Fede e cielo!
11 Febbraio 2012 – 07:50 | 2 commenti

 di Rita Occidente Lupo
 Credere senza vedere:  al mistero! Difficile ieri, ancor più oggi. Non solo per gli agnostici, che abituati a voler trovare il bandolo della razionalità, si perdono nelle spire della meditazione filosofica. Finendo, …

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Vita di Missione: Alfabeto Africano, G come Galline

12 Luglio 2010 – 00:00Nessun commento

Padre Oliviero Ferro

Ogni tanto, in Camerun, viene fatto il censimento delle persone. Quando poi, si ricordano, danno anche i risultati. Invece sarebbe più facile e interessante fare il censimento di quante galline, galli e pulcini ci sono. Nella nostra parrocchia di Nefa(circa 24mila abitanti), penso che si potrebbero censire tra le 200 e le 300 mila galline. Forse qualcuno dice che si esagera. Vi invito a fare un giro da quelle parti e poi mi darete ragione. Normalmente questa è un’attività di tante famiglie. Chi vuole cominciare un minipollaio,acquista dei pulcini(4-5 mila). Dopo aver preparato il capannone, comperato il mangime, dei recipienti per l’acqua, fa entrare tutta questa popolazione nella nuova casa. E qui comincia la “penitenza”. Visto che le galline non possono mandare qualcuna al mercato per comperare da mangiare, bisogno che l’uomo, due o tre volte al giorno, porti loro il mangime, l’acqua. Naturalmente  poi bisogna fare la pulizia, vaccinarle,altrimenti se ne vanno. Poi, quando cominciano a essere pronte per fare le uova, bisogna raccoglierle, metterle in scatoloni e trovare il modo di portarle al mercato. Vengono inviate in tutto il Camerun e dintorni. Naturalmente, non sono previste le ferie. Loro mangiano tutti i giorni e se vuoi guadagnare, ti devi sacrificare. Più la “popolazione” cresce, più bisogna trovare nuove abitazioni e ingaggiare qualche aiutante. Passando vicino a uno dei tanti pollai, senti un fracasso assordante, simile a quello delle trombette del Sudafrica. I commenti non sono comprensibili. Ma sicuramente si possono capire: fame, sete e…quando verrà il giorno dell’addio. I giorni di festa sono visti bene per gli abitanti del pollaio. Un certo numero di galline passa a miglior vita per la gioia degli umani che sono in minoranza, ma sono più forti. Insomma anche per loro vale sempre il proverbio bamilèkè che ci ricorda che “il chicco di mais non può niente contro la gallina” e la gallina contro l’uomo. Però, se non la curi bene, non potrà riempirti lo stomaco…

 

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