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Salerno: Radicali, regolamento attuativo dell’istituto referendario comunale

Inserito da on 6 giugno 2010 – 06:31No Comment

Ill. mo sig. Sindaco di Salerno On. Vincenzo De Luca
Il. mo sig. Presidente I Commissione “Statuto” Alfonso Buonaiuto
 e. p. c.  Sua Eccellenza il Prefetto di Salerno dott. Sabatino Marchione

Gentile Sindaco, gentile Presidente,

 i Radicali Salernitani, riuniti attorno all’Associazione  Radicale “Maurizio Provenza”, tornano a sottoporvi la questione della legalità, delle regole, dell’ applicazione – segnatamente -  dello Statuto Comunale. Ricapitoliamo i termini della questione: Gli artt. 53 – 55 dello Statuto prevedono l’istituto del referendum consultivo comunale, ed affermano tra l’altro che “Le forme, l’oggetto, i termini di presentazione della richiesta, del suo esame, di indizione del referendum sono disciplinati dal Regolamento” (art. 54, ultimo comma); e che “L’ammissibilità della richiesta di referendum è valutata da una apposita Commissione la cui composizione ed il cui funzionamento saranno disciplinati dal Regolamento” (art. 55); L’ art. 101 dello Statuto, per parte sua, chiarisce che “Tutti i Regolamenti richiamati nello Statuto e in particolare quelli del Consiglio comunale, della Giunta, degli istituti di partecipazione, del decentramento, del procedimento amministrativo, debbono essere approvati dal Consiglio comunale entro un anno dalla data di entrata in vigore del presente Statuto. Dal 1992 – anno di entrata in vigore dello Statuto – sono passati diciotto anni (qualcuno in più del singolo anno prescritto dall’ art. 101), ma del regolamento attuativo dell’ istituto referendario comunale non c’è traccia; Peraltro l’art.103 dello Statuto recita testualmente così: “Ogni anno la Commissione permanente per lo Statuto ed i Regolamenti presenta idonea ed analitica relazione sullo stato di attuazione dello Statuto e dei Regolamenti e formula le relative proposte di eventuali modifiche o integrazioni”. Anche di questo non vi è traccia; Essendo impegnati in una raccolta firme su cinque referendum consultivi, ed essendoci resi conto del vuoto normativo esistente a Salerno a riguardo, avevamo chiesto, con una  missiva del 31 Luglio del 2009, di essere ricevuti dalla Commissione Statuto per rappresentare nel dettaglio tale situazione (e per avere notizia circa la materia degli istituti di democrazia diretta, tenuto conto che anche la figura del “Difensore civico”, previsto dallo Statuto all’ art. 56, non è mai stata implementata); Sono passati l’autunno piovoso, l’inverno del nostro scontento, e infine – siamo agli sgoccioli  - una primavera caratterizzata da una campagna elettorale regionale che ci ha visti alleati anzitutto sui temi e gli impegni della legalità in Campania. Nulla, tuttavia, è stato concretamente fatto per sanare la situazione che abbiamo descritto, al di là di qualche vigorosa pacca sulla spalla e rassicurazione circa il lavoro in cui era impegnata la Commissione Statuto. Riteniamo a questo punto urgente, urgentissimo, che Voi assumiate pubblici impegni, e indichiate date certe, per l’emanazione del Regolamento comunale di cui agli artt. 54 e 55 dello Statuto, così da consentire la nomina della commissione ivi prevista per la valutazione dell’ ammissibilità delle richieste referendarie (così consentendo che essa rappresenti un organo istituzionale comunale, non un Tribunale Speciale creato “ad hoc” per impallinare i nostri quesiti – come peraltro – dopo diciotto anni di vuoto normativo – inevitabilmente minaccia di essere). Riteniamo che questa settimana possa rappresentare un tempo ragionevole per affrontare con decisione la situazione descritta, e compiere atti tesi a rientrare nella legalità dovuta alle cittadine e ai cittadini di Salerno (cui finora è stata sottratta una delle due schede elettorali comunali: quella referendaria, con essa sequestrato, appunto, il secondo voto per controllare l’operato degli eletti), oltre che alle forze politiche che concorrono al gioco democratico in città.

Gentile Sindaco, gentile Presidente, dalla Prefettura siamo stati informati  che – da un po’ di tempo – i rappresentanti dei partiti non vengono invitati alla “festa della Repubblica” del 2 Giugno. Vi prendono parte soltanto i rappresentanti istituzionali. I Radicali sono gli unici a non averne. Sono gli unici assenti alla festa. Bene! Ci rendiamo conto che ci sono una Repubblica ed una Costituzione cui continuate a fare – impunemente, e non solo il 2 Giugno – la “festa”. Voi tutti. E – bontà Vostra – avete la sensibilità di comprendere come a queste “libagioni” i Radicali non possano prendere parte, perché sono semplicemente “Altro”. La Repubblica e la Costituzione, tuttavia, avrebbero torto a disperarsi. Continueremo a celebrarle anche noi sui marciapiedi di Salerno, il luogo alto e altro, dove da sempre vive la politica Radicale. Questo luogo, siamo determinati a difenderlo dalle Vostre espropriazioni, a conservarlo per la partecipazione delle cittadine e dei cittadini, per permettere loro di saggiare ancora l’Enaudiano “Conoscere per deliberare”, così da non abbandonarlo ai baccanali in cui legalità, conquiste civili, Democrazia e Stato di Diritto, tutto quanto di più sacro il consesso civile ha prodotto, vengono violati e vilipesi ogni giorno. Aspettiamo con fiducia. Il tempo di una settimana.

Donato Salzano, Segretario Ass. “Maurizio Provenza”

Manuela Zambrano, Tesoriera Ass. “Maurizio Provenza”

Michele Capano, Comitato Nazionale Radicali Italiani

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