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Cetara: amministratori al fianco di pescatori e armatori

Inserito da on 10 novembre 2010 – 04:02No Comment

 Sostegno ai pescatori e agli armatori di Cetara e di Salerno, richiesta al Ministero delle Politiche agricole di rivedere le misure di drastica riduzione della flotta tonniera, voti all’INPS e al Ministero del lavoro e delle politiche sociali per la rapida erogazione della cassa integrazione in deroga ai pescatori decisa nel maggio scorso: sono questi i contenuti della delibera adottata all’unanimità dal consiglio comunale di Cetara, nella seduta di ieri 9 novembre, per contrastare gli esiti pesantissimi della crisi del settore della pesca del tonno, attività economica fondamentale per la comunità del centro costiero. “I pescatori e le loro famiglie – ha spiegato il sindaco Secondo Squizzato -  dopo l’accordo del mese di maggio, sono ancora in attesa di ricevere il pagamento della cassa integrazione. A causa del fermo totale della pesca del tonno nella  stagione di  2010, i pescatori non hanno percepito alcun reddito dalla fine della scorsa stagione 2009, molte famiglie sono in stato di grande bisogno. Sembra che per incertezze normative, gli uffici INPS interessati, nonostante l’impegno delle associazioni di categoria,  non siano ancora in grado di definire le pratiche e, quindi, non pagano l’indennità di cassa integrazione agli aventi diritto. Ribadiamo che le famiglie, quasi sempre mono reddito, non possono più attendere.”  Intanto, un decreto della direzione generale della Pesca e dell’Acquacoltura ha stabilito di ridurre, per il 2011, a sole 9 unità le imbarcazioni abilitate alla pesca del tonno, fissando la capacità di pesca nella misura minima di 130 tonnellate per imbarcazione. “Risulta inaccettabile – ha rilevato il sindaco durante il consiglio comunale – passare da 49 a 9 unità in tutta Italia. La sola flotta di Cetara e Salerno supera le 20 unità. Gli effetti sull’occupazione sarebbero disastrosi con la riduzione degli occupati per circa 200 unità, concentrati fra Cetara e Salerno. Il ministero è andato anche oltre le indicazioni provenienti dagli organismi internazionali. Ci sono buone motivazioni e forti preoccupazioni sociali per suggerire una modifica di questa decisione da parte del Ministero, avverso la quale è stato proposto da alcuni armatori di cetaresi e salernitani ricorso al Tar del Lazio, in discussione domani.” E come se tutto questo non bastasse, entro fine mese altre importanti decisioni in sede internazionale (riunione dell’ICCAT e della Commissione Europea) potrebbero ancora abbattersi sul comparto, con ulteriori riduzioni della quota di cattura attribuita all’Italia, il possibile colpo finale ad un settore già agonizzante. “Gli esperti e gli organismi di ricerca – precisa Squizzato – hanno già potuto confermare che gli stocks di tonno rosso del Mediterraneo sono in forte ripresa, segno che le misure adottate hanno prodotto i previsti benefici. Allora è il caso di non aggravare la situazione con ulteriori ed ingiustificate riduzioni che potrebbero definitivamente sancire il fallimento della maggior parte delle imprese del settore, con nuovi disoccupati in un contesto di crisi già drammatica per il territorio salernitano.” Un forte appello dunque a tutte le istituzioni locali  (Provincia, Regione) e nazionali (Ministero, parlamentari italiani ed europei) affinché si scongiuri l’estinzione di un intera economia che, nel caso di Cetara, segnerebbe la scomparsa di un fondamentale elemento di identità storica e sociale.

                                                           

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