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Battipaglia: Gerardo Motta, dimissioni di Provenza e Pagano

24 Luglio 2010 – 03:02Nessun commento

“Giuseppe Provenza, capogruppo PdL al Consiglio Comunale di Battipaglia e Carmine Pagano, neo – commissario cittadino “abusivo” , (in quanto nominato in deroga allo stato del Pdl) devono dimettersi per manifesta incapacità politica.” Gerardo Motta, Consigliere Comunale PdL ed esponente di Generazione Italia non lascia adito a dubbi. Le sue parole sono chiare e precise: “ Quanto accaduto l’altra sera in Consiglio Comunale rappresenta uno dei punti più bassi del centrodestra cittadino dalla sua nascita. Evidente l’incapacità politica di chi guida oggi il Pdl; sulla nomina dei revisori dei conti, il nostro rappresentante non ha trovato spazio e siamo stati sconfitti dalla maggioranza. La nomina dei revisori è importante in quanto sono chiamati a “vigilare” e dare il loro parere sui movimenti dell’Ente. Un fatto davvero sconcertante. Chi si propone o viene designato a ricoprire incarichi all’interno di un Partito, dovrebbe avere perlomeno la capacità di fare sintesi, e quindi mettere insieme  le varie anime e ragionare sul da farsi. Purtroppo questo non è accaduto,  in quanto il coordinatore e il capogruppo non hanno ritenuto opportuno fare questo tipo di ragionamento, suscitando le naturali rimostranze degli altri componenti di minoranza che hanno dirottato i loro voti altrove. Alla fine grazie a questo atteggiamento “da Federali”,  mutuato da chissà chi, abbiamo perso un membro all’interno del collegio dei revisori. Ripeto: chi si propone di rappresentare un Partito a livello cittadino deve avere la capacità e la volontà di confrontarsi. In passato sono stato più volte tacciato di eccessivo autoritarismo, ma gli obbiettivi sono stati sempre raggiunti. Tra l’altro – aggiunge Motta – io ho seguito pedissequamente le indicazioni. Voglio precisare che, contrariamente a quanto riportato dai media, io non ho fatto nessun nome, ne tantomeno conosco i revisori eletti. Ho solo espresso le mie due preferenze come prevede il regolamento.   A questo punto mi chiedo com’è  possibile che il maggior Partito dell’opposizione sia incapace di raccogliere le istanze e le proposte dell’intera minoranza?  La manifesta incapacità di questa “classe dirigente” di governare i processi politici è evidente; per questa ragione ritengo sia opportuno  che in un sussulto di dignità rassegnino  le dimissioni e lasciare subito la parola agli iscritti del Partito. Un grande Partito di popolo come il nostro, “temporaneamente” all’opposizione in questa Città, ha il dovere di costruire l’alternativa all’attuale Giunta. Mi pare che con questo passo si stiano facendo delle vistose e pericolose regressioni  all’indietro. Mi auguro – conclude Motta – che ci si ravveda.  La classe dirigente non la fa una “stelletta da tenente” appuntata sul petto da un federale, ma l’impegno costante e giornaliero sul territorio.

 

 

 

 

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