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Salerno: Termovalorizzatore la battaglia delle Ardenne

Inserito da on 3 novembre 2010 – 00:00Un commento

 Aldo Bianchini

Che ci volesse una sorta di “battaglia delle Ardenne” per iniziare l’attacco decisivo all’immagine ed al potere del sindaco De Luca era nell’aria da tempo, fin dai primi giorni dell’assedio di Fort Apache. Tra il 21 e il 23 agosto 1914 il comandante in  capo delle truppe tedesche, Guglielmo, inferse una pesantissima sconfitta ai francesi comandati dal principe Alberto. Oggi a Salerno si è aperta ufficialmente una sfida senza esclusione di colpi per l’accaparramento della progettazione, della costruzione e della gestione del termovalorizzatore. Edmondo Cirielli è riuscito dove Vincenzo De Luca ha fallito nonostante avesse promesso ai salernitani nel gennaio 2008 di costruire il termovalorizzatore nel giro di diciotto mesi. De Luca ha mandato all’aria l’unica gara finora svolta a causa di una sola impresa presente e perché non affidabile, Cirielli dovrà fare rapidamente per depositare la prima pietra agli inizi del mese di febbraio 2011 se vorrà definitivamente abbattere il mito De Luca ed occupare Fort Apache. L’atmosfera nel salone Bottiglieri di Palazzo Sant’Agostino è quella della resa dei conti ovvero dell’ultima spiaggia. Sembra quasi si respiri l’aria da “qui si conquista Salerno o si muore”. Cirielli dietro il lungo tavolo di cristallo ha intorno a se quasi tutti gli assessori: Ferrazzano, Feola, Bellacosa, Iannone, Russo, Ciccone e Odierna, mancano soltanto gli uomini dell’UdC e Generoso Andria con Antonio Fasolino (assenti giustificati). In platea molti consiglieri provinciali a cominciare da Antonio Cammarota per finire a Fortunato e Bottone. Uno schieramento del tipo tutti i procuratori in aula per i processi decisivi, come accadde a Salerno per la Fondovalle Calore. In prima fila è seduto Roberto Celano che dovrà curare anche la futura gestione del termovalorizzatore. Il momento è denso di tensione, mi pare quasi di assistere al classico “serrate le file” ordinato dal capo supremo nell’ottica della battaglia decisiva che potrà avere ripercussioni senza precedenti sull’immagine del sindaco e sulla sua storia sindacale. Sempre in prima fila è seduto Giovanni Moscatiello, l’uomo che De Luca non doveva mai perdere e che ora è nella stanza dei bottoni di Cirielli, il cervello pensante che si muove con grande abilità nei meandri dei bandi di gara e degli appalti. Poco più in là un frizzante Alberico Gambino che, dopo aver superato le difficoltà amministrative di Pagani, torna sulla scena del massimo consesso provinciale. Insomma “tutti gli uomini del Presidente”, per parafrase il famoso film di Dustin Hoffman e Robert Redford, sono tutti lì a testimoniare la loro ferma volontà di portare fino in fondo l’ultima grande battaglia per la conquista della città capoluogo, conquista che passa inderogabilmente attraverso il termovalorizzatore ed alle sue potenzialità occupazionali. Non intendo disilludere l’ormai superato De Luca, che venerdì non mancherà di blaterare dal suo pulpito televisivo, ma voci di corridoio ben informate lasciano trapelare le indiscrezioni che il sindaco non vorrebbe mai sentire: sono già pronte almeno tre imprese per la partecipazione alla gara e dare alla stessa tutti gli estremi della trasparenza e legalità. E questo potrebbe davvero essere il colpo da ko. In palio ci sono circa 297 milioni di euro per alcune centinaia di posti di lavoro che cadranno come manna dal cielo su una campagna elettorale più infuocata che mai.

  

Un commento »

  • Sebastiano scrive:

    Può sembrare strano ma sono d’accordo con Bianchini. Effettivamente le argomentazioni espresse nell’articolo, la combriccola citata e soprattutto la sbandierata partecipazione ad una gara avviata solo oggi, di almeno tre aziende, evocano la poesia del citato film “tutti gli uomini del presidente”. Mi chiedo però chi sarà la “gola profonda” che come nel film, porterà alla luce lo scandalo che ne deriverà e sopratutto a quando l’impeachment del presidente Cirielli (non Nixon)? Questo per essere buoni, considerata la fine che Bianchi pronostica per Cirielli nel primo capoverso: “qui si conquisita Salerno o si muore”.
    Si muore, si muore.

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