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Effetto Brunetta: si salvi chi può!

Inserito da on 6 novembre 2010 – 07:33No Comment

di Rita Occidente Lupo

Meno 300.000 unità nella pubblica amministrazione entro il 2013. Una consistente contrazione, consequenziale a pensionamenti dilatati,  turn-over ed altre misure riformiste, che il Ministro Renato Brunetta, non lesina, per imprimere una virata al Paese. E coniare una nuova era, quella da suo nome, in cui la richiesta occupazionale, inversamente proporzionale all’effettiva collocazione remunerativa. Il bisturi, già killer di circa 3,5 milioni di unità, continua inesorabile: per un totale correttivo dei conti pubblici, pari a circa 62 miliardi € per un lustro. Una riforma che non incontra proseliti. Non solo tra gli alti scanni parlamentari, che registrano un’inesistente turnazione lavorativa, come asserisce Bersani, prostrante nuove leve. L’efficientismo del brunettismo mal coniugato, a detta dei sindacati, con l’effettiva qualità delle prestazioni. Un Paese che vive affannosamente il quotidiano, avviluppato in un precariato che allarga la forbice delle attese per i meno giovani e che spranga le porte a future inventive occupazionali, non può vivere spinte europeiste senza drammi. Celando il reale bisogno sociale, che interroga i tempi, su attese perduranti da troppo, per restare ineluse. Il Ministro gioca sulle sorti del bel Paese,  passeggia sulla capacità di saper attendere di chi s’è infilato, per lunghi anni,  in clausole riserviste, pur di pervenire ad una concretezza lavorativa. Che ancora non allenta le redini per i più attempati, giocando su anni di buonuscita e contributi pensionabili, che fanno i conti con l’età, non sempre alleata di permanenze sul posto di lavoro.

 

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