:

    don marcello tu confondi il sapere di storia da ciò che è un giudizio di un prete partigiano. perchè storicamente con ben sai, da un punto di vista tecnico, anche la condanna di Gesù fù ineccepibile. ma oggi nessuno si sognerebbe di dire hanno fatto bene a condannare quell’attaccabrighe. comunque concordo con te il processo inquisitorio era severissimo da un punto di vista delle regole processuali, ma quelle regole oggi farebbero ridere i polli.
    la verità è che a te piace l’angelo vendicatore, il fuoco e le fiamme, i tuoni e i lampi dell’ira di Dio, insomma sei un poco troppo antico testamento e molto poco riformato. sei demodè. ma a te non importa niente. però sappi che mentre puoi scrivere che non ti piace la persona, il pensiero e la storia tutta di giordano bruno NON PUOI DIRE HANNO FATTO BENE AD ARROSTIRLO!. se questo lo capisci bene se no ti ripeto hai bisogno di aiuto. non voglio con ciò che tu ti offenda, queste cose se potessi te le direi in faccia a tal tono capiresti che sono compassionevole. perciò non ti offendere.
    propongo di chiudere questa bruttissima pagina nella storia di questo simpatico giornale, vi faccio gli auguri a tutti anche al lupo che è in te è a quello solitario.

  • lupo solitario scrive:

    zecca…zecca, stai esagerando, confondi queste pagine, muro di libertà, come un vestibolo di volgari offese e da quanto traspare anche di bieca vigliaccheria.
    La tua è solo ignobile prosopopea.
    Fino ad oggi non ti ho mai voluto rispondere, ma ora ti dico non commentarmi più.
    Sei solo un arrogante.
    Ricordati che chi sta scrivendo, non ha mai avuto paura ne di esporre le proprie idee(ti dirò che le ho manifestate all’università, solo, in mezzo ad a qualche centinai di comunisti esaltati) ne di operare per esse.
    Ti permetti di dare consigli, ma io ti dico che sei un fannullone ignorante(non sai).
    Le mie idee, se mi dici come, sarò contento nel venirtele a chiare de visu.
    Ti dimostrerò che non sono don Marcello Stanzione, io non ho mai “volto l’altra guancia”, per le mie idee sono disposto a TUTTO per difenderle.
    Il mio essere lupo solitario, non mi impedisce di scendere nel pantano, dove probabilmente vivi, ed azzannare chi ci sguazza.
    e che il lupo ti mangi

  • Emilia scrive:

    questo articolo invita a non tacere. Bruno fu vittima del suo tempo, lasciò una traccia forte e profonda. Tentare di giustificare la chiesa per ciò che accadde è legittimo, ma sbagliato. sopratutto trovo sbagliato l’atteggiamento freddo e autoritario di don Stanzione, lui scrive e se altri non condividono è colpa loro. Non mi pare giusto verso noi che leggiamo.

  • Giangastone scrive:

    Lupo, Lupo…il difensore della corrente contra ecclesiam. Ma come? Hanno fatto santo Roberto Bellarmino responsabile della morte di Giordano Bruno e Giovanni Paolo II chiede perdono per i misfatti dell’inquisizione? Stando alla logica Giordano Bruno continua a bruciare all’inferno e Roberto Bellarmino godrebbe della visione di Dio? Sono quste illogicità e sacerdoti come don Stanzione che tolgono fedeli alla chiesa. Ormai rimane solo l’Africa ì certe finezze non le capiscono ancora…

  • Lucia Russo scrive:

    Non concordo con Lupo. Che queste pagine siano “muro di libertà” non spiega come mai alcuni miei commenti scomodi ma sicuramente rientranti nelle regole del civile confronto vengano censurati e non pubblicati. Ringrazio il signor Giangastone che ha dato voce ad un mio pensiero inespresso in chiari termini. La contraddizione in seno alla chiesa. Da un lato il mea culpa per i roghi fanatici dell’inquisizione (e la confisca dei beni) e dall’altro fanno santo proprio Roberto Bellarmino. Un inquisitore con le mani macchiate di sangue al cospetto del divino… non può essere vero… è una mostruosità…
    Lucia.

  • michele zecca scrive:

    lupo, solitario, io invece ti voglio bene anche se mi consideri un vigliacco (perchè?) e ti rinnovo gli auguri, siccome sei anche un poco selvaggio raccolgo il tuo desiderio di non essere commentato, e immagino nemmeno nominato, però veramente non credo di aver mai offeso nessuno, ti ho solo dato del fascista, e questo tu hai riferito non solo non ti offende ma che addirittura di fa onore.
    caro lupo e l’ultimo contatto, immateriale e telematico, ne approfitto per abbracciarti di nuovo.
    mi piace ribadire che nel mio immaginario tu e don marcello vi sbranereste, se da soli, perchè uguali nell’istinto, solo che don marcello governa un gregge e combatte ogni giorno con questo istinto sbranatore, ma è solo un’immagine, .. un pensiero. eppoi il lupo è una specie protetta.
    ciao lupo e piacere di averti conosciuto!
    michele zecca

  • ALBERTO SENATORE scrive:

    Caro Michele, a me non sembra che tu abbia esagerato, forse hai un pò accelerato, cioè reso più veloce un concetto. Si può non essere d’accordo con il vigore con cui hai espresso le tue opinioni, ma
    la velocità non ne ha alterato la sostanza, ha solamente amplificato l’impatto. Accelerare non significa deragliare, infatti tu non sei uscito dai parametri di una comunicazione civile, tu non hai usato parole offensive. Quando il mare è calmo sembriamo tutti marinai, ma poi, quando il mare si agita, subito iniziamo a vomitare. Complimenti per l’abilità e la mansuetudine dimostrata, solo i forti possono ” porgere l’altra guancia “.
    Complimenti anche per la scelta di commentare e di firmare con il tuo nome e cognome, significa che tu veramente non hai paura di esporre le tue idee, quindi sei anche disposto ad assumertene le responsabilità. La tua trasparenza è per me sinonimo di genuinità. Ti saluto con le parole di Gesù:
    dal Vangelo di San Matteo 7: 15-16 ” Guardatevi dai falsi profeti che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro sono lupi rapaci.
    Dai loro frutti li riconoscerete.
    Si raccoglie forse uva dalle spine, o fichi dai rovi ? ”
    Con affetto, Alberto. ore 20.10

  • lupo solitario scrive:

    x zecca…rimani un ipocrita.
    -
    Riprendendo il confronto di idee, posso riproporre quanto io penso e come vedete le mie idee le difendo, quando posso, anche in maniera civile.
    San Bellarmino? Giovanni Paolo II?
    Il primo è santo, il secondo penso che dovrà aspettare ancora moto tempo affinchè possano essere riconosciuta le sue “QUALITA’”.
    Certo, G.P. II ha sofferto molto prima di morire.
    Lui stesso parlò della Teologia del Dolore.
    Il dolore sopportato con tanta dignità, certamente gli avrà aperto le porte del Paradiso(godere della vista di Dio), e gli è servito per “pagare” le sue, tante, colpe commesse(omissioni) durante il suo REGNO.
    Una fra tutte è l’aver trascurato quella piaga tanto terribile che oggi Benedetto XVI sta sanando: la piaga della pedofilia nella Chiesa.
    L’essere bambini è la cosa più bella e pura, anche quando fanno i furbetti, che il Signore ci abbia donato.
    Il problema è sempre lo stesso su questo “giornale”, l’essere o laicisti, oppure cattolici”adulti”(il secondo me).
    Però per chi ha Fede(affidarsi) deve poter lasciare da parte la cultura, la superbia e affidarsi a Gesù e alla Sua CHIESA.
    E’ la Tradizione Orale, le Sacre Scritture e la Sacra Congregazione che illuminata dallo Spirito Santo, che traccia la strada della Chiesa nella modernità.
    Voi pensate che sia più semplice accettare e rinunciare a porsi delle domande che non avranno mai risposte(i dogmi)? oppure cercare di rispondere dandosi cento risposte?
    Per quanto mi riguarda , l’accettare la Verità Rivelata è molto, ma molto difficile, tuttavia ho Fede e mi “affido”.
    -
    x Giangastone, la Chiesa non è un partito politico o un teatro dove è necessario “conquistare” consenso.Il Signore ci ha creati, uomini e donne, LIBERI di poterci salvare o di poterci perdere.
    Per quanto alle scuse chieste da G.P. II, per gli eventuali errori commessi dalla Chiesa nel passato, domani qualcheduno potrà chiedere scusa per le scuse di oggi.
    -
    Auguri di un Santo Natale a tutti gli uomini di buona volontà….e
    in bocca al lupo

  • Giangastone scrive:

    Caro Lupo, (e ci stia pure! …)
    penso che lei abbia letto frettolosamente il mio ultimo commento. Io rispetto la sua Fede specie se supportata da quelle opere di cui don Marcello non parla mai. Sono opere semplici: “ama il prossimo tuo”, “dai con generosità ciò che ti eccede”, “non ingenerare inutili sofferenze”. La morale, quella vera, l’hanno predicata tanti illuminati anche se il “Cristo” vi ha aggiunto una “marcia in più”: quella dell’amore incondizionato anche contro i “nemici” (o sbaglio?). Il guaio è che una volta che uno degli imperatori più crudeli e negativi rese il Cristianesimo “religione di stato” iniziarono lotte intestine, concili uno contro l’alto su questioni di sofismi mortificanti lo spirito, come la consustanzialità e tutte le altre panzane. Ma fin qui niente di male. Il male inizia quando questa “ istituzione” acquista il potere di sciogliere dal vincolo di un giuramento di fedeltà e si arricchisce sempre più. Tocca il fondo quando mette al rogo migliaia di “eretici” e di finti “conversos” con lo scopo manifesto di confiscare i loro beni. Devo aggiungere altro? Fanno fede le contabilità di morte di tanti pii uomini per i quali era “normale” mettere a morte una persona che non la pensasse esattamente come l’istituzione comandava. Don Marcello, nel 2010 non manifesta di essere fatto di una pasta moralmente diversa. Giordano Bruno ne è un esempio e che Roberto Bellarmino sia stato fatto santo è mostruoso. Basta questo per non essere “cattolici” e non è purtroppo l’unico caso. Che sia beato pure pio IX è davvero divertente. Sotto di lui la “giustizia” nello stato pontificio era amministrata davvero in modo esemplare. Mentre il granducato di Toscana aboliva gli inutili tormenti nello stato pontificio si impiccava, si squartava e si mazzolava. La storia della chiesa è un grande giardino di orrendi crimini che male si concilia con quell’uomo illuminato da cui tutto ebbe inizio. Questa notte, per convenzione, se ne ricorda la nascita. La nascita di un grande uomo che non raccomandò mai di condividere i principi di Don Marcello né si rallegrerebbe di un Giordano Bruno messo al rogo o degli autodafé in Spagna e possedimenti dove Gesuiti e Domenicani avevano diritto di vita e di morte. Anche a lei, Lupo, buon Natale e aggiungo “pace in terra agli uomini di buona volontà”.
    Giangastone

  • don Stanzione scrive:

    Cari amici vi ringrazio di tanti commenti al mio articolo su Giordano Bruno, Dentrosalerno è soddisfatta dell’interesse suscitato, adesso vi invito a leggere la seconda puntata: Giordano Bruno ovvero il “santo” patrono degli anticattolici. Auguro a tutti voi un santo Natale e un sereno e laborioso 2010. A chi non la pensa come me, sapete dove sto e siete invitati anche a pranzo se avete voglia di confrontarvi direttamente. Con affetto. Don marcello

  • Confuso E per Niente Divertito scrive:

    Ho parafrasato il nikname di un commentatore per esprimere quello che ho pensato dopo aver letto il commento di Don Stanzione. Ma come, tanti esprimono un civile dissenso e lui sembra prendere tutti per i fondelli. Lui fa bene a scrivere di quello che vuole, ma anche i lettori avranno pure il diritto di dire che ne pensano, e lui dovrebbe tenerne conto. Non mi diverte per niente questo atteggiamento di quasi sfida, e mi confonde una direzione che tace e forse pur nella liberalità che mi pare abbia sempre contraddistinto il giornale non tiene minimamente in conto delle opinioni di dissenso.
    Confuso e per niente divertito, ovvero Marco

  • Rasputin scrive:

    @Marco: dissento. Stanzione non fa affatto bene a scrivere quello che scrive, specie per quanto riguarda alcune dichiarazioni che rasentano l’apologia di reato, oltre ad essere delle deliberate distorsioni storiche. Don Stanzione ha la buonafede nelle gonadi, ed io personalmente non parlerei di liberalità riguardo ad una pubblicazione che concede spazio a simili deliri.

  • LEO scrive:

    Articolo interessante. Don Stanzione è riuscito ad offendere praticamente tutti: un cattolico credente e praticante non può ammettere mai la pena di morte.

  • lupo solitario scrive:

    x Leo….lei IGNORA…. quindi è un …..
    CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA

    ARTICOLO 5 – IL QUINTO COMANDAMENTO
    2267. L’insegnamento tradizionale della Chiesa non esclude,supposto il pieno accertamento dell’identità e della responsabilità del colpevole,il ricorso alla pena di morte,quando questa fosse l’unica via praticabile per difendere efficacemente dall’aggressore ingiusto la vita di esseri umani….
    -
    Benedetto XVI nel 2004, negli stati uniti ebbe a dire: “Non tutti i Cattolici sono contro la pena di morte…”
    in bocca al lupo

  • Ermete scrive:

    Articolo pessimo. Don Stanzione parla a titolo personale o a nome della chiesa? Perché mi risulta che sia in vista una riabilitazione di Giordano Bruno. Resta il fatto che l’articolo è brutto, pretestuoso e volgare. Da bocciare in Totò.
    Ermete

  • ALBERTO SENATORE scrive:

    Quando si legge troppo il CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA, si finisce per dimenticare o sottovalutare la Sacra Bibbia.

    Da credente cristiano, non condivido la risposta di Lupo Solitario,
    in quanto il DIO della Bibbia ha parlato molto prima del Catechismo, ed è stato categorico. Infatti NON UCCIDERE è uno dei 10 Comandamenti che DIO diede a Mosè. ( Libro dell’Esodo 20:13)

    Riguardo la non esclusione della pena di morte, prevista in caso di difesa da un aggressore ingiusto, sarebbe interessante capire quando, un aggressore diventa ingiusto.

    ARTICOLO 5 – IL QUINTO COMANDAMENTO
    2267. L’insegnamento tradizionale della Chiesa non esclude,supposto il pieno accertamento dell’identità e della responsabilità del colpevole,il ricorso alla pena di morte,quando questa fosse l’unica via praticabile per difendere efficacemente dall’aggressore ingiusto la vita di esseri umani….

    Giordano Bruno non era un aggressore, era un contestatore.
    Negli stati democratici i contestatori violenti sono puniti con la detenzione carceraria, invece, nei regimi dittatoriali si applica la pena di morte. Ai dittatori non piacciono i contestatori.

    Curiosità personale: anche i preti pedofili rientrano nella categoria di aggressori ingiusti ?

    Cordialmente, Alberto Senatore
    ore 00,07

  • Cattolico praticante scrive:

    Uccidere è peccato mortale, questo mi è stato insegnato e questo io rispetto. Se il Papa ha detto il contrario rimpiango Giovanni Paolo Secondo. Quest’articolo è riprovevole, ecialmente scritto da un rappresentante di Cristo.

  • gianmario ricchezza scrive:

    Gentile don Stanzione, Lei è la dimostrazione vivente che purtroppo le temps ne fait rien a l’affaire, il tempo è passato invano e l’uomo riparte sempre da zero o quasi. La Sua è solo l’ennesima crociata fuori tempo e fuori luogo. Invece di farsi prendere da scrupoli controriformisti, vada finalmente a leggersi Giordano Bruno: scoprirà che non è mai stato nemico della Chiesa, né un sovvertitore o fomentatore (come invece ad es.il Campanella) che non poteva avere pretese scientifiche, non essendo ancora nata la scienza moderna, che rivendicò solo e sempre la possibilità di un pensiero libero, e infine che non ha mai scritto un Calendario ma un Candelaio e che ha insegnato felicemente in parecchie università, come Tolosa, Helmstedt e Wittenberg. In poche righe, Lei è riuscito a dare non una cattiva immagine del Bruno, che grazie a Dio possiamo leggere nell’originale, ma una dimostrazione di ignoranza e cattiva immagine della Chiesa a cui appartiene che, se aveva qualche motivo per opporsi al libero pensiero nel 1500, oggi non l’ha più, ma forse Lei non se ne è ancora accorto.
    Gianmario Ricchezza

  • Alessandro scrive:

    Anche secondo me don Stanzione non si è accorto che non possiamo ragionare oggi come nel 1500. Il libero pensiero è un diritto di tutti, ovviamente anche il suo. Meno libero dovrebbe essere bollare ed insultare un uomo che è stato ucciso per la libertà d’idee, anche per la sua, caro don Stanzione.

  • lupo solitario scrive:

    Leggo e rileggo i vari commenti e convengo, ancora una volta, che l’unica cosa in comune è l’attacco all’integrità del messaggio che don Marcello vuol far passare.
    Tutti voi che scrivete, confutate in “CENTO” modi diversi l’articolo su G. B.
    Parlate di “CENTO” “verità”, oppure ponete “cento” dubbi.
    Tutto ciò è frutto del RELATIVISMO che pervade le vostre coscienze.
    Questa mattina , in una qualunque chiesa di Salerno,il sacerdote predicando ha ribadito un concetto FORTE: commentando il profeta Isaia e S. Giovanni il Battista, ha detto che la VERITA’ EVANGELICA va detta senza paura di essere irriverenti , in questa società del consumo, dell’apparenza, dell’incertezza.
    Per tutti quanti scrivono e pontificano su queste pagine, voglio ribadire che l’essere CRISTIANI CATTOLICI, non è una necessità accessoria, è l’assoluto per la propria SALVEZZA.
    “IO sono la Verità e vita, chi crede in me vivrà in eterno”.
    La VERITA’, ribadisco, per un Cattolico è nella “CHIESA” di ROMA.
    Anche G. Paolo II, che ha fatto riaggiornare il CATECHISMO della Chiesa Cattolica, ha lascito immutato il principio sulla legittimità della Pena di Morte.
    Questa “pena” era legittima “ieri”, lo è oggi , lo sarà domani in quanto è cosa che non appartiene all’uomo ma è una VERITA’ di fede accettata da “cento” CONCILI e nei duemila anni della “CRISTIANITà”.

    Per quanto scritto da tal Alberto Senatore, ribadisco che nelle Sacre Scritture non si può prendere solo ciò che conviene per ribadire le proprie bestemmie, ma la parola di DIO va presa integralmente e totalmente, in caso contrario si cade nell’eresia.
    I Dieci Comandamenti che Dio ha voluto donaci per mezzo di Mosè, sono racchiusi nella Sacra Bibbia.
    Questo libro è fondamentale per le tre religioni monoteiste(Cristiano, Musulmano, Ebraico) in tutte e tre queste religioni è prevista la “Massima Pena”.
    Quanto proposto da tal Senatore è solo prova o d’ignoranza o di cattiva fede.
    in bocca al lupo

  • Cattolico non sprovveduto scrive:

    Stando a quanto dice il Lupo non dovrei trovare disdicevole seguire il profeta Ezechiele e farmi delle belle bruschette con escrementi umani… Forse il relativismo è nelle scritture: tra pie frodi, eliminazione di periodi “scomodi” interpretazioni varie ecc. ecc. uno dovrebbe credere ciecamente a tante idiozie? Povero Giordano Bruno, lui non era neppure arrivato a criticare il “buon” re Davide (da cui si vorrebbe la discendenza del Cristo. Lupo, ma hai letto con un minimo di senso critico quante belle cose ha fatto quest’uomo? E per di più la traduzione è anche molto edulcorata …
    Ah! Lupo, Lupo!

  • Ester scrive:

    Giordano Bruno è morto per le sue idee, giuste o sbagliate chi può giudicare? Non giudicare e non sarai giudicato. Quest’articolo giudica tanto, non me lo sarei aspettata da un sacerdote di Cristo.

  • lupo solitario scrive:

    La Teologia non è filosofia, almeno non si apre completamente ad essa.
    Quindi chi si approccia ad un discorso sulle “cose” di Dio se HA FEDE e solo con la luce della “Grazia” può parlare delle Verità di Fede senza “deragliare”; in caso contrario si fa filosofia, si può opinare e dedurre su ogni problema e ogni conclusione potrebbe essere giusta. Ma solo con il” SECONDO ME” e con tanta arroganza..
    in bocca al lupo

  • Ester scrive:

    Signor Lupo Solitario, io di arroganza ne ho trovata tanta sia nell’articolo sia nel suo commento. Non vedo poi cosa c’entri il suo commento col mio, mi piacerebbe saperlo. Poi non ho capito come la pensa riguardo a Giordano Bruno e la fine che ha fatto.

  • don Stanzione scrive:

    Il sacerdote di Cristo si è stufato di sentire idiozie…La Chiesa aveva il dovere di processare e di condannare Bruno in quanto l’eresia era considerata da tutti anche dalle autorità civili una insidia pericolosissima per la pace civile e sociale oltre che religiosa. A chi non piacciono i miei articoli su Bruno è invitato a leggersi:
    Firpo, Il processo di Giordano Bruno, Salerno 1993;
    Spampanato, Vita di Giordano Bruno, Aragno, 1988;
    Ciliberto, Giordano Bruno, Laterza 1990;
    Yates, Giordano Bruno e la tradizione ermetica, Laterza, 1995;
    Bossy, Giordano Bruno e il mistero dell’ambasciata, Garzanti 1992

    Leggete questi libri e vedrete che La Chiesa non ha sbagliato ad agire come fece. Il caso Bruno è solo un pretesto di ignoranti e ateucci e di comunistoidi e radicali per attaccare il Cattolicesimo!!!

  • ALBERTO SENATORE scrive:

    Gentile Ester, comprendo il suo sconcerto è le esprimo la mia solidarietà. Come avrà sicuramente notato dai commenti precedenti,
    nessun ministro della chiesa cattolica avvalla l’autore di questo articolo; l’unico che condivide queste “strane idee”,(da credente cristiano, definirle idiozie mi sembra offensivo) è un lupo molto solitario,che sicuramente,imitando don Stanzione non legge la Bibbia. La definizione ” sacerdote di Cristo ” non certo si addice ad un ministro arrogante, ostinato e settario. Si nota che don Marcello non è stato con Gesù, perchè non manifesta ne l’umiltà ne la mansuetudine del Maestro. L’albero lo si riconosce dai frutti.

    dal Vangelo di Matteo capitolo 7: 15 – 20
    15 Guardatevi dai falsi profeti che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro son lupi rapaci. 16 Dai loro frutti li riconoscerete. Si raccoglie forse uva dalle spine, o fichi dai rovi? 17 Così ogni albero buono produce frutti buoni e ogni albero cattivo produce frutti cattivi; 18 un albero buono non può produrre frutti cattivi, né un albero cattivo produrre frutti buoni. 19 Ogni albero che non produce frutti buoni viene tagliato e gettato nel fuoco. 20 Dai loro frutti dunque li potrete riconoscere.

    Nel testo greco i falsi profeti vengono definiti pseudoprofetas, cioè uno che ” facendo la parte di un profeta inspirato pronunzia falsità come profezie divine”.
    Penso che questa sia la giusta definizione per l’autore di questo biasimevole articolo.
    Un sacerdote di Cristo deve imitare Cristo, non la chiesa cattolica.
    Chi si definisce cristiano, ma non manifesta le virtù di Cristo, l’amore e il perdono, non è un cristiano. E’ solo un fariseo.

    In fede, Alberto Senatore, salvato per grazia, non per opere.
    Giffoni Valle Piana – lunedì 31 gennaio 2011 ore 7.54

  • Ester scrive:

    Don Stanzione, lei mi offende quando parla di idiozie. Forse non avrò la sua cultura però conosco discretamente il Filosofo Giordano Bruno. Eretico senz’altro, ma è giusto morire per questo?Se la fede è salda non dovrebbe temere nulla, tantomeno gli atei o i comunisti e manco i radicali. Tra i suoi toni e quelli del Lupo capisco bene chi ha pensato foste la stessa persona. Comunque nella mia ignoranza penso di essere nel giusto a dire la mia con educazione. Ringrazio il signor Senatore per la solidarietà, ma l’offesa resta. Sarò ignorante, ma non mi sogno nemmeno di curare il mio stato leggendo articoli che parlano di apologia di rogo o di veggenti che scrivono col sangue.

  • michele zecca scrive:

    giudicato con le regole di allora giordano bruno fu arso sul rogo. questa è storia. giudicarlo oggi, con la coscienza di oggi e la pratica di oggi, non è possibile sostenere che quella condanna fù giusta. non ha senso, almeno per noi “idioti, ignoranti ateucci”, sostenere le tesi di don marcello il quale, si diletta di filosofia e di sacri testi ma manca totalmente, almeno per quanto scrive, della pratica. ma una religione senza prassi che religione è?
    una religione basata solo sui dogmi e sulla fede produce solo estremismi utili a creare dei guerrieri di cristo buoni a fare guerre, morti, ingiustizie e grandissime perdite di tempo sul sesso degli angeli.
    don marcello a questo punto ti devo una tisana: le foglie dell’ulivo sono molto sottovalutate nella moderna erboristeria, perchè disponibili a gratis, eppure hanno ottime proprietà regolatrici della pressione arteriosa. vanno seccate ed essendo foglie un poco dure c’è bisogno di farle bollire almento un paio di minuti, per superare l’agro è buono aggiustare con miele e qualche goccia di succo di limone.

  • James Porporati scrive:

    Egregio don, Giordano Bruno le direbbe: “Per esser orbo tu, lo chiami cieco.”

    “Che cosa le devo dire? Se veramente c’è Dio, se veramente c’è la vita eterna, allora Giordano Bruno, che ha dato la vita per amore della verità, che non ha rinnegato i risultati cui era giunto con il suo potente lavoro intellettuale (alcuni dei quali oggi vengono accolti persino da autorevoli rappresentanti della Chiesa istituzionale, come da lei ricordato), se veramente ci sono il regno di Dio e la vita eterna, allora Giordano Bruno ne fa sicuramente parte, quelli che l’hanno ucciso (fra cui papa Clemente VII e il cardinale Bellarmino) non lo so. Anche se Roberto Bellarmino è stato dichiarato santo.” (Vito Mancuso)

  • Ester scrive:

    Don Stanzione, ho aspettato ogni giorno speranzosa se non di scuse almeno di un tentativo di ridimensionare le offese che mi ha rivolto. Penso che di tempo ne abbia avuto. Mi dispiace vedere un uomo che rappresenta il Cristo incapace di dire scusa.

  • Ester scrive:

    Caro Don Stanzione, ora che leggo altri suoi commenti mi metto l’animo in pace e mi rassegno a non ricevere risposta. Sinceramente il suo tacere ne vale mille.

  • Giangastone scrive:

    Anche se i fuochi sono spenti, preti integralisti scarsi di opere e ricchi di parole, hanno sempre i roghi nella loro anima. Sono facili da riconoscere e spesso dànno dati persino in contrasto con la posizione ufficiale della chiesa. Occorre tanta tolleranza verso costoro. Sono loro i “malati”. Però occorre metterli in isolamento. Il male è una malattia contagiosa.
    A tutti i commentatori il mio saluto
    Giangastone

  • Una madre scrive:

    “La Chiesa aveva il dovere di processare e di condannare Bruno in quanto l’eresia era considerata da tutti anche dalle autorità civili una insidia pericolosissima per la pace civile e sociale oltre che religiosa” così ha scritto don Stanzione!
    Chiedo: la Chiesa oggi ha il dovere di estromettere dalla Chiesa e non di trasferire in altre parrocchie i preti pedofili??
    Una madre….

  • Dora scrive:

    un prete che plaude su un omicidio?
    ma il suo vescovo che fa?
    Dora

  • e. scrive:

    Cara Dora, un prete che insulta i lettori, non chiede scusa, plaude agli omicidi in nome di dio, strizza l’occhio alla pedofilia, incute terrore parlando di inferno e demoni, non parla delle sue opere di carità, non spende una parola buona per nessuno se non per se stesso e per pubblicizzare i suoi libri e per finire è pure omofobico. Le basta? Per il vescovo e soprattutto per chi legge dovrebbe bastare e avanzare, tant’è che può il denaro ciò che non può la coscenza

  • falafel scrive:

    In una diversa religione, un ministro di questo livello, che esalta la messa a morte di un uomo, lo avremmo effettivamente impiegato con una buona vanga in mano. Da voi no? Ebbene avete ciò che vi meritate.
    Sara

  • Bea scrive:

    Don Stanzione, sui giornali di oggi la Chiesa afferma che è peccato plaudere alla morte di un uomo. Mi sa che lei possa essere visto come eretico per quello che ha scritto.
    Beatrice

  • SAMUELE scrive:

    Che assurdità. Va bene che qui a Milano l’aria è europea e nessuno si sogna di dire simili castronerie, ma dopo aver letto quest’articolo, mi convinco che voi a Salerno avete problemi grossi. O è un caso che una perla d’ignoranza com’è quest’articolo compaia sullo stesso giornale dove scrive un novello cromoterapeuta?

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