Fede e cielo!
11 Febbraio 2012 – 07:50 | 2 commenti

 di Rita Occidente Lupo
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Associazione Dossetti: statement sulle industrie farmaceutiche

8 Luglio 2010 – 00:00Nessun commento

Lo statement elaborato oggi, al termine della Tavola Rotonda organizzata dall’Associazione  Dossetti, presso la Camera dei Deputati “Le Industrie farmaceutiche, il piano di risanamento delle Regioni, la Legge Finanziaria e la Salute dei pazienti”. Hanno collaborato alla elaborazione del testo i rappresentanti delle Industrie e delle Associazioni partecipanti alla assemblea. Lo statement è frutto della fattiva collaborazione svolta tra l’associazione Dossetti e i soggetti del settore coinvolti nella manovra economica di questi giorni. Il testo sarà inviato al Ministro Tremonti e a tutti i Parlamentari di Senato e Camera. Il Decreto Legge attualmente all’esame del Parlamento, si basa sulla congiuntura economica negativa del Paese e cerca di porre rimedio alla recessione del 2008-09, che ha registrato un calo del PIL pari a - 6,3% e che ha visto un deterioramento dei saldi e l’aumento del debito pubblico, pari a 118,2% del PIL nell’anno in corso; una misura emergenziale può comunque essere occasione per costruire prospettive e stabilità, purché tutti gli attori coinvolti si assumano le proprie responsabilità; sottolineato altresì che: allo stato attuale la manovra in corso rischia di paralizzare le aziende che non hanno le condizioni per crescere, a vantaggio di quelle estere, e di determinare immobilismo anche per la ricerca, oltre che disinteresse per la disabilità e per le politiche familiari. In particolare sono a rischio i servizi per i malati a partire dai fondi appena stanziati con la legge 38 sulle cure palliative, ma anche il futuro dell’industria farmaceutica. Preso atto che: valutare se l’articolo 11, così come formulato sigli un patto di crescita con le aziende, o piuttosto finisca con il porre le premesse per far crescere le aziende estere a scapito di quelle locali, disincentivando la ricerca e rinnegando il Patto per la Salute. Rivedere l’emendamento approvato per cui la riduzione del costo della distribuzione prevista originariamente è stata per la metà messa a carico dell’industria. Si fa a tal proposito presente che se il costo della distribuzione (che è il più alto d’Europa) viene continuamente addossato all’industria, il nostro Paese rischia di trasformarsi da Paese dell’eccellenza manifatturiera nel settore sanitario a semplice mercato con un elevato valore commerciale. Ogni taglio entrerebbe in diretto conflitto con gli sforzi a livello UE nel promuovere lo sviluppo di nuovi farmaci orfani.  Gli stessi centri prescrittori sono selezionati e generalmente rappresentati dai Centri di Riferimento Regionale per le Malattie Rare istituiti dal Decreto Ministeriale 279/2001, ad ulteriore garanzia dell’appropriatezza di utilizzo; Assoluta irrilevanza della spesa per i farmaci orfani rispetto alla spesa farmaceutica totale, dovuta alla bassa prevalenza delle malattie rare: si calcola che un ipotetico taglio dei prezzi del 5% potrebbe portare ad un risparmio totale non superiore ai 30 milioni di Euro, irrilevante per le necessità di cassa dell’SSN, ma estremamente grave per le aziende che producono esclusivamente o prevalentemente farmaci orfani. Tenga conto dei valori del sistema industriale e della distribuzione; coinvolga le Associazioni dei Pazienti nella definizione dei bisogni per realizzare un corretto trasferimento dei costi dall’ospedale al territorio.

 

 

 

 

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