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Le Tre “B”

Inserito da on 29 giugno 2010 – 00:003 Comments

Giovanna Rezzoagli

Ovvero la banca inglese, il filosofo inglese e l’eterno latitante. La banca “Bxxxxxxxx”, il filosofo Bacone, il buonsenso. Cos’hanno in comune, oltre all’iniziale del loro nome? Molto più di quanto appare a prima vista, almeno sforzandosi di seguire i miei contortissimi pensieri. La celebre banca pubblicizza quotidianamente in radio l’offerta di un nuovo conto corrente, che rimborsa con buoni benzina parte delle utenze luce e gas. Sin qua nulla di male, se non fosse che lo spot è incentrato sulla figura di un “capofamiglia” che, al ritorno dal lavoro, strepita con i membri della sua famiglia per lo spreco di energia, salvo poi ritornare allegro e felice quando gli viene ricordato di aver acceso il famoso conto corrente che remunera le utenze. Della serie, sprechiamo pure tanto pago meno. Con buona pace del rispetto ambientale. Sembra lecito ritenere che all’estero ci reputino un coacervo dei peggiori stereotipi. Il guaio è che, sotto sotto, forse non hanno tutti i torti i pubblicitari oltre Manica. Nessuno investe in pubblicità se non dopo oculate analisi di impatto psicologico, specialmente attraverso la radio, ove il potere suggestivo della parola gioca il ruolo principale… A questo punto il Lettore si potrà legittimamente domandare cosa c’entrino Francis Bacone ed il buonsenso con quanto sopra esposto. Vediamo di soddisfare la curiosità citando una celebre affermazione del filosofo inglese: “Il mondo é stato fatto per l’ uomo, e non l’ uomo per il mondo”. Della serie, sfruttiamo pure il desolato mondo che ci ospita, tanto siamo esseri superiori ed è nel nostro diritto. Tra la seconda metà del 1500 e la prima del 1600 era tutto molto diverso, siamo perfettamente d’accordo, questo ci permette di contestualizzare il pensiero baconiano e di essere vagamente indulgenti di fronte ad una simile miopia mentale, il punto è: quanti sono i filo-baconiani oggi, convinti di sfruttare all’infinito madre natura e passarla liscia? A questo punto, il buonsenso è d’obbligo citarlo. Mi sono permessa di definire il buonsenso come “eterno latitante”, perché, a mio personalissimo parere, non è mai abbastanza. Il buonsenso di vivere con la consapevolezza di non essere eterni, e che altri verranno dopo di noi, dovrebbe spingerci a preservare la natura, non certo ad avvelenarla e depauperarla come stiamo facendo ormai da almeno un secolo. Non vogliamo essere troppo demagogici o, peggio, troppo retorici? Puntiamo sul cosiddetto orgoglio nazionalistico e proviamo a riflettere sullo spot della banca “Bxxxxxxx”. Davvero pensano di colpire l’attenzione dell’italiano medio solleticando il portafoglio a scapito del risparmio energetico? Ma noi italiani non siamo così boccaloni, certo che non lo siamo. Oops, “boccalone” comincia con la “B”. Forse era meglio intitolare questo scritto “ Le quattro B”…

 

 

 

3 Comments »

  • Fulvio Sguerso scrive:

    O le cinque: B……..oni? Ma non voglio, come direbbe Totò, buttarla in politica! Benché di politica si tratta, come ben sai, cara Giovanna, e di politica nel senso alto del termine, cioè dell’arte di governare la città per il bene di “tutti” i cittadini, non degli uni (pochi) a scapito degli altri (molti). O l’ambiente riguarda solo gli ambiantalisti? Francesco Bacone intendeva il sapere in funzione del potere e del dominio sulla natura (sapere = potere), oggi sembra che alcuni concepiscano il potere in funzione del sapere (potere = sapere), ma la sapienza è un’altra cosa, ed è la cosa che, al pari del buon senso, latita soprattutto nei paraggi del Potere.
    Un saluto accorato dal tuo collega che sa di non sapere.

  • Il mondo, secondo me,Cara dottoressa Giovanna pascia e si rallegra di possedere, almeno da un secolo, un’altra famigerata “B” , quella che ci propone “BABELE”.
    E’ più che corretto ciò che le ci propina oggi: Un dramma all’infinitoche se non riusciremo a trovare uno sbocco salutare per la “martoriata Terra”, saremo tutti responsabili difronte alle nuove generazioni. Si, cara dottoressa Giovanna, stiamo distruggendo l’equilibrio del nostro Pianeta e non ce ne accorgiamo che stiamo uccidendo i nostri stessi discendenti. Io mio vergogno di essere un attuale terrestre. Allora il mondo intero dovrebbe trovare nel vocabolario altre forme di “B” per poter salvare dalla catastrofe totale il nostro pianeta terra, I capi di Stato si dovrebbero dare una scossa, e pure a costo di essere rinunciatari di tanti inutili consumi, dovrebbe consegnare ai posteri un mondo più vivibile. Cordialità

  • Carissimi Fulvio ed Alfredo, grazie per i vostri commenti. A pensarci bene, quante “B” verrebbero in mente… A voler essere propositivi puntiamo sulla “B” di buonsenso…
    A presto
    giovanna

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