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Omicidio Vassallo: camorra o terrorismo?

7 Settembre 2010 – 08:197 commenti

Aldo Bianchini

E’ difficile, molto difficile scrivere qualcosa di concreto sul barbaro assassinio di Angelo Vassallo, sindaco in carica del comune di Pollica. Le notizie si accavallano alle notizie, gli inquirenti con il passare delle ore si chiudono sempre più in un ermetico silenzio. Giancarlo Grippo e Alfredo Greco, capo e sostituto della Procura della Repubblica di Vallo della Lucania, nel corso di tutta la giornata non si lasciano andare a commenti decisivi. La parola d’ordine è “silenzio assoluto” in attesa di successivi sviluppi. Ovviamente non viene tralasciata alcuna pista, anche se quella di un attentato di stampo camorristico sembra prendere piede rispetto ad altre conclusioni. Anche il numero dei proiettili con i quali è stata stroncata la vita di Vassallo nel giro di poche ore sono passati da cinque, poi a sette ed , infine, a nove. Dunque una vera e propria esecuzione in un tratto di strada che, secondo le indiscrezioni, il sindaco non era solito percorrere. Questa circostanza potrebbe far pensare ad un invito specifico di una o più persone che verosimilmente lo stesso Vassallo doveva conoscere. Era troppo navigato sia come politico che come imprenditore per cadere banalmente in una trappola; era al suo quarto mandato di sindaco ed era stato eletto nello scorso marzo (per l’ultima volta) con una lista civica che aveva raccolto un largo suffragio elettorale. E allora che cosa può aver causato la tragica fine?  La risposta è difficile. Conoscevo da tempo Angelo Vassallo sia personalmente e sia per l’eco delle battaglie ambientaliste che da tempo amava condurre per la sue Acciaroli e Pioppi, due perle incontaminate della splendida costiera cilentana. Lo conosceva molto bene anche il procuratore Alfredo Greco che prontamente a ribadito che probabilmente la immatura fine del sindaco è stata determinata da qualche ostacolo che lui aveva contrapposto alle spinte sempre più forti di investimenti edilizi devastanti sul territorio. Del resto la storia dell’uomo, sempre immune da vicende giudiziarie, porterebbe a pensare ad un vero e proprio agguato camorristico da parte di clan malavitosi napoletani. Il numero dei proiettili sparati indubbiamente avvalora questa ipotesi investigativa. Il corpo di Vassallo è stato trovato in macchina, nella mano destra stringeva il suo telefonino cellulare spento, forse aveva tentato di attivarlo senza riuscirci. E’ proprio questo piccolo dettaglio che potrebbe aprire per gli inquirenti nuovi spazi per un’attenta rivisitazione non solo della vita privata di Vassallo ma anche di quella pubblica. E’ stato sempre impegnato, nel PD che era il suo partito a parte qualche ripensamento degli ultimi tempi, in battaglie di legalità e di trasparenza. E la camorra, se di questo vogliamo parlare, difficilmente rischia tutto pur di entrare in una zona in cui non ha mai attecchito, ci sono tanti altri lidi dove poter approdare facilmente. Diverso era il caso dell’avv. Marcello Torre, sindaco di Pagani, dove la camorra allignava e cresceva giorno dopo giorno. Ma al di là del numero dei proiettili esplosi e del numero degli attentatori (nelle ultime ore cresce l’ipotesi di due persone) non ci sono altri elementi che possano lasciar pensare soltanto ad un agguato camorristico e, quindi, si aprono spiragli anche per altre soluzioni. Quali? Avanzo una ipotesi che è soltanto un’ipotesi giornalistica che scaturisce  dall’esame di tutto quello che è possibile esaminare per non trascurare nulla. Il 31 luglio 2009 Angelo Vassallo emise una ordinanza sindacale per un TSO (trattamento sanitario obbligatorio) a carico di Francesco Mastrogiovanni (il maestro anarchico coinvolto nell’omicidio di Carlo Falvella) che fu ricoverato nel reparto-lager di psichiatria dell’ospedale di Vallo della Lucania. L’ordinanza, almeno per alcuni, apparve un provvedimento troppo drastico e risolutivo e ne nacque una polemica infinita. Il destino volle che pochi giorni dopo, il 4 agosto 2009, Mastrogiovanni morì in quell’ospedale forse a causa dei maltrattamenti subiti e diversi medici sono ora a giudizio. La vendetta di qualcuno troppo vicino al defunto maestro anarchico? Chissà, anche in questo caso difficile dirlo. Sfoceremmo nell’ipotesi terroristica anziché in quella camorristica. Nessuno, però, può contestare che la rabbia delle frange estreme della sinistra o dell’anarchia possono a volte sfociare in azioni eclatanti e molto violente. Rimane, per ora, il ricordo di un uomo legato a solidi principi di legalità e di intransigenza amministrativa. Per questo tutte le piste vanno esplorate con attenzione estrema.

  

7 commenti »

  • gabriele cavallaro ha detto:

    Mentre a Roma si litiga Sagunto viene espugnata. L’assassinio di Angelo Vassallo rappresenta l’ennesima prova della debolezza dello stato e delle istituziioni democratiche che si dimostrano non in grado di difendere dalla forza economica e militare della camorra chi si batte per affermare una nuova idea del Mezzogiorno. Un mezzogiorno non solo teatro di speculazioni edilizzie , di inefficienza e di lamentazioni ma luogo di elaborazione di idee e di proposte per lo sviluppo sostenibile.
    L’intera vita di Angelo Vassallo è stata dedicato a questa visione dello sviluppo economico della costa del cilento da sempre nel mirino della speculazione edilizia
    Lo ricordo all’inizio del lungo impegno politico che lo vide protagonista negli anni 70 di una battaglia a tutela dei pescatori della sua terra.
    Successivamente si è sempre impegnato per dimostrare che la difesa delle risorse culturali ed ambientali ed il loro razionale utilizzo possono rappresentare un modello di sviluppo in grado di promuovere, attraverso le attività collegate al turismo di qualità, una nuova classe imprenditoriale locale per dare una speranza ai giovani del cilento ed evitare la loro emigrazione. La sua uccisione rappresenta un duro colpo per coloro che ancora credono nella possibilità di cambiare il Sud attraverso un profondo rinnovamento culturale della classe dirigente intesa in senso lato(politici, imprenditori, giustizia). L’ipotesi che possa essere un attentato terroristico è poco credibile il fatto più plausibile è che la camorra imprenditrice ,interessata a riciclare il danaro sporco in attività di speculazioni edlizia,voglia lanciare un messaggio chiaro agli amministratori del cilento “che chi oppone al suo disegno è un uomo morto”. Piu che la scontata solidarietà e le dichiarazioni d sgomento Govermo, Regione e Provincia devono mettere in campo tutte le iniziative necessarie in materia urbanistica e di tutela ambientale per salvaguadare le coste del cilento dalla rapina che si sta organizzando e che ha gia colpito buona parte delle coste campane calabresi.

  • avv. Luciano Provenza ha detto:

    Complimenti al Direttore Bianchini, vera memoria storica della città. Il truce omicdio di Vassallo induce ad una sola riflessione: Salerno non è esente dal fenomeno CAMORRA: a CASAL di PRINCIPE o a NAPOLI si spara; a SALERNO si investe!!ATTENZIONE AL MATTONE FACILE, dove c’è l’interesse cementizio alberga La Malavita. Forse il buon Vassallo aveva leso un interesse Supremo!!

  • panormo ha detto:

    oppure delitto passionale?
    a volte rimango stupito: son stati nove proiettili a sfigurare la faccia di un terrone sindaco.

  • Giuseppe Tarallo ha detto:

    Caro direttore,permettimi di fare delle osservazioni alla tua analisi.Mentre argomenti su elementi e indizi che fanno pensare a un agguato della camorra,poi affermi ” E la camorra, se di questo vogliamo parlare, difficilmente rischia tutto pur di entrare in una zona in cui non ha mai attecchito, ci sono tanti altri lidi dove poter approdare facilmente” per poter passare a un’ipotesi che non andrebbe scartata di tipo terroristico di derivazione anarchica dovute ad eventuali frange estreme legate al caso Mastrogiovanni,il maestro anarchico morto a seguito di TSO ordinato dal sindaco assassinato.Io credo che sia stata la sottovalutazione che tu sembri sottoscrivere della penetrazione camorristica(e forse non solo)sostenendo che si trata di ‘zona i cui non ha mai attecchito’.Questo non solo contrasta con un’evidenza che solo certo struzzismo poltico e giornalistico si ostina a non vedere e a negare come se qesto fosse una diminutio del luogo e un’offesa alla dignità e all’integrità del territorio.Contrasta con dicharazioni del procuratore Roberti e sopratutto con relazioni della commissione parlamentare antimafia che ha descritto il Cilento,in particolare la costa come area di investimenti e riciclaggio della camorra nonchè di usura e traffico di droga e perfino armi.E in questa occasione non solo io ma magistrati come Marino o scrittori come Saviano hanno confermato la presenza della camorra.E’ da da almeno 30 anni che la camorra ‘è approdata’ in Cilento e fa lauti guadagni e investiemnti come dimostrano l’insediamento dell’hotel Castelsandra di don Luigi Romano confiscatogli per appartenenza al clan Nuvoletta e di nuovo oggi appetito e reclamato dai suoi soci parenti Agizza e dai suoi stessi eredi.Così come continua a prosperare l’attività e la rete ‘commerciale’ dei Fabbrocino.O si pensa che questi siano presenze solo imprenditorali?Già nel 1991 a me direttamente il direttore del Castelsandra,al mio rifiuto di assecondare operazioni ‘amiche’ nel territorio tra Montecorice e Acciaroli disse:”Ma che credi?non lo sai che l’80% degli investimenti sula costa cilentana sono della camorra?”.E ti posso assicurare che dopo pochi mesi secondo quando mi era stato preannunciato da rappresentanti locali degli interessi di un villaggio turistico poi da me abbattuto in seguito, dopo lunghe battaglie anche giudiziarie,mi fu tolta la fiducia(”o accetti e cedi o ci compriamo la giunta”,mi fu detto testualmente proprio sotto casa mia)arrivando anche a tenere di fatto sequestrato un assessore.Per questo affare io e un altro consigliere di minoranza precedentemente avevamo ricevuto proposte corruttive di comparielli legati al Castelsandra,proposte in cui io e l’altro consigliere potevamo stabilire la somma che ci sarebbe stata data senza lasciare traccia e anche concedendoci la possibilità di salvarci la faccia(”potete continuare a opporvi ma senza fare il clamore e il casino mediatico”che creava problemi…ed era la nostra forza).Solo l’elezione diretta del sindaco nel ‘93 mi rimise in sella fino al 2001.Posso dirti che l’elezione successiva del sindaco,ancora in carica,è stata determinata dalla speculazione e da persone legate alla camorra che hanno anche presidiato e ‘vigilato’ davanti ai seggi.Oggi l’amministrazione comunale ha riaperto le porte alla speculazione edilizia e agli investimenti nel campo immobiliare ed edilzio di dubbia e sospetta provenienza.Nel mio comune opera attivamente una cricca che cura tutti i passaggi di compravendita dei terreni fino al rilascio della autorizzazione.Riferimento e sponsor dichiarato di questi investimenti curati dalla cricca è il sindaco in persona,già assessore al personale per un breve periodo nella giunta Cirielli,sotto le cui ale protettive ora si è messo dopo varie trasmigrazioni.Oltre ad essere direttore amministrativo dell’ospedale di Roccadaspide il cui sindaco ha affermato che andrebbe cacciato a calci.La speculazione avviene con la piena condivisione attiva della Soprintendenza-diretta da Zampino-che con una semplice nota ha di fatto disapplicato i vincoli preordinati alla redazione di piani esecutivi da parte di tutti i comuni del Cilento costiero interessati dal PTP(Piano Territoriale Paesistico):nel mio comune-pur sprovvisto ancora di PRG-per mia diretta conoscenza è un giochetto farsi approvare-con una parvenza di legalità-vere e proprie lottizzazioni che vengono trattate come progetti convenzionati sottraendoli così alla competenza sia del consiglio comunale che dello stesso parco. Questo trucchetto,con l’avallo della Soprintendenza,ho il sospetto che sia copiato anche da altri comuni.E soprattutto non credo che la presenza,l’influenza e il condizionamento della speculazione e di investimenti malavitosi siano circoscritti al comune di Montecorice e di Castellabate ma,per le cose ricordate prima ,sicuramente riguarderanno l’intera fascia costiera.Quanto al comune di Pollica io mi sento di affermare che il sindaco Vassallo ha sottovalutato la presenza della camorra.Quando tra noi c’era più dialogo e collaborazione al mio invito a vigilare e a controllare certe presenze pericolose e rischiose nel settore turistico-ristorativo lui mi rispondeva di ritenere di riuscire a controllarle e incanalarle all’interno di sue scelte e direttive amministrative,fino a spingersi a sostenere insieme ad alcuni di questi l’elezione del nuovo sindaco del mio comune,salvo poi a prenderne le distanze poi per intervenuti contrasti e diverse scelte poltiche.Vassallo io credo abbia sopravvalutato il suo potere e sottovalutato quello di queste forze e presenze che nel frattempo si sono ancor più rafforzate e accresciute,anche negli appetiti, proporzionalmente al valore sempre crescente che lui intelligentemente è riuscito a dare al suo comune.Questo lo dico a prescindere dall’ipotesi di un assassinio di stampo camorristico che se confermato confermerebbe non solo questa mia analisi ma certificherebbe la sua presenza ‘ufficiale’ e l’apertura di una nuova fase,più aggresiva e violenta tesa ad affermare un suo dominio incontrastato e incontrastabie. A ciò non giova la tesi minimizzatrice da te affacciata e condivisa da altre autorità isituzionali e in ultimo proprio dal vicesindaco e altri amministratori di Pollica che ritengono la presenza della camorra offensiva e disdicevole per l’immagine turistica del comune,sposando l’ipotesi o della reazione violenta di spacciatori contrastati personalmente e solitariamente dal sindaco o di una reazione o vendetta di qualcuno,locale, che ha covato un odio e rancore personale per un eventuale torto subito.Io personalmente so che questa tesi ad Acciaroli è sostenuta proprio da queste inquietanti presenze legate alla camorra e temo che la stiano facendo passare ’spontaneamente’ tra i paesani come la più consona e conveniente per l’immagine di un paese e di un comune che rischia diversamente di vedere crollare proprio quell’immagine che il sindaco Vassallo ha portato così in alto.”La camorra non avrebbe sprecato 7/9 colpi,ne sarebbero bastati 2″ “La camorra perchè avrebbe dovuto compromettere i suoi ‘pacifici’ affari?”. Ma giudici come Marino o giornalisti e opinionisti esperti di camorra ritengono invece la modalità e l’efferatezza dell’assassinio di Vassallo compatibili con lo stile della camorra.
    E veniamo alla tua tesi giornalistica che fai per non trascurare nulla azzardando così una tremenda ipotesi: ” La vendetta di qualcuno troppo vicino al defunto maestro anarchico?” Certo questa ipotesi soddisferebbe il carattere locale e ‘personale’che si vuol dare al delitto per allontanare l’altra spaventosa e ancor più tremenda legata alla matrice camorristica che tanto nuocerebbe all’immagine del paese e della stessa camorra che,assolta da dirette responsabilità,potrebbe continuare a fare i propri affari indisturbata e pacifica.Pur convenendo che nessuna iptesi possa e debba essere scartata,permettimi di contestare questa tesi per me irreale e assurda.”Qualcuno troppo vicino al defunto maestro anarchico” può essere o un suo familare o un amico-compagno anarchico.Tra i familiari ci sono un solo fratello,che da sempre riservato è dedito alle sue attività di azienda rurale familare e che notoriamente non è capace di far male a una mosca,una sola sorella residente attualmente nel Cilento,professoressa,la cui compostezza e dignità molti hanno potuto conoscere ed apprezzare nelle sue interviste televisive,altre 2 residenti in altre città del centro-nord di cui una mi sembra sposata con uno delle forze dell’ordine.Ha una sola nipote maggiorenne,Grazia Serra, che studia a Roma e che si è segnalata nella trasmissione di ‘Mi manda RAI3′ e non credo che abbia vocazioni omicide:tutta la famiglia chiede alla magistratura giustizia e non credo abbiano tentazioni di farsi giustizia da sè. Un anarchico? Lo stesso Franco non faceva più militanza attiva dopo i fatti che lo hanno visto coinvolto nel delitto Falvella nè risultano esistenti circoli o tradizioni anarchiche in Cilento nè mai esistite storicamente in loco frange estremistiche o anarchiche,anche volendo ammettere che “Nessuno …può contestare che la rabbia delle frange estreme della sinistra o dell’anarchia possono a volte sfociare in azioni eclatanti e molto violente”. Al giornalista Bianchini o ad altri,storici o cronisti,non credono risultino cose del genere a meno che non si risalga ai moti ottocenteschi del Cilento.Nè risultano essersi mai verificate azioni così efferate come l’assassinio di Vassallo come fatto ‘personale’ tra persone private o verso amministratori.E visto che si fa l’ipotesi che il sindaco abbia potuto conoscere la persona che lo ha bloccato e ammazzato escludo per il momento,come tu stesso sembri fare, un eventuale anarchico venuto da fuori,anche se io nei giri che ho fatto un pò in tutt’Italia incontrando circoli,gruppi o singoli anarchici non ho sentito mai nessuno pronunciare parole o intenzioni violente…anche perchè normalmente gli anarchici sono non violenti.E anche nei sit-in o incontri organizzati in loco si è manifestato in maniera civile e pacifica.L’unica ipotesi che potrebbe essere fatta,per indicare persone conosciute da Vassallo,e quindi escludendo il cognato di Mastrogiovanni Vincenzo Serra,e visto che forse si trattava di 2 persone,per esclusione rimaniamo io e Giuseppe Galzerano,entrambi amici e Galzerano con l’aggravante di essere anarchico).Anche se nessuno di noi 2 possiede o sa maneggiare armi,entrambi abbiamo un alibi di ferro e ci dichiariamo a disposizione della magistratura.
    Personalmente penso che caro direttore ti potevi risparmiare questa tua ipotesi ‘giornalistica’.E’ grave che venga suggerita e insinuata ua pista che rientra nella migliore tradizione dei depistaggi soprattutto perchè sia Mastrogiovanni che Vassallo hanno avuto morti sia pure diverse ma egualmente atroci.Aver denunciato la illegittimità e l’arbitrarietà del TSO adottato dal sindaco Vassallo,non ha impedito a me e a Galzerano nè ad altri di essere profondamente addolorati per la morte del sindaco,di chiedere anche per lui come per Franco verità e giustizia e di partecipare ieri sera al corteo-fiaccolata per condividere il comune impegno in difesa del territorio e delle istituzioni che sono stati colpiti nella sua persona.

  • Paolo Battista ha detto:

    Gentile Direttore,

    Le consiglio vivamente di controllare bene i pezzi prima di pubblicarli, al fine di evitare spiacevoli refusi, come “a ribadito” privo dell’h. Del resto, il periodare disinvolto alla Dan Brown, che Le consente di passare con leggerezza dal passato prossimo al presente e all’imperfetto nell’ambito della stessa frase, La conduce ad ipotesi degne di un bestseller di scarso valore artistico. Di certo qui non si attirerà le ire del Vaticano, e diamo per scontato che se ne guarderebbe bene, ma magari qualche simpatia sì. Quella degli assassini, quelli veri, e non “gli anarchici” da filmazzo alla Renzo Martinelli che Lei cita.
    Cordialmente
    Paolo Battista

    militante Pdci-FDS SALERNO

  • Salvatore Agizza ha detto:

    Caro Giuseppe Tarallo,
    le consiglio vivamente di rivedere le posizioni e di aggiornarsi il più presto possibile! Le fornisco un “incipit”

    “Nel 1994, però, la Cassazione assolveva con formula piena Antonio Agizza, socio al 50%, dal reato di partecipazione ad associazione a delinquere di stampo mafioso e ad agosto dello stesso anno la Corte di Appello di Napoli annullava la confisca”

    Fonte http://agropolilive.com/category/news/page/13/

    E faccia a meno di infondati parallelismi.

  • Giuseppe Tarallo ha detto:

    Signor Agizza,non credo che quanto lei hai citato contrasti con le mie affermazioni:l’ordinanza di parziale demolizione è stata impugnata dagli eredi Romano&c e gli Agizza sono stati soci al 50% di Romano anche se x essi è stata annullata la confisca e non riconosciuta l’appartenenza/affiliazione camorristica.In un’intervista è stato lo stesso sindaco di Castellabate a dire che sono stati offerti 8 miliardi(mi sembra,ricordo a memoria in un articolo di questi giorni)x riavere il Castelsandra,e che il comune ha rifiutato.Io ho detto:”…dell’hotel Castelsandra di don Luigi Romano confiscatogli per appartenenza al clan Nuvoletta e di nuovo oggi appetito e reclamato dai suoi soci parenti Agizza e dai suoi stessi eredi.”.Non ho fatto parallelismi,forse indirettamente li suggerisce o sottindende lei, ho solo detto che che è appetito e reclamato dai suoi soci e dai suoi eredi.E io come semplice cittadino e forse anche altri,mi chiedo e si chiedono allora,al di là di risultanze processuali e senza ricorrere a qualsiasi parallelismo, motivi e significato di una società al 50% con persona appartenente notoriamente alla camorra come don Luigi Romano,come poi riconosciuto con sentenza .E aggiungo che lei può e potrà a buon diritto reclamare la sua parte non confiscata ma c’è un dato incontrovertibile, che l’intero Castelsandra,sia la parte originaria -di cui agli atti comunali mi risulta non sia rimasta traccia formale di quale e quanta fosse la sua consistenza-che la parte abusivamente aggiunta successivamente all’acquisto dai belgi sono entrambe state costruite su terreni di uso civico e pertanto in maniera illegittima-già dagli stessi belgi- ed abusiva e pertanto da abbattere nella sua interezza.Lo stesso comune è tenuto ad annullare l’autorizzazione originaria che a torto continua a ritenere sia un titolo che legittimi l’esistenza della parte cosiddetta originaria.Al comune è stato infatti restituito e consegnato il bene proprio perchè insistente su terreni di uso civico e per ciò stesso da ritenersi appartenente sempre e imprescrittibilmente al demanio che è inalienabile.A mio parere,soprattutto tenendo conto dello stato di fatiscenza in cui è ridotto il bene e prendendo atto che finora è stato impossibile reperire gli ingenti fondi pubblici-regionali,nazionali o europei-necessari a recuperare e rendere di nuovo funzionale questo bene è meglio decidere secondo legge:abbatterlo!Destinando l’intera area finalmente recuperata a un ‘giardino del Mediterraneo’ coerente con la destinazione urbanistico-paesaggistico-ambientale dell’area e con la sua natura demaniale e pubblica.Questa destinazione,oltre a costituire un recupero e una riqualificazione dell’area restituendola così sia all’uso civico e ai cittadini cui è stata sottratta che alla pubblica fruizione ancora di fatto impedita,costituirebbe di fatto un grande attrattore x le sue intrinseche valenze naturalistiche e paesaggistiche nonchè occassione di vera,buona e duratura occupazione(da quella qualificata per la didattica e la ricerca,alle guide e ai manutentori).

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