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Caropreso: gli eccessi in Commissione

Inserito da on 26 novembre 2010 – 07:083 Comments

Aldo Bianchini

Dopo la vicenda del progetto copiato da tre tesi di laurea, della nomina di Coscioni, della contestazione dei 22 sindaci e della impugnativa al Tar del sindaco di Roccadaspide sembra proprio che ci siano tutti gli estremi (non solo civilistici!!) per un deciso intervento del presidente Stefano Caldoro finalizzato alla revoca del decreto n. 164 del 21 settembre 2010 di nomina del “project manager per la realizzazione del presidio ospedaliero unico della Valle del Sele”. In un Paese normale la dott.ssa Maria Rosaria Caropreso, da tempo, sarebbe già stata restituita ai ranghi del reparto di nefrologia dell’ospedale Santobono di Napoli ove è dirigente medico di prima fascia (gli assistenti/aiuti ospedalieri di una volta). In questo Paese però dobbiamo accontentarci della convocazione, dinanzi alla Commissione Regionale Sanità per giovedì 2 dicembre p.v., sia del Commissario che della stessa Caropreso, a causa di tutto quanto da lei combinato…. Secondo il decreto di nomina la Caropreso dovrebbe  solamente“predisporre atti e proporli ai vertici aziendali della Asl di Salerno,  ponendo in essere tutti i provvedimenti occorrenti per la realizzazione dell’iter di accorpamento dei presidi ospedalieri di Oliveto Citra, Roccadaspide, Eboli e Battipaglia….”; tutte le operazioni dovranno svolgersi nel periodo di durata dell’incarico fissato “in 12 mesi, dalla data di notifica del decreto…”. La project manager, dunque, secondo quanto dispone il citato decreto, deve svolgere soltanto attività interna di collaborazione e proposta al commissario Francesco De Simone, unico titolare della legale rappresentanza dell’Ente unitamente all’autonomia della gestione strategica, organizzativa e finanziaria dell’Asl. Peraltro non risulterebbero, al momento, atti tali da far pensare che il Commissario abbia attribuito alla Caropreso poteri autonomi e gestionali di cui alla Legge n. 241/90, così come invece posseggono i funzionari interni dirigenti di dipartimento o di settore. In buona sostanza la Caropreso  dovrà solo effettuare  proposte al Commissario, avvalendosi  di idonei collaboratori interni che, nell’ambito dei propri poteri e discrezionalità, le assegnerà il Commissario De Simone. L’autonomo budget degli ospedali della Valle del Sele, dei quali si parla impropriamente, fa riferimento alla futura  possibilità di autonoma gestione dell’Ospedale Unico dotato di un proprio budget. Questo però allorquando sarà perfezionato l’intero iter costitutivo ed operativo: ovvero fra oltre 10 anni! Nelle more ogni indirizzo, riferimento di autonomia gestionale e finanziaria deve essere ricondotta sotto il potere del solo Commissario. Punto. Per quanto attiene poi al “casus” della illegittima nomina del dr. Bruno Coscioni a consulente della signora Caropreso,  anche qui ci troviamo di fronte ad una bella pagina di “nuovo diritto” tutta da studiare. La vicenda  potrebbe far pensare ad “un eccesso/abuso (?)” di potere” della project manager. Ma andiamo con ordine. La Caropreso sarà in carica dal  21/9/2010 al 20/9/2011, salvo  proroghe. Ebbene che cosa fa in data 19.10.2010? con proprio ed “illegittimo” decreto,  nomina  il dr. Coscioni  suo consulente (a titolo gratuito), per un periodo di 12 mesi e cioè fino al 18/10/2011. In pratica la Caropreso potrebbe essere incappata in due vistose illegittimità (di quale natura?): adotta, in modo del tutto gratuito e senza averne la potestà,  un decreto di nomina  di un  proprio consulente (può solo avvalersi di personale interno). Peraltro quella nomina dovrebbe avere la durata di 12 mesi (ovvero fino al 20.9.2011), ovvero per un periodo superiore a quello della stessa Caropreso. Ma c’è di più. Sempre senza averne i poteri né la rappresentanza esterna dell’Asl, sottoscrive con il Coscioni  (esperto in diritto pubblico ed amministrativo?….) un contratto che, sebbene illegittimo ed annullabile, vincolerebbe l’ASL all’esterno e con i terzi!. Quindi la Caropreso con la nomina di Coscioni, divenuto insieme a lei pubblico ufficiale – incaricato di pubblico servizio, anche se in modo non volontario,  potrebbe aver innescato un meccanismo infernale con notevole danno patrimoniale e di immagine per l’Asl, da cui Ella stessa, come il Coscioni, dipende. E non è finita qui: la lettera, della quale abbiamo parlato in altro articolo, con cui si invitavano i destinatari ad aggredire economicamente l’Asl (per presunti crediti e si davano indicazioni su legali esterni a cui rivolgersi), è stata inviata da Coscioni a molti medici della stessa Asl. Il Coscioni lo ha fatto però  nella qualità di legale rappresentante della Saniconsulting s.r.l., mentre era anche consulente dell’Asl e quando già rivestiva la figura di incaricato di pubblico servizio. La sollecitazione a quell’azione contro l’Asl promossa da Coscioni, potrebbe arrecare un danno patrimoniale all’Ente fino a raggiungere i 20 milioni di euro! Per tutto quanto sopra la Caropreso, salvo fatti più complessi…. derivanti dalle vicende di cui sopra, potrebbe essere assoggettata ad una revoca immediata dall’incarico per violazione  dell’art 3bis della legge 502/1990, e…. non solo!. .Ma c’è un’ultima domanda a cui si chiede una risposta: “Maria Rosaria Caropreso, (su internet è pubblicato il curriculum professionale), possiede titoli sufficienti, prescritti dall’ultimo bando, per l’iscrizione nell’elenco dei direttori generali delle Asl?.  Cercheremo di capirlo nella prossima puntata.

3 Comments »

  • anna forte scrive:

    Caropreso, che figura meschina. Un’unica soluzione : fatti da parte. Un altro parto sbagliato del presidente

  • robero smarigli scrive:

    Come si evince da quanto di pubblico dominio, la Caropreso è un chiaro prodotto (direttamente o indirettamente) del Principe Arechi.
    Il problema è questa pseudo nuova classe dirigente, davanti all’afflusso perenne di questuanti pronti a tutto, abbagliata dal voler ingrossare le fila dei propri adepti (credo sia proprio i termine adatto), anzichè serrare le fila attraverso una rigorosa selezione qualitativa delle professionalità, si sbraca in nome del consenso e del plebiscito.
    Trattasi di proverbiale miopia del potere: i mediocri fanno certamente ammuina in termini di immediato consenso e file piene ai convegni, ma… non ne allungano la vita.
    Francamente, penso che tutto ciò nella prima repubblica accadeva in misura molto minore, era tutto più sedimentato e, soprattutto, c’era più pudore nel salire sui carrozzoni, sia da parte di chi ci saliva che da parte dei conducenti.

  • puro di cuore scrive:

    Che tristezza! che squallore!
    E’ vero che la storia degl’incarichi d’oro (e inutili) è vecchia quanto la Regione Campania….
    E’ vero che il potere logora soltanto chi non ce l’ha…
    E’ vero che i soldi fanno venire la vista ai ciechi…
    E’ vero che comandare è meglio che……
    ma c’è un limite a tutto!
    Atteso che l’incarico conferitole è palesemente “pleonastico”,
    la dott.ssa Caropreso, bravo medico clinico, avrebbe fatto
    meglio a misurarsi, prima di imbarcarsi in questa impresa.
    P.S. condivido appieno le considerazioni del sign. Smarigli.

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