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L’enigma Brancher

Inserito da on 27 giugno 2010 – 09:223 Comments

Angelo Cennamo

Aldo Brancher, 67 anni, un passato da teologo ed imprenditore prima di diventare esponente di spicco del Pdl, è stato nominato ministro per la “sussidiarietà e il decentramento”. Non chiedetemi cosa sia e a quali funzioni assolva questo dicastero, dal momento che non ne ho la più pallida idea. Faccio fatica a comprendere il ministero per la semplificazione, figurarsi quello alla sussidiarietà. Cosa vuol dire sussidiarietà? il nuovo ministro si occuperà forse di quanto i suoi colleghi non riusciranno a fare per ragioni di tempo o per incapacità? Il ministro sussidiario non sarà mica come il jolly nel calcio, ovvero quel giocatore che può essere utilizzato in tutte le zone del campo per la sua particolare duttilità? Mah. Di sicuro la nomina di Brancher, per giunta ad un ministero fino ad oggi sconosciuto, sta destando non pochi sospetti, e non solo tra i banchi dell’opposizione. Brancher, infatti, è imputato per i reati di appropriazione indebita e ricettazione nel processo per la scalata all’Antonveneta da parte di Bpi. E come suo primissimo atto istituzionale si è avvalso dei benefici della recente legge sul legittimo impedimento che gli consente di far slittare l’udienza di questi giorni ad altra data. Del resto la legge esiste e non c’è motivo che un ministro, sia pure in carica da poche ore, vi debba rinunciare. Brancher si è giustificato dicendo che deve organizzare il suo ufficio e che il rinvio sarà ad ottobre, più breve di quanto gli sarebbe consentito. Dura è intanto la contestazione del Pd e dell’Idv che parlano dell’operazione in termini di “salvataggio” dell’amico imputato da parte di Silvio Berlusconi. Anzichè nominare il ministro alle attività produttive, riempiendo la casella lasciata vacante dal dimissionario Scajola, il premier ha spiazzato tutti con la creazione di un dicastero del quale non ne sentivamo proprio il bisogno. Questa la sintesi dell’opposizione. Ma se la sinistra è sul piede di guerra, non manca anche a destra chi stigmatizza la strategia del Cavaliere per la sua misteriosa e controproducente evoluzione. In un primo momento, infatti, si era detto che Brancher sarebbe stato ministro al federalismo, e solo dopo il drastico chiarimento di Umberto Bossi a Pontida ( il ministro al federalismo sono io), la denominazione è mutata in “sussidiarietà e decentramento”. Generazione Italia, la fondazione vicina ai finiani, pone ad esempio l’accento sulla antiesteticità della nomina, mentre l’ex capogruppo vicario del Pdl alla camera, Italo Bocchino, non risparmia critiche alla scelta fatta dal ministro di fresca nomina di avvalersi dello scudo processuale previsto per il legittimo impedimento. Il caso, che è davvero enigmatico, rischia di trasformarsi in un clamoroso autogoal per la maggioranza di governo e per il suo leader. Se infatti Brancher potrebbe trarre vantaggi da questa provvida investitura, c’è da chiedersi cosa ci guadagnerà Berlusconi.

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3 Comments »

  • Fulvio Sguerso scrive:

    Enigma o “affaire”? La nomina a un ministero fantasma e “senza portafoglio” dell’inquisito per appropriazione indebita e ricettazione onorevole (?) Aldo Brancher, mentre rimane vacante il dicastero delle ben più bisognose di cura “attività produttive”, il cui titolare è stato graziosamente dimissionato per l’affaruccio immobiliare ordito a sua vantaggio ma “a sua insaputa”, più che “spiazzare tutti” (chi può ancora spiazzare un superpiazzista come il carismatico Cav?), ha messo in forte difficoltà la stessa maggioranza di governo, che già non navigava in acque tranquille. Naturale chiedersi perché mai il Cav si faccia così male da solo. Per gettare un salvagente a un suo fedelissimo aiutante di campo di vecchia data? Per un puro e generoso sentimento di riconoscenza per i servizi resigli da un affezionato membro del suo “inner circle” di Arcore? Valeva la pena rischiare una crisi di governo al buio per onorare un “patto fra gentiluomini(?)”? E’ quindi legittimo chiedere, come fa l’avvocato Cennamo – a proposito: civilista o penalista? – che cosa abbia da guadagnare il nostro premier da questa indifendibile nomina. Se lo stanno chiedendo in tanti, da Bossi, a Fini, a Scaiola, a Bersani, a qualche impenitante e “politicizzato” procuratore della Repubblica, a un semplice cittadino italiano come il sottoscritto.
    Un cordiale e partecipe saluto da Fulvio Sguerso

  • Angelo Cennamo scrive:

    Civilista. Non credo che Bossi se lo stia chiedendo, dal momento che, come pare, dietro la nomina improvvida del neo ministro ci sia proprio la Lega. E’ un pasticcio voluto dai padani al quale si è prestato il premier, e non di meno Napolitano che, non dimentichiamocelo, è colui che nomina i ministri.
    Sulle ragioni i giornali avanzano due ipotesi. La prima ha a che vedere con la richiesta avanzata dalla lega di avere un altro ministero. Brancher è del Pdl, ma molto vicino alle camice verdi. La seconda, che io giudico più probabile, si inreccia alla nota vicenda di Antonio Fazio e della Bpi. Chi ne ha voglia, e tanta pazienza, può andarsi a rivedere le cronache di quei giorni burrascosi.

    Saluti – Angelo Cennamo

  • Fulvio Sguerso scrive:

    E’ vero: Bossi non se lo chiedeva prima di Pontida e se lo è chiesto dopo, e si è risposto che effettivamente un ministro per le riforme c’era già, ed era lui in persona, dunque…… Dunque Brancher, già sottosegretario del senatùr al ministero delle riforme, non è più il fidato trait-d’union fra lui e il Cav? O quella di Pontida è stata solo una sceneggiata (una delle tante)ad uso delle “camicie verdi”? Propendo per questa ipotesi. E il federalismo? Chiediamolo al ministro Tremonti! Forse i tempi non sono maturi per una Repubblica federale. E allora? Allora maturino in fretta, altrimenti…….Campa cavallo che le elezioni si avvicinano! Un saluto e un augurio da Fulvio Sguerso.

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