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Chi sarà il salvatore del Mondo? Barack Obama

Inserito da on 3 giugno 2010 – 00:00No Comment

 Giuseppe Lembo

Che il mondo sia alla vigilia di un disastro, da tempo annunciato, non è una sorpresa, anche se brutta, per nessuno. Tutti gli uomini importanti della società-mondo, della Terra-Stato sono consapevoli che di questo passo si andrà verso la catastrofe. Ormai la Terra è ad un bivio; la catastrofe e/o l’alternativa da ricercare attraverso vie nuove per evitare la distruzione dell’umanità, per colpa degli stessi uomini. E’ sempre più dietro l’angolo; può abbattersi sulla Terra, distruggendola e distruggendone i responsabili e non, della società-mondo che permettono il diffondersi di un virus mortale, con le radici profondamente radicate nel virus del dominio. L’inizio del nuovo secolo e del nuovo millennio per la Terra e l’umanità che la abita, non è certamente un inizio di serena e pacifica convivenza tra le razze ed i popoli che, diversamente distribuiti, affollano il Pianeta-Terra. Purtroppo c’è un profondo e diffuso malessere che ha colpito l’uomo e soprattutto l’ambiente sempre più ammalato per effetto dell’azione distruttiva dell’uomo che si crede, da ras intoccabile, padre-padrone-padrino del mondo, per cui a suo piacimento può disporne come vuole. Non è così; l’uomo che ha dimenticato di essere homo sapiens, con leggerezza pensa a governare il mondo caricandolo di negatività e quindi distruggendolo lentamente, ma sempre più in fretta. Siamo ad un punto tale di negatività umana e territoriale che non si può far finta di niente, ignorandola; sarebbe, come soluzione finale, la fine per tutti. Rinsavendo, ciascuno deve fare la sua parte per riportare sui giusti binari un treno ormai prossimo al deragliamento. Occorre solidarietà tra i popoli; occorre una forte capacità di ciascuno di riprendersi l’essere, come fonte di vita oggi, purtroppo annebbiata e fortemente compromessa da un invadente apparire che, basato essenzialmente sul consumismo sfrenato ed egoistico, ha oscurato il bene comune dell’etica condivisa, creando lacerazioni e negatività nella vita normale ed ordinata del genere umano, con il prevalere di condizioni di odio e lotte violenti a tutto danno dell’amore e della pace, senza la quale l’umanità, scontrandosi si fa male e nel tempo, tra stragi e caos politico, si autodistrugge. L’obiettivo primario e le strategie per migliorare le sorti del mondo mettendolo, al sicuro da fanatismi ed egoistiche azioni distruttive, è quello di promuovere la condivisione, l’etica, la solidarietà e la pacificazione tra gli uomini, necessaria a superare incomprensioni e lotte che non portano da nessuna parte, se non al male, alla rovina dell’uomo, tra l’altro, dietro l’angolo, anche per quel malessere infinito uomo/natura, altrettanto grave come il malessere infinito uomo/uomo; sono tempi difficili per lo stare insieme sul pianeta Terra. Purtroppo l’uomo è più solo, è più inquieto, è più debole, essendo privo d’identità e di quell’appartenenza che rafforzavano in ciascuno il proprio essere. È più preso dall’apparire e dal “dio” consumo senza limiti. Non c’è più un collante che lega un uomo all’altro; che lega la nostra storia alla storia dell’umanità purtroppo fatta esclusivamente di divisione e quasi assolutamente priva di condivisione. C’è nella società-mondo di oggi, una società sempre più globale, una diffusa condizione di incompatibilità; la gente si ignora perché è convinta di non avere più niente in comune; è convinta che tutto porta alla divisione, che tutto tende al conflitto, che tutto deve essere fatto per superare e sottomettere l’altro, anche se l’altro è un uomo con la stessa dignità, gli stessi diritti e gli stessi valori. Che fare? Occorre promuovere la dignità dell’uomo e la comprensione tra tutti i popoli del mondo. Occorre smetterla con le pretese del primato a divinis dell’uomo sull’uomo; è una pretesa tutta terrena e come tale destinata ad esaurirsi nel tempo, lasciando macerie, distruzione, schiavitù, odio e negazione umana come, nel secolo scorso, per Auschwitz o per i gulag sovietici e/o le foibe italiane, veri e propri sacrari dell’orrore e luoghi della memoria di morte, disperazione ed inumanità da non dimenticare mai; prima ancora, di tali atrocità dalla memoria non va cancellata la distruzione di antichi imperi e civiltà dell’Africa e dell’Asia, dove l’uomo fu ridotto in schiavitù o in America, dove i popoli indigeni che vivevano in libertà, furono chiusi in grandi recinti e riserve. Sono questi alcuni degli eventi negativi che hanno segnato di sé il corso dell’umanità; sono eventi, anche se negativi per la storia dell’umanità, da non dimenticare. Servono come testimonianza della sofferenza umana, per costruire sulla Terra un’umanità nuova e solidale, ovunque capace, forte della propria identità e della propria appartenenza, di costruirsi un futuro solidale ed aperto alla pluralità delle culture globali, vincendo l’attuale condizione di indifferenza e di solitudine dell’uomo globale. Chi sarà il salvatore del mondo?Chi sarà l’uomo nuovo della storia che metterà il mondo al riparo da avventure pericolose per il futuro dell’umanità? Sugli scenari della storia che viviamo giorno dopo giorno, l’uomo nuovo, l’uomo che tenta di pacificare il mondo e di agire con la forza del dialogo, del confronto, facendo tacere la forza degli arsenali, dai quali può dipendere la sola morte per l’uomo, è l’attuale Presidente degli Stati Uniti Barack Obama, un Presidente afro-americano, assolutamente nuovo per le sue origini, per la sua identità interetnica, per le sue radici di provenienza che affondano nella schiavitù della sua gente, per la sua appartenenza al sogno americano di vedere all’umanità della Terra, riconosciuta un’esistenza libera e dignitosa. Il Presidente Obama, può essere tutto questo insieme e quindi essere capace di costruire un cammino di pace per il mondo, dando dignità umana all’uomo di tutte le razze e di tutti i popoli della Terra, riducendo le distanze da chi ha e chi non ha, da chi sa e chi non sa, per fare dell’umanità, un’umanità migliore e più solidale, quindi più dialogante ed aperta alla condivisone, la via obbligata per affrontare le grandi sfide del prossimo futuro. Obama deve lavorare per costruire insieme agli altri una nuova dimensione umana dando, prima di tutto, risposte immediate ai popoli della Terra che chiedono cibo ed acqua; che chiedono il diritto alla vita e di non morire dimenticati dal resto del mondo. Con comportamenti virtuosi, possibili se sappia guardare all’uomo e non al potere spesso violento che il mondo ancora oggi esercita sull’uomo, deve adoperarsi per promuovere il dialogo, il confronto, la pace, i diritti negati della salute, dei saperi e della conoscenza, attraverso i quali ogni realtà del mondo globale deve saper dare ai popoli sottomessi, il sogno della democrazia, in un percorso da costruire insieme ed insieme guardare al futuro. Obama potrebbe avere quella virtuosità d’origine e quella sensibilità verso gli altri della Terra, capace di mettere al centro l’uomo e non il potere, i diritti universalmente riconosciuti all’uomo e non la violenza e/o la forza di sottometterlo e farne un disperato senza dignità e senza futuro. Anche la recessione globale, il collasso delle banche, la crisi del sistema finanziario sono secondari rispetto al bisogno urgente di lavorare sull’uomo e per l’uomo, ridandogli dignità, riportandolo ai valori delle radici, rendendolo protagonista di un’etica condivisa, oggi in crisi, ma necessaria per non collassare il futuro della Terra e sulla Terra. L’equilibrio politico del pianeta riguarda, come non mai, l’intero pianeta. E questo, Obama lo sa; con responsabile prudenza va immaginando per il mondo, scenari nuovi, scenari possibilmente di pace e non di guerra, con l’apertura dei granai per sfamare gli affamati e contro la guerra, una necessità di quanti arricchiscono di armi gli arsenali che poi armano, in tante parti insanguinate del mondo, le mani grondanti di sangue dei signori della lotta armata, uccidendo per ottenere per sé privilegi e potere, anche se insanguinati. Obama, nella sua agenda globale, ha messo al primo posto le grandi questioni del mondo; dalle armi nucleari al clima, dalla finanza al welfare nel suo paese (soprattutto la sanità gratis per tutti); non disdegna il dialogo, oltre che con gli alleati, anche con gli avversari di sempre, nei cui confronti con intelligente prudenza manifesta la disponibilità ad un’apertura di credito, mai prima vista. Il mondo soprattutto quello consolidato del benessere e dei privilegi è impegnato per risolvere i tanti nuovi problemi del vivere insieme; mettono paura e diventano pericolosi per la loro capacità di produrre il virus xenofobo del rifiuto dell’altro visto, nella logica di sempre, come un nemico da combattere. Nell’agenda di Obama, c’è anche l’immigrazione, il clima, la fame nel mondo, le malattie endemiche del mondo della povertà. Obama può essere il nuovo non per il sogno americano di potere sugli altri della Terra; può essere l’uomo nuovo per quel mondo globale che chiede di essere riscattato dagli abusi e dalle violenze subite proprio dalle mani insanguinate degli uomini-carnefici che in tanti ancora affollano il pianeta Terra, rendendolo spesso un invivibile campo di battaglia per guerre alla fine perdute da tutti ed a tutto danno della pace e della pacifica convivenza di cui necessita, a partire da subito, la vita sulla Terra, un pianeta in pericolo crescente di estinzione per suicide colpe antropiche. La forza del nuovo per cambiare il mondo ad Obama viene soprattutto dall’appartenenza alla negritudine e da radici lontane in un mondo che ha dato alla società-mondo, tanti uomini in schiavitù, oggi in attesa di rinascita, di liberazione e di ripresa della propria libertà, un sogno che deve poter coltivare, come diritto inalienabile, ogni uomo della Terra, cancellando la schiavitù e la sottomissione, un’invenzione deviata ed immateriale dei poteri forti sui deboli.

                       

                                                                      

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