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Progetto Vales, umanizzazione degli ospedali

Inserito da on 7 luglio 2010 – 02:35No Comment

Non essere mai lasciati soli in ospedale e, soprattutto, in quei cento metri, in quei 5 minuti che costituiscono il tragitto dal reparto di degenza alla sala operatoria. è una delle richieste che emergono da un audit condotto, per la prima volta in Italia, su un campione di pazienti degli Istituti Regina Elena e San Gallicano che si preparano ad un intervento chirurgico. Obiettivo della ricerca, tuttora in corso, è dare risposta alle paure ed alle esigenze dei pazienti, personalizzando, il più possibile, il percorso che porta al blocco operatorio. Una volta a regime, il progetto consentirà agli oltre 5.000 pazienti degli Istituti, che ogni anno si sottopongono ad operazioni o a diagnostica invasiva, di scegliere se affrontare il tragitto da soli o facendosi accompagnare, fino alle soglie della sala operatoria, da un familiare o da una persona cara. Dopo i pasti serviti ad orari più vicini alle normali quotidiane abitudini e con menù a scelta, la sala prenotazioni trasformata in cinema, i quotidiani disponibili al letto del paziente, il corso di yoga, il laboratorio di pittura e numerose altre iniziative, gli Istituti si confermano sempre più frontiera avanzata dell’umanizzazione lanciando il Progetto Vales – Il valore della persona, nuovo tassello di un disegno volto a porre la persona al centro di tutti i processi e i percorsi. “Il progetto Vales si inserisce in un percorso complessivo di umanizzazione già consolidato ed avviato da tempo dai nostri Istituti”, afferma Francesco Bevere, Direttore Generale degli Istituti Regina Elena e San Gallicano. “A partire dal 2009 abbiamo avviato un processo virtuoso di evoluzione parallela tra l’impegno sempre più assiduo nelle strategie di ricerca e cura delle patologie oncologiche e dermatologiche e l’umanizzazione delle cure, ponendo la massima attenzione alla persona, alle sue esigenze e del suo contesto familiare. Nell’ambito di questo progetto lavoriamo su due fronti: migliorando la qualità e la sicurezza delle prestazioni, attraverso la formazione continua del personale, con il risultato di offrire al paziente la garanzia di un’altissima qualità tecnico-specialistica e, nel contempo, facendoci carico del disagio della “Persona”, che non viene mai lasciata sola, a maggior ragione nei momenti delicati che precedono un intervento chirurgico”.  All’incontro di presentazione del Progetto Vales – Il valore della persona è intervenuto il Ministro della Salute, Ferruccio Fazio: Dare attenzione ai bisogni complessi della persona che ad un certo punto del proprio cammino incontra la difficile realtà della malattia”, ha dichiarato il Ministro “è una delle sfide più complesse che il nostro sistema sanitario si trova ad affrontare quotidianamente. Per questo il sistema della cura oltre ad attivare i pur necessari mezzi della medicina tecnologica, deve allargare il proprio orizzonte a tutto ciò che aiuta la persona a trovare sostegno e orientamento ai molti bisogni che essa esprime. Il grande tema dell’umanizzazione delle cure non può essere ignorato se crediamo che al centro di ogni processo diagnostico e terapeutico debba collocarsi la persona. La grande sfida è il passaggio da questa consapevolezza della centralità del malato alla sua declinazione concreta nell’operatività quotidiana. L‘autentico cambiamento organizzativo può iniziare solo dalla capacità di ascoltare la persona malata. È necessario che negli ospedali si dia sempre più spazio all’ascolto dei malati e delle loro famiglie, si verifichi insieme a loro se i nostri mezzi di cura riescono ad essere di vero beneficio alla persona. La preoccupazione per il “bene” del malato deve trovarci sempre disponibili al dialogo e ad aprire costantemente e con umiltà il nostro cuore al bisogno di sollievo che la tortuosa e faticosa storia di ogni malattia porta con se”. A conferma delle parole del Ministro, uno degli aspetti fondamentali del Progetto Vales è l’ascolto delle esigenze dei pazienti, attività che al momento è stata condotta in due reparti pilota degli Istituti, la Ginecologia Oncologica e la Chirurgia Toracica. Le risposte degli assistiti confermano l’impatto angoscioso che il tragitto dalla camera di degenza alla sala operatoria determina nello stato d’animo di chi deve sottoporsi ad un intervento chirurgico. L’anestesia, con la conseguente perdita completa del controllo di sé, comporta ovviamente un forte carico di angoscia; tuttavia la principale preoccupazione riguarda l’intervento in sé, le sue implicazioni e le conseguenze. A queste sensazioni i pazienti reagiscono in modo diverso: alcuni preferiscono rimanere da soli, per concentrarsi sulle loro paure, altri invece desiderano essere accompagnati da un loro familiare lungo tutto il tragitto, moltissimi desiderano essere informati per sapere a cosa vanno incontro, oppure conoscere il team che li opererà. Da qui l’esigenza di offrire ai pazienti l’opportunità di avere un supporto, una presenza amica, che possa aiutarli ad affrontare questa “tempesta” di emozioni.“Questa nuova iniziativa dell’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena e dell’Istituto Dermatologico San Gallicano, va nella direzione di rendere protagonisti i pazienti” ha dichiarato la Presidente della Regione Lazio, Renata Polverini. “L’umanizzazione dell’assistenza nel Lazio è una delle nostre linee guida e così come, proprio guardando alla centralità dei pazienti, siamo impegnati in un processo di riorganizzazione, per ridurre sprechi e inefficienza”.Altro aspetto decisivo del progetto è l’informazione. “Abbiamo focalizzato l’attenzione sul momento in cui il chirurgo prepara la persona all’intervento” – afferma Bevere ­– “creando le condizioni affinchè il consenso informato sia il più possibile personalizzato rispetto alle esigenze, anche emotive, di ogni paziente. In tal senso, stiamo promuovendo una specifica attività di addestramento per tutti coloro che, a vario titolo, entrano in contatto con il paziente nel reparto di degenza, inclusi i volontari, così numerosi presso i nostri Istituti”. Nel corso della presentazione del progetto, Laura D’Angelo, attrice, conduttrice e coreografa, racconta la sua esperienza di malattia oncologica, leggendo un brano tratto dal suo libro, in corso di pubblicazione, che racconta proprio le sensazioni provate lungo il percorso verso la sala operatoria. L’impegno per l’umanizzazione degli Istituti è a tutto tondo e coinvolge anche la prevenzione: nel giorno di presentazione del Progetto Vales, infatti, viene inaugurato lo sportello della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori (LILT). “I nostri Istituti sono fortemente impegnati anche sul fronte della prevenzione e della diagnosi precoce dei tumori. Incrementare l’informazione in tal senso, aiuta le persone a comprendere come evitare l’insorgenza di alcune malattie e come diagnosticarle per tempo”, afferma il Professor Bevere. L’Infopoint Lilt è una postazione di oltre 10 metri quadrati, collocata nell’atrio principale degli Istituti, dove un’équipe di personale altamente specializzato e qualificato sarà a disposizione del pubblico dal lunedì al venerdì, dalle ore 9.00 alle 17.00. L’Infopoint Lilt sarà dotato anche di una postazione Internet. “La Lilt ha sempre lavorato prendendosi cura della persona nella sua complessità e interezza ed è, in questo, in perfetta sintonia con lo slogan ‘la Persona prima di tutto’ che sintetizza l’impegno di tutte le iniziative degli Istituti Regina Elena e San Gallicano per l’umanizzazione dei servizi socio-sanitari”, afferma Francesco Schittulli, Presidente della Lilt. “La Lilt intende così offrire accoglienza e ascolto a tutti coloro che ogni giorno si rivolgono all’Istituto Regina Elena – pazienti e loro familiari – in stretta collaborazione con l’Istituto che la ospita”. Il Progetto Vales è realizzato dagli Istituti Regina Elena e San Gallicano in partnership con Johnson & Johnson Medical, azienda individuata dagli Istituti sulla base di una corrispondenza di valori sintetizzati nel Codice Etico. Johnson & Johnson Medical è un’azienda che produce strumenti che consentono ai medici di dare una risposta terapeutica adeguata ai pazienti e appropriata per la struttura ospedaliera che eroga questa prestazione”, afferma il Presidente di Johnson & Johnson Medical Rodrigo Bianchi.Le sfide per l’immediato futuro vanno in questa direzione: umanizzazione e qualità dei processi/percorsi di cura”, aggiunge Bianchi. “Da questo progetto Johnson & Johnson Medical si aspetta il raggiungimento degli obiettivi dichiarati: migliorare sempre più la qualità dei servizi erogati dagIi Istituti Regina Elena e San Gallicano e progredire nel processo di umanizzazione dell’ospedale. Johnson & Johnson Medical, con il proprio know-how e come partner del territorio, sarà a fianco di tutti quei soggetti, pubblici e privati, che vorranno intraprendere analoghi progetti all’insegna di questi valori”.

 

 

 

 

 

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