Rifiuti tumorali!
10 Febbraio 2012 – 05:47 | Nessun commento

di Rita Occidente Lupo
Rifiuti e salute: la Campania ne sa qualcosa con l’alto incremento oncologico. Maglia nera, al 20 % delle patologie oncologiche dovute all’inquinamento, con carcinomi mammari anche al di sotto dei vent’anni. Soprattutto …

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Salerno…per Salerno di Villani a Santa Sofia

4 Giugno 2010 – 00:00Nessun commento

 Rol

Il 4 giugno, alle ore 18,30, presso il Complesso monumentale di Santa Sofia, in Largo Abate Conforti, è stata inaugurata la personale dell’architetto Giseppe Villani, dall’assessore comunale salernitano al turismo Enzo Maraio e da Carmelo Currò giornalista e storico. La mostra resterà aperta dal 5 al 13 gigno, dalle ore 10,00 alle ore 13,00 e dalle ore 17,00 alle ore 20,00. L’intento delle pregevoli chine, che scorciano particolari e luoghi caratteristici del centro storico della città, quello di recperare un patrimonio architettonico spesso distratto dal tempo e dalla fretta innovativa. Un viaggio nei meandri dei vicoli, attraverso la tessitura di toponimi storici, coacervo di recupero identitario per la memoria. Senza alcuna foga, la china ripropone luoghi sacri e strutture gentilizie, che sembrano intente ad osservare il fluire del tempo, più che a scandirne il progresso. Un modo per ritrovare quell’equilibrio esistenziale, che catarticamente rivitalizza radici giammai obsolete. 140 chine, che partono dall’eremo di San Liberatore e snodano un percorso che vi fa ritorno. L’alfa e l’omega della catarsi umana, del fluire del tempo senza canovacci sovrastrutturali. Infatti, come cita il catalogo in calce alla personale, che s’avvale del patrocinio comunale, assessorato alla cultura, la semplicità e la schiettezza, ereditati dai genitori in una cerenza d’amore, cursori dell’intero viaggio storico dell’artista. L’essenzialità architettonica, così cara a Villani, si pregia d’esser riprodotta in un racconto virtuale. Che s’infrange contro barriere architettoniche e degrado d’indifferenza. La storicità che ammanta Salerno, non può essere smarrita. Nè obnubilata dalla ragnatela del passato, che avviluppa il terreno e che si smarrisce in  un arco spazio- temporale, dove solo la china lievita anche le pareti  degli edifici protesi al cielo, con le loro vestigia d’n temo che fu!

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