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Vita di Missione: Alfabeto Africano, C come Cucina

Inserito da on 5 luglio 2010 – 00:00No Comment

Padre Oliviero Ferro

Oggi è giorno di festa. In tutte le case si sentono dei profumi invitanti. Le specialiste,le cuoche sono all’opera per preparare tante cose buone. Le capre sono state immolate. Anche qualche coniglio e qualche gallina hanno fatto una fine gloriosa. Non mancano le uova bollite. E’ tutta produzione locale. Abbiamo migliaia di galline e allora, ogni tanto, bisogna pur rinnovare i pollai. C’è chi pulisce il riso, chi prepara il condimento con i pomodori e le cipolle. Qualcuno è andato al mercato a comperare i cavoli, l’insalata e altre verdure. C’è chi preferisce il pesce secco. Anche quello farà parte del menu. Ma manca il dolce. Le più giovani impastano la farina, con la margarina e lo zucchero. Poi lo decoreranno con la cioccolata. Naturalmente ci vuole anche un po’ di vino. Altrimenti come potremmo digerire il tutto. Da non dimenticare le arachidi tostate e altre leccornie. Insomma possiamo dire che tutto è pronto. Mancano solo gli invitati. Ci si siede attorno a un tavolo. La padrona di casa passa una bacinella, piena d’acqua, per lavarsi le mani. E poi, dopo una preghiera, si va all’assalto. Non si parla molto, ma le nostre bocche entrano in azione. Ogni tanto si prende qualche istante di riposo per innaffiarlo con del vino. E poi via, fino alla soluzione finale. Nel frattempo qualcuno ha messo un po’ di musica, perché alla fine si ballerà insieme. Qualcuno è arrivato in ritardo. C’è sempre qualcosa per tutti. I bambini, che sono in attesa, anche loro riceveranno la loro parte. Si condivide con tutti la gioia di stare insieme.

 

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