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Vietri Sul Mare: Sciortino, lettera aperta al Sindaco

Inserito da on 12 novembre 2010 – 03:49No Comment

 Egregio Signor Sindaco, a nome dei cittadini  e dei commercianti di Marina di Vietri, mi preme, se mai ce ne fosse bisogno, farLe notare il disagio nel quale siamo costretti ad affrontare quotidianamente la nostra giornata, che sia questa di lavoro, di svago o di riposo. I lavori di “abbellimento” cominciati nel novembre 2009, sono tutt’altro che a buon punto, tre operai in un’area di circa 24000 metri quadrati, sono oggettivamente un numero poco congruo rispetto la speranza di godere in tempi ragionevoli,  delle inenarrabili migliorie annunciate. Intanto però,  l’immagine che si ha del nostro paese è quello di una discarica a cielo aperto nella quale, tra rifiuti di ogni specie, banchettano liberamente “allegre” famiglie di roditori e dove intere colonie di zanzare sono pronte ad ogni ora,  ad alzarsi in volo a stormi per assalire il primo ignaro passante al fine di banchettare con il suo sangue. Anche per i brevi tratti di lavoro già completato,le aree riconsegnate, giacciono nell’incuria totale tanto da apparire già logore e datate. Nel frattempo, i nostri bambini non possono usufruire di  aree idonee ad accoglierli per qualche ora di svago al ritorno dalla scuola, i nostri pensionati non dispongono di aree praticabili dove poter passeggiare o sostare anche solo per commentare l’ultima giornata del campionato di calcio  o per  ricordare con qualche aneddoto i bei tempi passati, ed i commercianti sono costretti loro malgrado a dibattersi ed arrangiarsi per far quadrare i conti a fine giornata. Certo questa rappresentazione, seppur realistica, indurrebbe a pensare alla descrizione di  una raffigurazione in stile “ natura morta” molto più che all’esposizione di quella che tutti noi abbiamo il piacere di ricordare come una ridente cittadina sul mare, ma Le assicuro che se solo ci facesse l’onore di dedicare mezz’ora del suo prezioso tempo, per fare una passeggiata lungo le vie di questo paese, alzando lo sguardo alla ricerca del confortevole riparo dal sole, dei rami di un albero ad alto fusto, di un  tratto di verde pubblico degno di essere chiamato tale, di una panchina sulla quale riposare, di un’area pedonale della quale poter usufruire serenamente senza la preoccupazione di inciampare in una sporgenza, cadere  in una feritoia o rompersi una caviglia in un cordolo tranciato ed abbandonato fuori posto. Se solo Lei dedicasse mezz’ora del suo tempo a quello che è anche il suo paese natale, allora si accorgerebbe di quanta verità c’è in queste parole e che il quadro da me descritto è perfino lontano dalla mesta realtà nella quale i cittadini di Marina sono costretti a vivere. Solo qualcuno, anche in questo stato di cose, trova il modo di accaparrarsi un seppur modesto beneficio, ad ulteriore danno soprattutto di chi in questo paese ha investito il suo tempo ed il suo denaro per lavorarci e si trova suo malgrado a raccogliere solo le briciole del lauto pasto consumato giorno per giorno da una società che, su mandato dell’ente da Lei rappresentato, fa razzia di talloncini per una sosta a pagamento ingiustificabile dallo stato attuale e dalla trascuratezza dei luoghi e distribuisce “laute”  multe ad incauti “trasgressori”, confusi dalla illeggibilità di una cartellonistica disomogenea ed illeggibile e dall’imprecisione di  stalli per la sosta imprecisi e  multicolore, ad opera di incolpevoli “omini”, come Lei ama definirli, comandati da un “generale”  che della società ne fa un uso tutt’altro che legittimo e  che Nostro malgrado, alla fine arrecherà danni irreparabili a tutti Noi. Egregio Signor Sindaco, non legga questa nota come una inutile e sterile  polemica dettata dal posto che occupo in consiglio comunale, che mi vede contrario rispetto la  sua compagine politica, guardi per una volta oltre lo steccato meramente politico ed interpreti  questo mio pensiero come quello di un uomo troppo legato alla sua terra ed alle sue origini e seriamente preoccupato per il futuro dei propri concittadini per restare impassibile  a tanto  ingiustificabile squallore.

Cordialmente, Carlo Sciortino

  

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