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Il moralista

Inserito da on 23 giugno 2010 – 00:00Un commento

Angelo Cennamo

Non sappiamo come si concluderà l’inchiesta giudiziaria promossa dalla procura di Roma ai danni di Antonio Di Pietro, l’on. Antonio Di Pietro. L’accusa di truffa è infamante, specie per chi come il leader dell’Idv ha fondato il proprio successo, in magistratura come in politica, sul richiamo ai valori della legalità e della più rigida integrità morale. Di Pietro, stando alla denuncia presentata dall’ex collega e fondatore dell’Italia dei valori, Elio Veltri, avrebbe intascato i rimborsi elettorali destinati al suo partito, dal 2001 ad oggi, all’incirca 60 milioni di euro, facendoli traslocare sul conto di un’altra associazione, anch’essa denominata “Italia dei valori”, costituita da lui, dalla moglie e dalla sua segretaria. La storia dei rimborsi all’Idv non è nuova. Esiste un’ampia letteratura giornalistica che racconta la vicenda, già in altre occasioni al vaglio della magistratura. Di Pietro sul suo blog ostenta sicurezza e prova a smontare ogni addebito. Lo ha già fatto in altre circostanze. La parabola dell’ex pm, del resto, è costellata di chiaroscuri, ed anche di recente qualche giornale ha provato a scavare nel suo passato, mettendo in risalto frequentazioni troppo disinvolte, e sollevando dubbi perfino sulla regolarità degli studi universitari. Di Pietro ne è uscito sempre indenne, ma i sospetti non gli danno tregua. Lui che ha imbastito le campagne elettorali dell’Idv al grido di : cacciamo gli inquisiti dal parlamento, si ritrova ora iscritto nel registro degli indagati, come un delinquente qualsiasi. Come uno dei tanti che da pm ha indagato e da politico ha sconfessato. Auguriamo a Di Pietro di dimostrare, come ha già fatto in altre circostanze, di provare la sua estraneità ai fatti contestatigli. E’ probabile che anche questa inchiesta sarà archiviata con un proscioglimento, o forse no. Ma da garantisti vorremmo suggerire a Di Pietro di abbandonare lo stile giustizialista che ha contraddistinto tutta la sua luminosa carriera, se non altro per non provare l’imbarazzo di doversi dimettere.     

 

 

Un commento »

  • maurizio scrive:

    non sono nessuno per giudicare,so solamente che ho una antipatia innata per i censori e i probiviri ,ma soprattutto sono i redentori coloro che mi disturbano di piu’ .ed il sogetto in discussione e’ forse l’espressione piu’ disprezzabile della politica resa farsa .

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