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Baronissi: Risorgimento attraverso Pisacane

Inserito da on 30 novembre 2010 – 05:33No Comment

Un recital-spettacolo che ripercorre le emozioni del Risorgimento Italiano, rivissuto attraverso la figura di Carlo Pisacane nei suoi contrastati rapporti con la moglie Errichetta, con Fanelli ed il suo braccio destro, Giovanni Nicotera. A fare da filo conduttore della drammatizzazione, Luigi Mercantini, autore, prima, della “Spigolatrice di Sapri” e, poi, della “Canzone Italiana” commissionatagli dal generale Garibaldi. Completano il recital-spettacolo alcune splendide canzoni il cui testo si ispira al testamento politico di Pisacane, con le musiche originali di Luca Sepe. Sono questi i “frame” che compongono lo spettacolo in programma. Il progetto prevede la realizzazione di un recital spettacolo dal titolo “Il Risorgimento – Carlo Pisacane, un sogno di Libertà”. La storia, romanticamente drammatizzata, sarà rappresentata attraverso lettura di brani in prosa, scene drammaturgiche e l’esecuzione di canzoni. Come lasciò scritto nel suo testamento politico, Pisacane ribadiva l’ideale mazziniano del «sacrificio senza speranza di premio»: «ogni mia ricompensa io la troverò nel fondo della mia coscienza e nell’animo di questi cari e generosi amici… che se il nostro sacrifico non apporta alcun bene all’Italia, sarà almeno una gloria per essa aver prodotto figli che vollero immolarsi al suo avvenire». Ciò che contava dunque era dare l’esempio per stimolare gli animi all’azione, un’azione volta non alla mera sostituzione di un potere con un altro, bensì alla rivoluzionaria ricostruzione di una società più equa e libera.La spedizione fallita ebbe in effetti il merito di riproporre all’opinione pubblica italiana la “questione napoletana”, la liberazione cioè del Mezzogiorno italiano da quel governo borbonico che il ministro inglese Gladstone definiva «negazione di Dio eretta a sistema di governo». Infine il tentativo di Pisacane sembrava riproporre la possibilità di un’alternativa democratico-popolare come soluzione al problema italiano: era un segnale d’allarme che costituì per il governo di Vittorio Emanuele II uno stimolo ad affrettare i tempi dell’azione. La figura di Pisacane rimane tutt’oggi fra le più importanti del Risorgimento italiano.

 

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