Salerno: Ciccone “Opere pubbliche, ma quale efficientismo?”
Leggo con divertita meraviglia che, nel presentare l’ormai consueto programma di opere pubbliche da realizzare per la festività di San Matteo, il sindaco di Salerno ha definito la sua amministrazione come la realtà più dinamica d’Europa. Per fortuna il primo cittadino di Berlino difficilmente verrà a conoscenza di queste estemporanee dichiarazioni, altrimenti avrebbe avuto di che sorridere. Meraviglia comunque che, a fronte di un bilancio di opere ancora in corso di realizzazione dopo troppi anni, o mai realizzate, Vincenzo De Luca si autogratifichi di un dinamismo che è proprio solo della sua fantasia. Senza andare in Svezia, piuttosto che in Germania, basterebbe andare a Policastro per trovare una cittadina che è stata davvero trasformata dal suo sindaco negli ultimi anni. Ma, tanto per non restare nel mondo delle chiacchiere e citare un fatto concreto, voglio rifarmi all’esempio della cittadella giudiziaria, di cui pomposamente De Luca annuncia l’inaugurazione di due piani del primo edificio. A parte l’ovvia considerazione che in nessuna città del mondo si è mai sentito di inaugurazioni a piani, visto che si parla di Europa, vorrei allora parlare della cittadella giudiziaria di Barcellona, progettata anch’essa dallo studio Chipperfield e realizzata completamente in sette anni (dal 2002 al 2007). Il fatto grave è che quella di Salerno, molto simile a quella di Barcellona, era stata progettata prima di quella realizzata in Spagna. Come si vede, i tempi europei sono ben altra cosa rispetto a quelli dell’amministrazione De Luca. Da noi, dopo più di 10 anni dalla progettazione, si parla di inaugurare due piani, una cosa che non può avere nessuna giustificazione. Per non parlare del palazzetto dello sport, una struttura di cui ormai sono dotati anche comuni molto più piccoli di Salerno e che a Salerno si è fermata ancora prima di partire. E che dire del progetto di riconversione del vecchio stadio Vestuti, della favola di qualche anno fa chiamata “Sea Park” e che ora prosegue nelle aule giudiziarie con tanto di rinvio a giudizio per De Luca. O dobbiamo parlare della storia infinita della metropolitana, la cui inaugurazione si rimanda di anno in anno? Nella pomposa conferenza stampa di lunedì, De Luca fa inoltre riferimento all’apertura del sito di compostaggio, dimenticando che la struttura per lo smaltimento dell’umido avrebbe dovuto essere realizzata già alcuni anni fa proprio nella zona di Ostaglio, ma lui si era dichiarato contrario a quell’intervento. Per il resto, l’elenco di De Luca è costituito da piazza della Libertà, che per molti salernitani, più tardi si fa e meglio è. Anzi sarebbe proprio meglio evitare piazza e crescent. Poi ci sono normalissime opere di viabilità e di manutenzione urbana (guai se non si facessero). Anzi, in proposito, vorrei segnalare la paradossale lentezza con cui si sta procedendo alla ripavimentazione del corso Vittorio Emanuele (siamo ancora ai primi cento metri).Fin qui il “dinamismo” nelle opere pubbliche. Poi, passando all’attenzione annunciata per il problema del lavoro, vorrei ricordare che, nel corso della passata campagna elettorale per le comunali a Salerno, De Luca fece stampare dei manifesti in cui annunciava la creazione di settemila posti di lavoro, diventati dopo qualche giorno cinquemila in un altro manifesto. Dopo quattro anni, chiediamo dove siano questi posti. La città di Salerno è una delle poche d’Italia in cui, nonostante l’arrivo degli immigrati extracomunitari, si assiste a un costante calo della popolazione causato principalmente dalla mancanza di occasioni di lavoro per i giovani e dall’altissimo costo delle abitazioni (anche su questo fronte l’amministrazione De Luca ha fatto poco e niente). Infine il sindaco si lamenta per la mancanza di finanziamenti da parte di Stato e Regione. Dopo anni di lamentele, De Luca qualche domanda dovrebbe pure porsela. Innanzitutto dovrebbe chiedersi se la progettualità sia adeguata al reperimento di fondi. Poi dovrebbe chiedersi se certi toni, non di rado arroganti e offensivi nei confronti di esponenti istituzionali del suo e di altri partiti, non abbiano, se non altro, portato una certa difficoltà nel sistema delle normali relazioni istituzionali tra Comune di Salerno e resto del mondo. Ricordiamo, ad esempio, la litigiosità con il suo compagno di partito Bassolino. Quando si rappresenta non se stessi, ma una istituzione, si dovrebbe capire che il danno che un comportamento errato comporta, non è a se stessi ma a una intera comunità. Del suo segretario nazionale Bersani, De Luca disse che sarebbe dovuto andare a dirigere una comunità montana se avesse perso la Campania. Basti questo a comprendere il tipo di rapporti istituzionali che ha normalmente in testa il sindaco di Salerno. Della conferenza di ieri che dire: nelle sue fantasiose esternazioni, sarà stato influenzato dai sermoni di questi giorni di Gheddafi. Forse, chissà, la prossima mossa sarà quella di invitare i salernitani a convertirsi all’Islam, San Matteo permettendo.

Ciccone ma Lei non era un Deluchiano ? Ciccone ma Lei non è lo stesso assessore che con la giunta De Biase ha elargito centinaia di incarichi ? Ciccone ma Lei non è quell’assessore contestato sempre da Celano, che per un danno ad un’autovettura da 40 euro dava incarichi Legali di migliaia di euro? E se lei è tutto questo vuole contestare De Luca ? Ma chi vuole che Le crede. Questo è il motivo per il quale De Luca vince e vincerà sempre….!
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