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Fenomeni sismici in concomitanza con l’ultima frana di Nocera

Inserito da on 30 giugno 2010 – 00:00No Comment

 

 

*Giulio Caso

 

Il 4 marzo 2005 , una frana, in località Santa Croce di Nocera Inferiore (Sa), causò la morte di tre persone. La frana di fango e detriti piroclastici, proveniente dal Monte Albino, travolse e distrusse, verso le ore 18, tre case coloniche. Tempo fa mi chiesero se era possibile che scosse sismiche avessero potuto contribuire a far slittare la frana di Nocera.  Risposi di no, però, come per ogni altro argomento scientifico la cosa andava approfondita, ed ecco che ho pensato di chiedere ai salesiani di Napoli, che gestiscono un osservatorio sismico, se il 4 marzo del 2005 ci fossero state delle scosse particolari. Ed ecco la risposta: - Spett.le dott. Caso, da un esame dell’archivio del nostro sismografo non risultano scosse per quella data a quella ora. Come lei ben saprà il principale motivo per il quale sul nostro territorio si scatenano delle frane è il grave dissesto idrogeologico nel quale versa gran parte del territorio della nostra regione. In ogni caso il 4 marzo 2005 è stata una delle giornate nelle quali si sono verificate abbondanti piogge su tutta la Campania come testimoniato anche sul sito campaniameteo e la causa di quella frana è da addebitarsi principalmente alla gran quantità di acqua che cadde su quelle zone. Distinti saluti. Ho risposto a mia volta: – Gentili amici, vi ringrazio per la sollecita risposta che ha importanza  per la convalida dell’esclusione della concausa sismica. Nel caso specifico, si apprende dai giornali, che ci sono state perizie che addebitavano alla pioggia intensa e ad interventi antropici le cause della frana. Bisognava sfatare ancora qualche residua opinione su altre cause. E’ mia opinione che bisognerebbe incentivare il lavoro dei pochi contadini che si dedicano, con competenza, alle coltivazioni alle pendici dei monti valutando che, oltre al loro lavoro, offrono un utile contributo al mantenimento degli equilibri in atto delle coltri piroclastiche. In alcune zone si è proceduti, invece, ad una radicale trasformazione delle coltivazioni autoctone con alberi che non sono adatti al substrato calcareo; poi gli incendi, le variazioni climatiche (piogge intense o protratte) e l’uomo che, a volte, interviene con lavori non meditati; da tutto questo nasce il dissesto idrogeologico. Complimenti per l’importante servizio pubblico  che, di fatto, è il vostro impegno scientifico. -  Controllando sul sito in questione, ho appreso, ancora, che: “L’ultima scossa sismica significativa, nelle località relativamente vicine alle nostre zone, prima della frana di Nocera, era avvenuta molto tempo prima, addirittura un anno ed un giorno prima: il  03-03-2004.Quindi se ne deduce, (in linea teorica e nei limiti di questa piccola ricerca/articolo), che la frana (colata di fango), tipica delle nostre zone, fu causata soprattutto dalle rilevanti precipitazioni atmosferiche avente come concausa l’intervento antropico. In effetti il fatto che non ci furono registrazioni di eventi sismici, quel giorno, rafforza la tesi che, molto probabilmente, non ci furono neanche esplosioni.

* geologo

 

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