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Cava de’ Tirreni: Com&Te premia i vincitori

Inserito da on 19 giugno 2010 – 03:55Un commento

Ieri sera, con la cerimonia di premiazione che ha visto assegnare la vittoria ex aequo al libro dell’on. Giancarlo Mazzuca ed all’opera dell’on. Pino Arlacchi, mentre il terzo posto è andato alla giornalista de La 7 Alessandra Sardoni, si è conclusa nella cornice del giardino Social Tennis Club di Cava de’Tirreni la IV edizione dei salotti letterari della Rassegna Com&Te. Alla cerimonia di premiazione hanno preso parte un folto pubblico e numerose autorità, tra cui, segnaliamo il sindaco Marco Galdi, il vice sindaco e consigliere provinciale Luigi Napoli, delegato del presidente della Provincia l’on. Edmondo Cirielli impegnato con il ministro Fazio in visita all’Università di Salerno, il direttore dell’Azienda di Soggiorno e Turismo di Cava de’Tirreni Mario Galdi, il consigliere comunale delegato alla Cultura Giovanni Del Vecchio. Presenti tra i componenti la giuria il prof. Giuseppe Acocella, vice-presidente CNEL e rettore della Libera Università S. Pio V di Roma, la dott.ssa Marisa Mirella Prearo, amministratore EPT Salerno, l’avv. Francesco Accarino, presidente Social Tennis Club, e il prof. Pasquale Santoriello in qualità di segretario della giuria. A condurre la serata la giornalista Tiziana De Sio, coadiuvata dalla voce narrante dell’attore e regista Peppe Basta, che ha letto alcuni significativi brani dei libri vincitori. Assente l’on. Arlacchi a causa di un lieve incidente domestico accadutogli nella mattinata di ieri e la giornalista Sardoni trattenuta da impegni professionali. La premiazione è stata preceduta dalla presentazione dell’ultima fatica letteraria, I conformisti (Rizzoli), di una celebre firma del giornalismo italiano quale Pierluigi Battista, già vice direttore ed attualmente editorialista di punta del Corriere della Sera. Battista, accompagnato dal sindaco Marco Galdi, cui lo unisce un legame di parentela per parte di madre, è stato intervistato ai colleghi giornalisti Pasquale Petrillo, curatore della Rassegna letteraria, e Mara Prisco.“In Italia, come sosteneva Longanesi  -ha esordito PiGi Battista, alludendo al legame di parentela con il primo cittadino- non si possono fare guerre perché siamo tutti parenti”. Intellettuali  conformisti oppure irregolari, di destra o di sinistra? Ed ancora oggi è più facile essere “post” che assumersi l’onore di essere”ex”. Questi alcuni dei temi del libro proposti da Battista alla platea che ha affollato il Social Tennis Club, senza mancare di bacchettare con equilibrio ed acume sia la destra che la sinistra. Infine, tra gli autori partecipanti a questa edizione di Com&Te, un premio speciale è stato assegnato rispettivamente al senatore Maurizio Gasparri e a Carmelo Conte.

  

Un commento »

  • Parte de la Historia Familiar Ybana-Severino scrive:

    Histórica Cava de’ Tirreni, donde se encuentra la sepultura de Angerio, hermano de Turgisio y de Silvano, los 3 hijos de Ruggero de Arnes -un noble normando apodado “Tichelaar” ó “Tichel”- y nietos de Crespin de Arnes, ambos pertenecientes a la familia ducal normanda y a la de Hauteville. Ruggero de Arnes murió en Normandía el 02 de Noviembre de 1023.
    En torno a 1046, Turgisio, Angerio y Silvano salieron de Normandía dirigiéndose a la conquista del sur de Italia del lado del famoso jefe normando Roberto il Guiscardo.
    Turgisio en Italia se convirtió en el conde di San Severino y Rota (actual e histórica ciudad de Mercato San Severino, Salerno), muriendo en Noviembre de 1081 y llegando a ser el fundador de la familia Severino ó Sanseverino. En 1067, durante el Consejo de Melfi II, fue excomulgado por el Papa Alejandro II -en malversación de la propiedad por pertenecer al arzobispo de Salerno-junto con otros 2 normandos: Guillermo de Hauteville y Guimondo de Moulins.
    Angerio, valiente guerrero quien logró obtener las tierras de la Contera y Nocera, siendo fundador posteriormente de la familia Filangerie (término francés que significa “hijos de Angerio”), muriendo en Abril de 1104. Fue enterrado en la iglesia de Cava de’ Tirreni, cerca de Salerno.
    Silvano, fue fundador de la familia Gravina

    “Todo Severino y Sanseverino del mundo está emparentado por este ancestro: Turgisio di San Severino, militar y noble normando, señor de Arnes de Islandia, conde di Rota, duque di Puglia y señor del valle de San Severino y su castillo” Italia s.XI
    (Epitafio en la lápida de don Victoriano Ybana Severino (1886-1921) y doña Teodosia Severino Romero (1891-1953) y de sus hijos don Felipe Ybana Severino (1915-2009), don Emilio Ybana Severino (1916-2003) y doña Exaltación Ybana Severino (1918-2004), Ica-Perú, bisabuelos y abuelos de Jaime J Vilca Ybana y Pedro Vilca Ybana)

    Parte de la historia familiar Ybana-Severino y su relación histórica con Mercato San Severino (antigua ciudad di Rota) y Cava de’ Tirreni en Salerno.
    Pedro Vilca Ybana
    Jaime J Vilca Ybana

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