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L’estremo Monicelli

Inserito da on 4 dicembre 2010 – 00:00No Comment

Angelo Cennamo

Tranquilli, non voglio aggiungere la mia voce al coro degli opinionisti sul suicidio di Mario Monicelli. Eventi del genere si commentano solo con il silenzio. Di fronte alla morte, il frastuono delle parole è fuorviante, distrae, inganna lo spettatore, costringendolo all’errore marchiano. Ma nell’Italietta dei teatrini della politica e delle speculazioni giornalistiche a tacere sono rimasti in pochi. E così la tragica morte – perchè la morte è sempre un fatto tragico – del grande regista si è trasformata nello spot insperato degli studenti scalmanati anti-Gelmini e di chi sostiene la causa dell’eutanasia. E perchè no, visto che il governo delle destre sta per congedarsi, per l’ultimo saluto del maestro ci è scappata pure una benaugurante “Bella ciao”. Foscolo diceva che i grandi uomini sopravvivono attraverso le loro opere, e di opere, Monicelli, ne ha prodotte un bel pò. I suoi film parlano di lui meglio di chiunque altro. E’ questo il privilegio degli artisti : non smettono mai di vivere. Cosa abbia spinto il maestro a lanciarsi da quel balcone, cosa gli sia balenato nella testa nei pochi attimi struggenti che hanno preceduto l’impatto con l’asfalto non lo sapremo mai : un ultimo gesto di libertà, la zingarata mai osata del conte Mascetti di “Amici miei”, o lo smarrimento estremo di un disperato? La risposta, ancora una volta, è il silenzio. Allora tacciano tutti : i neo partigiani, non avendo Monicelli mai preso parte alla resistenza. I testimonial della dolce morte, perchè il lancio da un balcone è dolce solo per le pompe funebri. Tacciano i sedicenti cristiani, perchè la disperazione di chi non ha futuro può risultare più dilaniante di certi dogmi. Taccia infine il sottoscritto, perchè non cada nella trappola della retorica.    

 

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