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È tempo di piovra-la piovra: ieri – oggi – domani

Inserito da on 23 luglio 2010 – 00:00No Comment

Giuseppe Lembo

Rappresenta i tentacoli del potere, capillarmente diffuso ed assorbente. È il potere da cui dipende tutto e da cui nessuno può sfuggire e/o sottrarsi. Dalla finanza agli affari, dalla politica alle decisioni importanti, tutto, ma proprio tutto, è sotto il diretto controllo della piovra. La piovra è il potere; lo comprende e lo controlla. Nessuno e niente può sfuggire alla piovra, alla forza che rappresenta come espressione forte ed assorbente del “potere” nel suo insieme. Perché la piovra? Perché il “potere” del “potere”? È simbolicamente rappresentata con al vertice un “burattinaio” più occulto che palese, che tiene in mano le fila di tutto; controlla tutto; decide tutto. È la stella polare che indica la guida sicura ed in assoluta autonomia, decide, decide, decide; decide tutto per se e per gli altri. La piovra è il potere; tutti sono suoi “sottomessi”; tutti, nessuno escluso, devono sottostare al potere della piovra. Anche la finanza, anche il mondo degli affari, per le scelte importanti, deve prendere ordini dalla piovra. Ma la vera marionetta, i cui fili possono essere anche violentemente spezzati dalla piovra-potere, è la politica, il cui mondo è assorbente, è penetrante, è pensato per prendere ordini, prima di tutto dalla piovra, il potere dei poteri; rappresenta tutto e tutti. Ma è così e solo così? Se è così, come è, allora non c’è proprio niente da fare? Purtroppo proprio non c’è soluzione alcuna per evitare di subire il potere spesso anche violento e sotterraneo della piovra. La piovra è “l’altro” potere; è la forza di un potere occulto che rappresenta il mondo e determina tutte le scelte che si fanno nel mondo. Sono scelte dovute ad un solo protagonista. In Italia assume vari nomi (mafia, camorra, ndrangheta ed altro ancora), ma il suo vero nome è, la piovra; è il potere dei poteri; è il capo dei capi. È un intreccio tra criminalità, cerimonialità, rappresentanza e poteri forti che si sono autodefiniti “padroni” del mondo; nel caso italiano sono i veri padroni del Paese, fatto da una società in crisi, incapace di agire e di reagire, per cui non conta niente, proprio niente. La piovra! La piovra! Prima di tutto, uccide l’uomo dentro; gli toglie l’aria da respirare. Ha in mano il vero potere. Decide la vita e la morte di tutti; tutto fa per il potere di insieme che rappresenta. La piovra è violenza; una violenza bruta, feroce ed assassina contro l’uomo, legittimata e giustificata dal potere, da quel potere che è la vera anima del mondo; lo domina e toglie le “libertà” che dovrebbero garantire ogni uomo a manifestarsi liberamente e liberamente vivere la propria vita, una vita, purtroppo, condizionata, compromessa, spezzata, ridotta a pura e semplice “cortigiana” della grande madre piovra che, tutto domina e tutto può, perché sulla Terra è il “potere”, è il “dominus”, è “colei che è”, verso cui tutti devono sentirsi devotamente sudditi e sottomessi. Ma non c’è proprio niente da fare? Forse si, se gli uomini, non più familistici, non più individualisti riescono, innanzitutto, a diventare uomini veri, ad essere protagonisti informati e consapevoli ed a capire l’importanza dello stare insieme condiviso, dimostrando di avere imparato la lezione e di agire insieme proprio come fa la piovra. È conoscendola, è adottando, come insieme di uomini, le sue stesse regole, che ci si può un giorno, libere dalla piovra, dalle tante piovre che nel mondo annullano con la forza, le libertà, sottomettendo al proprio potere gli uomini, non più liberi, ma sudditi silenziosi della piovra, del grande potere di uomini (deviato e non) che domina la vita degli uomini e del mondo in cui nessuno, stretto nei tentacoli della piovra, può vivere libero, ma solo umanamente dimezzato e sostanzialmente spezzato, annullato, in quanto sottomesso al “potere dei poteri” a quella “piovra” che tutto può e tutto fa per dimostrare al mondo che comanda tutto di tutti. Che fare? Anche la “piovra” appartiene a quel malessere antropologico di cui oggi soffre il mondo, soprattutto nelle sue realtà poco o niente sviluppate. La piovra cresce e si diffonde, soprattutto, là dove è fortemente radicata la “plebe”, incapace di diventare “popolo” e di darsi un modello di vita d’insieme, basato sul reciproco rispetto, sulla solidarietà d’insieme e sulla condivisione delle scelte importanti. Quando mancano questi presupposti, il terreno umano è particolarmente fertile per far germogliare le male piante, i semi della violenza che mettono, per ragioni di potere, gli uni contro gli altri, facendo prevalere la legge del più forte, di chi, usando i poteri forti, sottomette i deboli, creando silenziose sudditanze che non permettono all’uomo di vivere libero, di agire liberamente e di esercitare, attraverso la libertà del fare, la dignità di cittadino del proprio territorio e del mondo.Purtroppo, la piovra non permette tutto questo. La piovra condiziona o peggio ancora annulla le libertà e soprattutto, la prima delle libertà che è quella dal bisogno, senza la quale per l’uomo, dietro l’angolo, c’è la sottomissione, la sudditanza, lo schiavismo, l’annullamento della dignità umana. Tutto questo, nel nostro Paese, ha assunto livelli patologici esponenzialmente molto alti. È ad alto rischio la libertà; il rispetto della dignità umana, la centralità dell’etica e dei valori condivisi, che rappresentano la prima espressione vera dell’essere uomo. Tutto, purtroppo, è legato all’apparire, alla materialità delle cose, all’importanza del possesso; tutto è fatto per il dio successo e per accaparrarsi il più possibile le cose della materialità terrena, dando sempre meno importanza alla vita ed ai valori veri della vita che sono legati all’essere  ed all’etica condivisa. In questo progetto di uomo si riducono gli spazi per il pensiero, per i saperi, per la comunicazione autentica e per il futuro dell’umanità fatta più di “apparire” che di “essere”. Purtroppo, siamo di fronte ad un insieme antropico in forte sofferenza. Mancano i veri valori dello stare insieme; ovunque e comunque prevale la forza, la forza dei poteri forti che non si fanno scrupoli di usare anche la violenza per i fini di possesso delle cose, per conquistarsi per sé sempre nuovi beni, togliendoli agli altri che ne hanno bisogno per vivere. C’è un’umanità squilibrata; c’è un mondo sottosopra che non rispetta la vita e che usa, come nel nostro paese attraverso la piovra, il linguaggio della violenza diffusa, per imporre agli altri, il proprio volere, sottomettendone le libere coscienze. Povero mondo! Povera Italia nostra! Speriamo che l’una e l’altra se la cavino e che tornino alla diritta via, sostituendo così come è giusto sostituire, la violenza con l’amore, l’odio e la prevaricazione con la pace. In un nuovo clima di crescita sociale, l’Italia, deve saper ritrovare la via giusta per una società meno violenta e capace di ritrovarsi sulla via di un mondo nuovo, in cui ai tentacoli della piovra ed alle armi violente per sottomettere l’uomo, si vadano a sostituire le vie di uno stare insieme solidale, fatto di dialogo, di confronto, di impegno dell’uomo per l’uomo, così come richiede l’ordine del creato dove, alla base c’è l’armonia di tutte le cose nel rapporto uomo/uomo ed uomo/natura.La “piovra” è un’invenzione malefica dell’uomo; l’uomo ne è il solo responsabile, per cui deve essere l’uomo ad annullarne gli effetti devastanti che portano distruzione, rovina e morte e rendono fortemente sofferenti il rapporto uomo/uomo, dove si usa la violenza per sottomettere con la forza gli uomini deboli ed indifesi in una società sempre più nuda e senza rete.

                       

                                                                                                          

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