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Ritratti Africani: gente di Tongu e Baye

Inserito da on 1 dicembre 2010 – 00:00No Comment

Padre Oliviero Ferro

Ogni parrocchia in Africa è divisa in settori. Anche quella di Nefa, in Camerun, ne ha sette. I due settori più interni, nella brousse, sono quelli di Tongu e Baye. Quando non piove si riesce ad arrivare abbastanza bene e in fretta(tra i tre quarti d’ora e l’ora e mezza). Ma quando piove, a fatica si arriva a Tongu,ma Baye resta impossibile arrivarci. La strada diventa fangosa e si corre il rischio di rimanere bloccati. Questi nostri fratelli hanno solo una piccola scuola elementare,poi basta. Niente centri di salute (miniospedali). Insomma niente di niente. Coltivano i campi e le piantagioni di banane e di canna da zucchero. Normalmente si spostano a piedi o in moto. Qualche rara camionetta si avventura da quella parti, sempre stracarica. Nei campi si coltiva tanta verdura, soprattutto i pomodori. Ma rischiano di restare là, a causa della strada. Spesso anche i ponti sono impraticabili, sia perché le assi sono marcite, sia perché qualche camionetta le ha distrutte, a causa del troppo peso e si è fermata sul ponte. Non ne parliamo poi della mancanza di luce e di acqua potabile. Si va al fiume,portando sulla testa i bidoni d’acqua e per la luce si utilizzano le lampade a petrolio. Non siamo molto lontani(una decina di chilometri dalla grande città),ma sembra di essere in un altro mondo. Ma,nonostante tutte queste difficoltà,le comunità cristiane cercano di vivere la loro vita insieme. Alla domenica, c’è la celebrazione eucaristica, quando il padre missionario riesce ad arrivare, altrimenti ci si ritrova per pregare. Naturalmente il catechismo e altri incontri di formazione vengono fatti da persone di buona volontà. Ma quando riesci ad arrivare in mezzo a loro, sei contento, perché vedi che si danno da fare, anche nel rendere la chiesetta più accogliente. Era sempre bello stare con loro il giorno di Pasqua, per i battesimi. La festa era grande. Si mangiava, si beveva (un po’ troppo). Insomma ci si sentiva una comunità. Bastava poco per condividere la gioia di stare insieme.

 

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