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La scuola serve a qualcosa?

Inserito da on 29 giugno 2010 – 06:172 Comments

di Rita Occidente Lupo

Mentre i matrandi ancora alle prese con l’esame che li congeda dalla secondaria di secondo grado, inevitabili considerazioni alla luce dei dati recenti, denudanti l’abbandono scolastico nel nostro Paese. Più accentuato al Nord:  a Bolzano del 17,4%, seguito da Sicilia con il 15,7%, Sardegna 15,2%, Campania 13,9%, Liguria 12,3%, Marche 7,8%, Veneto 7,5%, Molise 6,9%, Friuli Venezia Giulia 6,5% , Umbria 5,0%. Tali cifre raccapriccianti, associabili alla penuria occupazionale. Spesso i giovani, a caccia di primo impiego, paghi di lavoretti saltuari, atti al fabbisogno delle proprie spese. Di qui la scelta per il tempo libero, più che per i tomi scolastici. Nell’era informatica, anche l’agenzia scolastica “virtuale”. Stranamente il Sud, per antonomasia assediato dal “fai da te”, scalzato dal Settentrione. L’obbligo scolastico nella secondaria, ancora tiene saldi i cordoni della frequenza, per tanti nuclei che non intendono essere multati. Almeno in Campania, a Napoli, dove in certi contesti, l’obbligo insopportabile, rispetto alla vita n strada. Ai calci al pallone. Agli affarucci per l’Iphone all’ultimo grido. La scuola, perdita di tempo per tanti, occasione d’inserimento lavorativo inesistente, visti i costanti tagli e la mole dei cassintegrati? Cosa offra ancora, in un tempo  pago d’ambizioni ed avaro di sapere, tutto da scommettere se, bene inteso, si trancia la formazione attraverso l’interdisciplinarietà curriculare!

2 Comments »

  • Certo, il probblema è molto serio. Mi meraviglio, però che il sud tiene il passo riguardante lo studio rispetto ad altre regioni del Nord. Mi meraviglio perché il Sud, privo di risorse occupazionali, dovrebbe incoraggiare i giovani a imboccare la via dell’artigianato anzicchè quella per raggiungere la “famigerata data per un diploma o una laurea che, alla fine di tanti studi, i giovani si vedono in mano un titolo che, spesso, non risolve i loro intendimenti occupazionali in qualche sito , specie se statale, a meno chè non intendano di trasferirsi in Regioni più promettenti
    che sono al Nord. Allora, se i nostri giovani hanno davvero voglia di studiare, dovrebbero anche pensare che il loro domani prosperoso lo si può anche conciliare con qualche trasferta laddove c’è più richiesta di lavoro. Se poi non riescono a sradicarsi dal proprio ambiente, allora devono pur capire che quì al Sud, potrebbero incappare in grosse delusioni riguardanti una loro eventuale scelta occupazionale.

  • Salvatore Ganci scrive:

    Cara Direttrice, purtroppo andando contro corrente, non mi dispiace più di tanto per gli “abbandoni”. D’altra parte gli abbandoni quando non sono determinati da problemi seri, riflettono una certa leggerezza dell’essere che vuole fama, sesso e soldi senza troppa fatica. D’altra parte calciatori e veline sono diventati i veri e nuovi obiettivi di vita. Personalmente mi preoccupo molto di più di quei giovani che sono arrivati onestamente in fondo ai loro studi, dando il massimo di se stessi. Questa mattina, dopo avere iscritto nostro figlio alla IV ginnasio, ho ceduto alla “debolezza” di consolare una Maturanda in crisi per il colloquio orale. Chi ha svolto per oltre trent’anni il più bel mestiere del mondo, non rimane insensibile di fronte a un giovane in crisi che dopo avere lavorato con onestà, vorrebbe esprimere nel colloquio il massimo di sé e pochi minuti prima dell’ora fatale non sa neppure da che parte cominciare. Coraggio, Maturandi onesti. Il bello finisce con questo vostro esame che si ricorda per tutta la vita e il brutto che vi attende è purtroppo alle porte.
    Con affetto da un ex docente,
    Salvatore Ganci

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