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Salerno: Ciccone, lettera di Moretti sulla disoccupazione

Inserito da on 1 dicembre 2010 – 05:57Un commento

Nella lettera che il nuovo arcivescovo di Salerno, Luigi Moretti, invia alle famiglie salernitane in occasione del Natale, molta attenzione è puntata sul dramma della disoccupazione. Dalle anticipazioni diffuse dalla Diocesi, risulta chiaro come monsignor Moretti veda con grande preoccupazione un problema che determina gravi insicurezze all’interno dei nuclei familiari e rischia di far nascere, soprattutto per quel che riguarda la disoccupazione giovanile, un nuovo problema emigrazione, questa volta riguardante anche livelli alti di formazione professionale. Sono tanti i giovani, che anche personalmente conosco, che hanno già lasciato Salerno per cercare miglior fortuna altrove, o che, dopo anni di inutili ricerche, si apprestano a fare il medesimo passo. Ritengo che le istituzioni abbiano il dovere di accogliere le sollecitazioni del nostro arcivescovo nell’ambito del loro ruolo e delle loro funzioni. Personalmente, quando ero assessore alle Politiche Sociali, mi attivai per un  sostegno alle famiglie in difficoltà attraverso il “banco alimentare”. Da responsabile dei Trasporti, cerco sempre di dar vita a iniziative che servano soprattutto a sostenere, attraverso una migliore mobilità, lo sviluppo del tessuto economico del nostro territorio. Da consigliere comunale, intendo dunque sollecitare una iniziativa forte sul fronte del sostegno alle famiglie e all’occupazione. Alla luce di quanto sottolineato anche da monsignor marino, ritengo che questa sia la vera emergenza che a Salerno ci troviamo ad affrontare. E’ dunque necessario attivare subito un tavolo di confronto con il mondo del lavoro e delle imprese per mettere a punto degli strumenti che possano sostenere stabilmente l’economia locale e stimolare chi vuole intraprendere attività economiche sul nostro territorio. Questo è il fronte che dovrà vederci impegnati nei prossimi anni e non certo quello dell’effimero, dell’edilizia per pochi ricchi o di una idea di turismo più presunta che reale. La città non può vivere di una economia monotematica ed ha bisogno di difendere e rilanciare un tessuto produttivo vero. E’ essenziale partire da una analisi scientifica del ruolo possibile del nostro territorio e sviluppare potenzialità e progetti concreti e non propagandistiche illusioni su “milioni” di visitatori molto presunti e poco reali. Ci vuole un grande piano che, tanto per cominciare, parta dal senso di responsabilità di tutti gli enti nel sostenere il decollo delle infrastrutture (aeroporto in primis) e che veda coinvolto tutto il mondo del lavoro, dagli imprenditori alle rappresentanze dei lavoratori. Su questo e non sull’effimero bagliore di luci più o meno artistiche ci giochiamo il nostro futuro e quello dei nostri figli. Altrimenti ai giovani non resterà altro che emigrare, magari su quegli altri pianeti oggi posizionati nel vano sfavillio di piazza Flavio Gioia.

Lello Ciccone Consigliere comunale Pdl

Un commento »

  • Antonio Nicastro scrive:

    Ciccone Lei ha sempre avuto la mangiatoia bassa. Non si rende conto di come stanno le cose, Lei lo scrive ma non è conseguenziale. Ma Lei veramente pensa che con l’aereoporto si risolve il problema occupazionale ? Evidentemente si per qualche amico, ma il problema diventa ancora più grande di fronte a questi sperperi. 20 Mila euro al giorno per far volare 4 gatti. Ma Lei non pensa che si potevano dare almeno 100 posti di lavoro, spendendo in maniera diversa tali importi ? Ma Ciccone ma come assessore Le pare bello mettere pullmann a disposizione per poche persone per portarli in aereoporto ? Ma il problema è di chi vola non di chi li vuol far, per forza volare. Alla fine questa è solo una squallida questione di principio fra De Luca e Cirielli, ma l’aereoporto è un’autentica cavolata che in quaeto momento non interessa assolutamente a nessuno, Ed allora Lei che è anche docente universitario….almeno cosi si dice, parli di cose piu’ serie nella speranza di poter realmente fare qualcosa per la provincia di Salerno, non solo proclami e chiacchiere in quantità.

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