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Pronto? Risponde il Dietista!

Inserito da on 6 novembre 2010 – 00:004 Comments

Spesso, quando le persone mi chiamano al telefono, mi sento dire “pronto, parlo con la dietologa?” oppure “Lei è la Nutrizionista vero?” ed io, con pazienza, rispondo sempre “no sono la Dietista”; immancabile l’ulteriore replica “ah si, ma è la stessa cosa no?”. No, non è la stessa cosa. In realtà tra queste figure vi sono alcune differenze sostanziali che si delineano già dal percorso di studi seguito. Benché tutte debbano frequentare la facoltà di Medicina e Chirurgia, per conseguire il titolo di Dietologo è necessario conseguire la laurea in Medicina (6 anni) e la specialità in Scienze dell’Alimentazione (4 anni), mentre per la professione di Dietista è necessario conseguire una laurea triennale che permette, attraverso un apposito esame di stato, di ottenere l’abilitazione a esercitare. Il Nutrizionista, infine, è forse la figura più complessa da definire. Alla scuola di specialità in Scienze dell’Alimentazione, infatti, possono accedere anche i farmacisti e i biologi per i quali il percorso formativo è diverso rispetto a quello dei medici ed è improntato esclusivamente sulla nutrizione nel soggetto sano1,2. Un’altra differenza molto importante tra le diverse professioni riguarda le competenze. Il Dietologo ha la piena responsabilità clinica dei propri pazienti: competono a lui la diagnosi, l’inquadramento clinico del paziente, la prescrizione della dieta e il follow-up1. In quanto Medico, inoltre, può prescrivere ricette mediche e farmaci, cosa che il Dietista non può fare se non per una limitata categoria di prodotti quali, ad esempio, gli integratori. Il Nutrizionista, come già descritto, in base al suo piano di studi non ha la possibilità di elaborare programmi dietetici per soggetti affetti da patologie, ma solo per persone sane. Il Dietista a differenza del Medico non può fare una diagnosi cosi come non può prescrivere farmaci ma, rispetto al Nutrizionista, ha la competenza e le conoscenze per formulare diete anche in soggetti malati, seppur a seguito di una prescrizione medica che deve essere effettuata da un Medico. Non potendo ricorrere ai farmaci focalizza, quindi, la sua attenzione sull’educazione del paziente a una corretta e sana alimentazione. La dieta diventa uno strumento, non solo per perdere, acquistare o mantenere il peso, ma per insegnare al soggetto come deve mangiare, quali alimenti devono essere accomunati nello stesso pasto o quali è meglio limitare; spiegare i meccanismi che regolano l’aumento ponderale o la perdita dei chili di troppo in modo da renderlo partecipe della terapia che sta per affrontare e aiutarlo ad analizzare i pro e i contro dei suoi comportamenti alimentari. Portarlo, infine, alla scoperta di alimenti nuovi, spiegare il perché dell’inefficacia di tanti prodotti in commercio che promettono miracoli in poco tempo e senza sacrifici. Il Dietista, secondo il codice deontologico che è tenuto a rispettare, “elabora, formula e attua la dieta”3,4 ovvero il piano dietetico personalizzato e, a tale scopo, deve conoscere e saper valutare il quadro clinico e gli esami bioumorali che condizionano la stesura del piano stesso, eventualmente richiedendoli al Medico a integrazione della diagnosi5. Valuta lo stato nutrizionale, le abitudini alimentari e gli introiti energetici e nutrizionali, utilizzando la storia dietetica e il diario alimentare. Capacità centrale di questa figura professionale deve essere, infatti, condurre l’anamnesi con un intento sia quanti- sia quali- tativo, monitorando tutti gli aspetti bio – psico – sociali del paziente5. Per quanto riguarda l’educazione alimentare, invece, l’intervento può essere effettuato in piena autonomia, senza il vincolo della prescrizione, né della diagnosi del Medico. In questo modo il Dietista ha la competenza di proporre interventi educativi non solo su singoli soggetti, ma anche all’interno di gruppi di persone, scuole o istituti. Questi devono essere rivolti esclusivamente a persone sane, in quanto mirati a spiegare i comportamenti consigliati nelle Linee Guida per la sana alimentazione. Al Dietista è affidato un altro compito al servizio della comunità: si occupa in prima persona della qualità dei servizi di ristorazione collettiva. Studia, elabora e mette a punto i menù proposti nelle mense scolastiche e aziendali, negli ospedali e nelle cliniche private che si avvalgono di questo professionista, assicurandosi che soddisfino i fabbisogni nutrizionali di coloro cui sono destinati nella piena tutela degli aspetti igienico – sanitari6. L’associazione di riferimento è l’ANDID (fondata nel 1985) che lo rappresenta, ne tutela gli interessi, promuove gli eventi formativi e controlla che tutti gli operatori mantengano alto il livello di professionalità6. Si è, inoltre, occupata della stesura del Codice Deontologico dei Dietisti a garanzia delle competenze e del lavoro di tutti i professionisti che fanno parte di questa categoria e si sta occupando della spinosa questione degli Albi Professionali, i quali attendono ancora l’approvazione da parte degli organi di Governo. In conclusione, la legge definisce il Dietista “l’operatore sanitario competente per tutte le attività finalizzate alla corretta applicazione dell’alimentazione e della nutrizione, compresi gli aspetti educativi e di collaborazione all’attuazione delle politiche alimentari (D. M. 14/09/1994)”7; in pratica, il Dietista, può essere definito un professionista specializzato che si occupa di promuovere e curare l’alimentazione e la nutrizione in condizioni fisiologiche e patologiche. Deve considerare se stesso al servizio del genere umano e il suo atteggiamento, cosi come il suo agire, devono essere guidati dal rispetto per le persone e dal desiderio di favorire la salute6.

Elisa Ottonello

 Bibliografia

 

 

1)      Sito Associazione Nazionale Dietisti (ANDID). Dietista, Dietologo, Nutrizionista. In Sezione FAQ. 2009.

 

2)      Cecchetto G. Competenze del Biologo in materia di nutrizione. In ANDID notizie, Anno Ventesimo, III Bimestre 2010. 2010; 5-6.

 

3)      Associazione Nazionale Dietisti (ANDID). Codice di Etica Professionale, Tivoli 2003.

 

4)      Cecchetto G., Fantuzzi A. L. Il nuovo Codice Deontologico ANDID. In ANDID notizie, Anno Ventesimo, Quarto Numero, IV Bimestre 2010. 2010; 7.

 

5)      Agostini S., Cecchetto G., et al. “Gruppo di Lavoro ANDID Autonomia e Responsabilità Professionali”. Autonomia e Responsabilità del Dietista in ambito clinico – Posizione ANDID, anno 2005.

 

6)      Associazione Nazionale Dietisti (ANDID). Il dietista un professionista per la salute. 2010.

 

7)      Decreto Ministeriale n. 744 del 14 settembre 1994.

 

 

 

 

4 Comments »

  • Lucia Russo scrive:

    Gentile Dottoressa,
    sono rimasto non poco meravigliato dalla variegata confusione cui la nostra Università dà luogo e Lei, riesce a spiegare nel suo interessante articolo,in forma semplice e chiara, le sue funzioni ed il suo ruolo. Di questo utile articolo La ringrazio e mi auguro che la sua professione riceva le dovute gratificazioni. Speriamo che l’attuale momento di incertezze su tutti i fronti passi, in modo da concentrarci tutti sulle “cose serie” e pensare anche più seriamente anche alla nostra salute alla quale McDonald e similari pessime abitudini importate, ci hanno tutti male abituati.
    Con i miei complimenti
    Lucia

  • Frannie scrive:

    Complimenti Dottoressa Elisa Ottonello, col suo articolo ha chiarito un dubbio che avevo da tempo, soprattutto riguardo alla figura del nutrizionista, che confondevo con il dietista. Grazie per l’utilissimo saggio.
    Franceschina

  • Elisa Ottonello scrive:

    Gentile Lucia,
    la ringrazio per i complimenti riguardo all’articolo, ho cercato di essere il più chiara possibile anche se, lo ammetto, non è stato facile. Purtroppo, il mio, non è l’unico caso in cui esistono professioni con qualifiche diverse (e funzioni diverse) vengono accomunate con troppa facilità. E le persone che non sono nel ramo universitario spesso non possono conoscere tutti i cavilli che riguardano l’una o l’altra professione e aumentano inconsapevolmente la confusione che già esiste.
    Spero che quest’articolo sia servito, almeno in parte, a dipanare i dubbi e ad aiutare queste stesse persone ad avere coscienza del professionista che hanno davanti.
    Lo stesso McDonald, da qualche anno, nello staff annovera un Dietista che calcola i valori nutrizionali dei vari prodotti e, infatti, nei menù sono state introdotte mono-porzioni di verdure e frutta crude, insalatone che magari non sostituiranno il vecchio (e poco sano) hamburger, ma rappresentano comunque un esempio di buon volontà verso la sana alimentazione. Speriamo che anche queste grandi catene che tanto ci condizionano la vita pensino, riprendendo una sua frase, più seriamente alla salute di coloro che le frequentano.
    La ringrazio ancora,
    saluti Dott.ssa Elisa Ottonello.

  • Elisa Ottonello scrive:

    Gentile Franceschina,
    la ringrazio innanzitutto per i complimenti.
    Sono contenta di averLe chiarito questo dubbio. In realtà come avrà notato è facile confondere le due figure poichè se non si conoscono nel complesso le competenze di entrambe, la differenza appare minima.
    Purtroppo è la stessa società che alimenta i dubbi in merito in quanto non esistono posti definiti solo per i Dietisti o solo per i Nutrizionisti, ma tutti possono fare tutto senza distinzione e sta solo a noi professionisti imparare a farci valere per quello che siamo e per ottenere i ruoli che davvero ci competono.
    Saluti Dott.ssa Elisa Ottonello.

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