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Salerno: autorità e volontariato nel ricordo della Repubblica

Inserito da on 2 giugno 2010 – 12:07No Comment

In una piazza densa d’istituzioni, quella Amendola, a Salerno, alla presenza delle massime autorità civili, militari, religiose e delle rappresentanze delle associazioni combattentistiche, d’Arma e del volontariato della provincia, alle ore 10,00, la tradizionale cerimonia celebrativa per il 64°Anniversario della fondazione della Repubblica, in concomitanza con l’omaggio solenne reso dal Presidente della Repubblica all’Altare della Patria a Roma. Scarsi i curiosi ed i cittadini, non investiti d’incarichi e ruoli pubblici. Quasi un deserto l’assenso popolare, ad un momento fulgido della storia del Paese, che congedò con l’esilio la presenza Savoia. Con un nutrito bagaglio altalenante di sangue e martiri. Guerre e lotte per l’unità dello Stivale. Quasi come se la coscienza storica fosse obnubilata dal presente frettoloso, dal trito e ritrito amor patrio, sventolante il vessillo tricolore. Dopo la lettura del messaggio del Capo dello Stato da parte del Prefetto e le allocuzioni del presidente del consiglio comunale di Salerno e del vicpresidente della Provincia, si è svolta l’Alzabandiera.  La manifestazione è stata accompagnata dal Gran Concerto Bandistico Città di Salerno, che si è esibito successivamente anche nella Villa Comunale. “Maggior incisività ad na celebrazione che va rimarcata per l’alto significato in essa intrinseco-ha dichiarato i lquestore di Salerno Vincenzo Roca- e che pertanto va collocata in  ngrn nn festv, atto a coinvolgere specialemnte le nve generazioni. oltre, ovviamente, a civili d’ogni età. La memoria dell’unità italiana, richiama inevitabilmente  un passato glorioso del Paese. Pertanto, come in Capitale, andrebbero studiate iniziative a latere, afficnhè il maggior afflusso civico, rendesse l’idea della coesione non solo istituzionale.” Sotto il sole dardanico, la corsa dei Bersaglieri, il Bella ciao partigiano. Ed il senso del tempo, spesso dettato da nuovi scenari critici, che registrano un Paese in affanno economico, ma con ancora tanta memoria da poter riannodare per le nuove generazioni.

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