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Mercato San Severino: mostra collettiva

Inserito da on 4 luglio 2010 – 04:57Un commento

Anna Maria Noia

È stata inaugurata il 3 luglio scorso per il vernissage (vernice) e sarà accessibile al pubblico fino all’11 c. m. la collettiva di pittura e scultura tenutasi nei locali del municipio di Mercato S. Severino e nata dall’iniziativa dell’artista di Castel S. Giorgio Michelangelo Angrisani, che ha inteso esporre opere sue e soprattutto di altri validi artisti contemporanei, in nome del sodalizio da lui fondato: l’accademia “Arte e Cultura”. Una mostra itinerante, dunque, ma certamente non scontata anzi interessante quella voluta dall’umile pittore e scultore che ha anche organizzato nei mesi scorsi l’ultima edizione – tra le tante negli anni – di un Premio di Poesia, Pittura, Scultura, Narrativa e Fotografia il quale ha riscosso molto successo, come ogni volta. Michelangelo Angrisani ha iniziato a disegnare e a dipingere da giovanissimo, ad undici anni – come egli ricorda – ma ha cominciato ad appassionarsi a tale hobby e passione con maggiore apprezzamento intorno agli anni ’90. Ecco le sue preziose parole a noi rivolte rispondendo alle nostre domande e alla curiosità da noi che scriviamo espresse riguardo il perché della nascita dell’accademia che porta il suo nome: “Questa associazione – spiega infatti l’interlocutore – è nata perché io penso che da soli non si vada da nessuna parte e gli artisti, come tutti gli uomini, devono necessariamente unirsi e non competere fra loro; questo in nome della stessa Arte, libera e senza confini, accessibile a tutti gli esseri umani: nell’arte siamo tutti una grande famiglia, un nucleo allargato.” “Questo è uno dei motivi principali che mi ha spinto a creare tale sodalizio, diffondendolo in seguito, con grande impegno e tramite enormi sacrifici, addirittura in tutto il mondo – esprime il Nostro. “Oggi l’accademia è divenuta una grande realtà – aggiunge Angrisani – sia a livello nazionale che internazionale, vantando infatti ben cinque delegazioni estere, sparse per il mondo: Croazia, Cipro, Romania, Spagna ed Israele.” Alla nostra domanda concernente la “storia” e la provenienza artistica o la corrente a cui appartengono i vari soci e/o gli espositori della retrospettiva che stiamo recensendo, il presidente e fondatore di “Arte e Cultura” ha così risposto: “Alcuni dei pittori e scultori presenti in tale esposizione sono figurativi, altri esprimono tendenze diverse dal figurativismo: c’è l’astrazione, c’è l’espressionismo, la transavanguardia e così via”. A proposito del suo “percorso”, sia artistico che umano e spirituale, l’umile e simpatico Angrisani ha rivelato che: “Ho iniziato col figurativo, col realismo – sono sue parole – per approdare poi alla ritrattistica ma andando oltre; la mia principale aspirazione è la sperimentazione, una sperimentazione continua per non annoiarmi e/o annoiare il pubblico o per restare vincolato a qualche tecnica più solita.” E poi, proseguendo: “Coltivando invece il genere iper realistico, il soggetto delle mie opere diventa un simbolo per comunicare il pensiero di ogni artista nei confronti delle impressioni di chi osserva il quadro.” “La mia pittura è metaforica e metafisica – dichiara l’intervistato – esprime un po’ di tutto, come ad esempio si evince dall’opera “La decapitazione del Battista”, del 2006; andando avanti con gli anni ho compiuto altre sperimentazioni, proprio allo scopo di andare oltre le tecniche solite e le solite tematiche, per non dipingere o costruire sempre le stesse cose.“ Tra le tecniche più innovative da me sperimentate – esplica il Nostro – una riguarda la carta feltro, a metà tra tela e foglio, con un motivo suggestivo e onirico occhieggiante dal quadro.” Un’altra tecnica interessante e particolare dell’artista Angrisani che lo ha portato a partecipare – unico artista salernitano selezionato – alla Biennale di Firenze del 2007 è la pittura nei nodi del legno, una maniera di dipingere unica e irripetibile, come i nodi del legno sono diversi l’uno dall’altro. Un’ulteriore tecnica utilizzata e sviluppata da Michelangelo Angrisani si ritrova in un olio su cartoncino dal titolo “Amore proibito”, del 2000: qui l’eclettico artista raffigura e rappresenta quale soggetto il pensiero, la mente e non l’individuo, la persona: dunque un onirismo e un astrattismo incombenti. Proprio grazie a questo modo di rappresentare l’impalpabile (appunto la mente, il “nous”) Angrisani ha potuto esporre le sue idee al prestigioso museo di Boston. Tra le numerosissime opere degli altri pittori e scultori presenti alla collettiva, sempre molto validi e ricchi di padronanza espressiva, artisti – lo ripetiamo – legati all’associazione (ma non soltanto) e al buon nome dell’Arte, vi sono alcuni provenienti da Milano, altri dalla Francia, altri ancora dalla Spagna. Tra tutte le belle tele riteniamo – a nostro modesto avviso e parere – particolari e meritevoli, degne di menzione e di lode i preziosi e luminosi mosaici di Marzia Dottarelli , da Cortona (Arezzo); pregevoli e fantasiose inoltre le opere di una poliedrica pittrice proveniente da Israele: Dina Zilberberg. Ella ha inteso ritrarre il ballo, la danza scissa nelle sue componenti di passione e solarità, di allegria. Altro pezzo grosso dell’esposizione i manufatti di Liliana Scocco Cilla, realizzati senza pennelli ma soltanto con la sapiente e sicura tecnica delle sue dita, insomma: con le mani senza strumento. Infine ricordiamo che Angrisani ha esposto alcune sculture e/o bassorilievi in resina o in bronzo che brillano o fanno bella mostra di sé fino all’11 luglio nelle sale di Palazzo Vanvitelli (Palazzo di Città) appositamente messe a disposizione dall’amministrazione di Mercato S. Severino.

 

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