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	<title>Commenti a: Solitudine , male del nostro tempo!</title>
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	<description>L'informazione di Salerno e provincia è on line</description>
	<pubDate>Wed, 30 May 2012 11:32:04 +0000</pubDate>
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		<title>Di: alfredo varriale</title>
		<link>http://www.dentrosalerno.it/web/2010/07/11/solitudine-male-del-nostro-tempo/#comment-28115</link>
		<dc:creator>alfredo varriale</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Jul 2010 11:07:14 +0000</pubDate>
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		<description>La Sua, come il solito, cara Direttrice, è un'argomentazione di natura sociale molto sentita. Pare, infatti,che tale estrema solitudine si sia radicata nel nostro Paese a cominciare daglianni 'Quaranta.
   Mi scuso con Lei e con chi legge, ma alcune volte l'esperienza di vita può dare risposte, seppure con parole povere, più o meno esaurienti.:
   Mi allaccio, quindi, agli anni 'Quaranta, quand'ero un bimbo "scugnizzo" di solo dieci anni, ubicato a Pastena (frazione di Salerno  per chi non sa). A quell'epoca si sapeva vita e miracolo di ogni singolo abitante residente nei paraggi. Ci si voleva bene e tutto il vicinato sembrava, nell'assieme, una sola famiglia. Ci si confidava e, nel contempo regnava il massimo rispetto. C'era tanta miseria, ma si tirava a campare con grande dignità e amore per il prossimo. Si era felici  e si era privi di malizia  e con tanta amicizia  tra i vicini di casa. 
  Poi scoppiò la guerra; giunsro gli alleati con altra mentalità, ovviamente molto più avanzata. Per tale motivo sorsero i primi albori di distanza tra le famiglie. Ma era ben poca cosa rispetto ai tempi moderni.
  Nel '53, dopo la famigerata e catastrofica alluvione , essendo stato anch'io alluvionato, ebbi la facoltà di poter trasferirmi negli USA.
  Ecco dove iniziò la mia vera solitudine. Vicini di casa e porta a porta non si scambiavano neppure un saluto. Era impossibile sapere chi abitava alla porta accanto. Certo, "Time is Money", dicevano,
Almeno per me , non c'era possibilità di stringere amicizia con alcuno. La gente era restìa a farsi conoscere ed era diffidente.
Ecco cosa voglio intendere. La solitudine è un male mondiale sorta attraverso il benessere. Chi pasce in tale armoniosa ricchezza , si allontana sempre più dalla sociabilità e dalla fratellanza.
Personalmente mi sono abituato alla solitudine e credo di essermi abituato. Cordialità.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La Sua, come il solito, cara Direttrice, è un&#8217;argomentazione di natura sociale molto sentita. Pare, infatti,che tale estrema solitudine si sia radicata nel nostro Paese a cominciare daglianni &#8216;Quaranta.<br />
   Mi scuso con Lei e con chi legge, ma alcune volte l&#8217;esperienza di vita può dare risposte, seppure con parole povere, più o meno esaurienti.:<br />
   Mi allaccio, quindi, agli anni &#8216;Quaranta, quand&#8217;ero un bimbo &#8220;scugnizzo&#8221; di solo dieci anni, ubicato a Pastena (frazione di Salerno  per chi non sa). A quell&#8217;epoca si sapeva vita e miracolo di ogni singolo abitante residente nei paraggi. Ci si voleva bene e tutto il vicinato sembrava, nell&#8217;assieme, una sola famiglia. Ci si confidava e, nel contempo regnava il massimo rispetto. C&#8217;era tanta miseria, ma si tirava a campare con grande dignità e amore per il prossimo. Si era felici  e si era privi di malizia  e con tanta amicizia  tra i vicini di casa.<br />
  Poi scoppiò la guerra; giunsro gli alleati con altra mentalità, ovviamente molto più avanzata. Per tale motivo sorsero i primi albori di distanza tra le famiglie. Ma era ben poca cosa rispetto ai tempi moderni.<br />
  Nel &#8216;53, dopo la famigerata e catastrofica alluvione , essendo stato anch&#8217;io alluvionato, ebbi la facoltà di poter trasferirmi negli USA.<br />
  Ecco dove iniziò la mia vera solitudine. Vicini di casa e porta a porta non si scambiavano neppure un saluto. Era impossibile sapere chi abitava alla porta accanto. Certo, &#8220;Time is Money&#8221;, dicevano,<br />
Almeno per me , non c&#8217;era possibilità di stringere amicizia con alcuno. La gente era restìa a farsi conoscere ed era diffidente.<br />
Ecco cosa voglio intendere. La solitudine è un male mondiale sorta attraverso il benessere. Chi pasce in tale armoniosa ricchezza , si allontana sempre più dalla sociabilità e dalla fratellanza.<br />
Personalmente mi sono abituato alla solitudine e credo di essermi abituato. Cordialità.</p>
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