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Uno sguardo indietro nel tempo

Inserito da on 27 novembre 2010 – 00:005 Comments

Alessio Ganci

Nella Mitologia Classica vi sono frequenti riferimenti agli dèi venerati nell’Antica Grecia. Secondo la religione dell’epoca, politeista, gli dèi erano considerati superiori agli uomini, tanto da essere visto tabù il rivolgersi a loro direttamente con una invocazione, solo i sacerdoti potevano invocare un dio. Solo la preghiera era ammessa. Secondo la Mitologia, la maggioranza degli dèi greci viveva sul monte Olimpo,ad eccezione delle Muse, che vivevano sul monte Elicona o, insieme ad Apollo, sul monte Parnaso, ed erano sotto l’autorità di Zeus (Giove), figlio di Crono e di Rea. Vi erano molti dèi: dal dio del mare Poseidone (Nettuno), al dio dei fenomeni atmosferici, lo stesso Zeus, dal dio della guerra Ares (Marte) alla dea dell’amore Afrodite (Venere), dalla dea dell’intelligenza Atena (Minerva) al dio del vino e del piacere Dioniso (Bacco o Libero). Non mancava infine un dio dell’oltretomba: Plutone (o Ade, dall’omonimo nome dell’aldilà greco). Quindi, per ogni elemento della natura, vi era un dio specifico. Nonostante alcuni dèi greci non risiedessero sull’Olimpo, in generale il monte era il luogo di riunione di tutte le divinità, dove si svolgevano anche i banchetti: questi ultimi erano a base di ambrosia e di nettare, considerati cibi esclusivi per gli dèi. Inoltre, secondo la Mitologia, gli dèi non si nutrivano come i mortali, poiché avevano un sangue diverso, l’ìcore, immortale. Un’ulteriore differenza tra gli dèi e i mortali era dettata dall’aspetto fisico originale: infatti, gli dei non potevano mostrarsi agli uomini con il loro aspetto vero e proprio, altrimenti questi ultimi sarebbero rimasti inceneriti allo sguardo, ma dovevano assumere sembianze umane o di animali o ancora di elementi naturali(oppure potevano non apparire alla vista). Intervenivano nelle vicende umane soltanto quando venivano invocati o pregati, quando dovevano sostenere i combattenti di un duello (nell’Iliade vi erano dèi parteggianti per gli Achei ed altri, come Apollo, parteggianti per i Troiani) o quando loro (o un loro sacerdote) venivano oltraggiati. Come vi erano differenze tra gli dèi e gli uomini, vi erano anche delle somiglianze, all’epoca messe in risalto nei poemi epici, ma molto spesso non più riprese nelle religioni odierne. Per esempio, oggi, il dio delle religioni monoteiste viene considerato onnipotente e perfetto, immune all’ira e alle altre emozioni. All’epoca, invece, gli dèi venivano dipinti come emotivi e molte azioni venivano paragonate a quelle umane. Per esempio, la causa di una pestilenza veniva attribuita all’ira di un dio (da ciò si deduce come gli dèi provassero emozioni, proprio come i mortali). Un altro esempio riguarda i numerosi litigi tra Zeus e la moglie Era,  che possono essere paragonati alle odierne liti familiari. Infine si può paragonare l’episodio dell’Iliade in cui Ares, ferito da Diomede, si lamenta dal padre Zeus, con la situazione odierna in cui un bambino si rivolge ai genitori dopo un torto subìto. Come scritto prima, i sacerdoti erano intermediari tra gli uomini e gli dèi. Accanto a loro vi erano anche gli indovini, che interpretavano il volere degli dèi. Ciò era possibile secondo la superstizione degli Antichi Greci, che osservavano il movimento degli elementi della natura (foglie, volo degli uccelli, pioggia, …): se il movimento era da destra a sinistra, il volere degli dèi era considerato come assecondato, in caso contrario, gli dèi erano contrari agli uomini e ciò era considerato foriero di qualche spiacevole evento. Oltre all’osservazione del movimento degli elementi della natura vi erano altre innumerevoli pratiche superstiziose, come l’osservazione del fegato degli animali. In conclusione, gli dèi greci venivano dipinti come diversi dai mortali, tuttavia permanevano anche molte somiglianze che, con il passare del tempo, sono andate scomparendo sempre di più: oggi non si potrebbe considerare un dio come emotivo  e  quindi, anche capace di commettere errori, ma le religioni odierne dipingono le divinità come perfette in ogni azione.

 

 

5 Comments »

  • civetta scrive:

    Se tu potessi scegliere tra la teologia greca e quella di oggi, quale sceglieresti e perchè?

  • Alessio Ganci scrive:

    Gentile Civetta, io non opterei proprio per nessuna delle due scelte. Le religioni del passato vanno studiate tenendo conto del contesto. Gli dei greci si manifestavano spesso attraverso sembianze antropomorfiche. Oggi la religione cattolica afferma che Dio ha creato l’uomo a propria immagine e somiglianza. Si sono ribaltati i termini della questione, ma tutto alla fin fine si riconduce al senso religioso di ciascuno. Con i migliori saluti.
    Alessio Ganci

  • Lucia Russo scrive:

    Cara Civetta, ha posto proprio una domanda subdola e secondo me, un problema mal posto. Vedo però che però il giovane redattore se la sa cavare bene… Tenta me di chiederle, cara Civetta, cosa ha voluto significare nella sua chiave di lettura moderna quel “a propria immagine e somiglianza”? se l’uomo è stato fatto ad immagine e somiglianza del “Divino”, poveri noi … mi vien da dire.
    Complimenti all’autore per la sua diplomazia e un caro saluto alla sempre attenta Civetta.
    Lucia

  • civetta scrive:

    Bravo Alessio, sono pienamente d’accordo con te!!!!
    Un caro abbraccio.

  • civetta scrive:

    Ha proprio ragione: poveri noi!
    Un cordiale saluto.

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