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Battipaglia: Etica per il buogoverno interroga sul bilancio comunale

Inserito da on 5 dicembre 2010 – 02:47No Comment

Nuova interrogazione presentata dalla leader del Movimento Etica per il Buongoverno e Consigliera Comunale Cecilia Francese, tesa stavolta a conoscer la reale situazione finanziaria del Comune di Battipaglia, in prossimità della chiusura dell’esercizio finanziario 2010. Sono 4 le questioni che il Movimento di Etica solleva e sulle quali chiede lumi al Sindaco di Battipaglia.1) Qual è alla data odierna la reale situazione debitoria del comune. Noi vogliamo capire quale sia l’esposizione debitoria a breve, quale quella a medio e lungo termine; a quanto ammontano i debiti verso i fornitori ed a quanto quelli verso società controllate ( ci siamo stancati sentire balbettare cifre alla rinfusa e scuse sconnesse, sulla situazione debitoria verso Alba Nuova. Vogliamo sapere a quanto ammonta effettivamente il debito!); a quanto ammonta il debito per imposte che il comune deve pagare ed a quanto quello dovuto alla anticipazione di cassa; 2) Quale è la situazione di cassa dell’ente e quale la prospettiva dello stesso, in una logica, che noi riteniamo fondamentale, di controllo reale dei flussi di cassa. In pratica si vuole sapere l’importo odierno della consistenza di cassa; le riscossioni previste da qui alla fine dell’esercizio finanziario (divise fra riscossioni in conto residui e quelle in conto competenza) e di contro quali i pagamenti previsti (anche qui con una suddivisone fra residui e competenza) sapendo che nel mese di dicembre vi sono almeno due scadenze di pagamento, per un comune, di non poco conto: stipendi del personale incrementate della tredicesima, e la seconda rata annuale dei mutui in ammortamento); 3) il quadro delle situazioni  di rischio per l’ente, a partire dall’andamento del contenzioso (che nei comuni è diventata una voce di spesa non di poco conto, a partire dalle richieste di risarcimento danni per incidenti e cadute sul piano stradale, e per continuare col contenzioso sulle opere pubbliche e sugli atti amministrativi dell’ente, e che spesso si trasformano in un costo immane per l’ente; 4) Quale le “misure cautelative” che l’amministrazione ha posto in essere  avverso il rischio di contenzioso su alcuni atti che l’amministrazione ha assunto (dalla questione dello scioglimento di Albanuova, all’affidamento all’esterno della riscossione delle contravvenzioni, la dismissione, attraverso la società “veicolo” del patrimonio comunale). Etica per il buongoverno non nasconde la propria preoccupazione verso lo stato di salute del bilancio comunale, non si fida di una amministrazione comunale che con grande ottimismo, ma senza mai mettere a disposizione le carte, proclama di essere uscita dalla situazione deficitaria, senza che nessuna scelta strutturale è stata apportata sul bilancio comunale, che continua a spendere fondi pubblici in modo azzardato (come i 419 mila euro che si spenderanno per affidare la riscossione delle multe all’esterno). L’azione di etica intende spingere l’amministrazione ad una reale azione di monitoraggio continua per tenere sotto controllo l’andamento della finanza locale, ma soprattutto per mettere il consiglio comunale in condizione di capire cosa sta succedendo e poter, quindi, dare il proprio contributo ad affrontare le difficolta’. Sappiamo che questa impostazione fa venire “i capelli bianchi a Santomauro e soci, che non sono abituati ad essere sottoposti al controllo e,addirittura, ad essere chiamati a riferire in consiglio su queste questioni. Sappiamo che l’idea “santomauriana” del Consiglio è quello di un luogo inutile, per mantenere il quale si spendono soldi e dove l’unico ruolo riconosciuto ai consiglieri è quello di “ratificatori delle scelte adottate dal sindaco” (cosa di cui i 18 “yes man” di maggioranza sono un imbarazzante esempio): Ma a noi di Etica, sinceramente, della concezione “santomauriana” della democrazia non interessa molto. Noi rivendichiamo il ruolo di controllo del consiglio comunale che la legge nazionale (art.42 del t.u.e.l.), e lo statuto (art.26) gli riconoscono.

Etica per il buon governo

 

 

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