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Governare la democrazia del pianeta

Inserito da on 1 giugno 2010 – 00:00No Comment

Giuseppe Lembo

È purtroppo un sogno lontano; difficile da raggiungere. Il pianeta Terra, la società-mondo, frutto di un pensare globale per l’uomo della Terra, ancora registra sacche di profondo malessere sociale e politico. Qui sulla Terra, la democrazia è un sogno purtroppo ancora lontano; qui, sulla Terra ancora è fortemente compromessa la dignità dell’uomo, spesso privato della libertà sia di pensiero che di azione; della dignità umana in quanto essere umano e soprattutto del necessario per vivere e/o semplicemente sopravvivere. Governare la democrazia del pianeta significa, prima di tutto, riconoscere il diritto alla vita, il diritto alla libertà dal bisogno senza alcuna differenza di genere, il diritto alla libertà di potersi muovere liberamente da un posto all’altro della Terra. Altri diritti altrettanti fondamentali per l’uomo e per la democrazia del pianeta, sono il diritto alla salute, il diritto all’istruzione, il diritto all’educazione, il diritto alla formazione permanente e ricorrente, il diritto alla libertà di pensiero ed alla ricerca di valori e di un’etica condivisa, un percorso di verità assoluta per conquistarsi la democrazia ed il suo governo. Purtroppo le resistenze a questo sogno dell’uomo globale sono tante e diverse l’una dall’altra. Alla base c’è il potere di pochi che, per i propri privilegi, vogliono tenere sottomessi i più, cancellando anche i diritti fondamentali dell’uomo. Nel prossimo futuro la domanda di democrazia crescerà in tutta la società-mondo. L’uomo sempre meno stanzionale, in cammino per ricercare ovunque nel mondo i diritti suoi propri in quanto uomo, informato dei cambiamenti epocali in corso, sfida le cose sconosciute e con forte impegno cerca di ritrovare la democrazia che non ha, che non ha conosciuto, in quanto negatagli dai poteri forti del suo paese d’origine. Il miracolo globale di questo nostro Terzo Millennio è che, per tutti si sono ormai ridotte le distanze sia in termini temporali che spaziali. Il mondo è più piccolo; nella logica comune, le “cose” del mondo sono di tutti, come di tutti sono i valori della vita di ciascuno che nessuno può cancellare e/o per soddisfare il proprio potere, può annullare. Non c’è niente che giustifichi e/o riconosca la condizione di privilegio prevaricante sull’altro. L’uomo è nato libero ed è dotato di uno spirito di libertà che si ritrova nel governo della democrazia, oggi un sogno per tutti in tutte le diverse parti del mondo. Nella democrazia c’è ben codificato il principio universale di difesa dei deboli. È il più grande sogno planetario per l’uomo del Terzo Millennio; si tratta di un sogno che può diventare realtà se ciascun uomo del Pianeta sa sognare, sa illudere ed illudersi che oggi è veramente possibile un grande futuro per il mondo intero. Protagonista di questo sogno è l’uomo globale del Terzo Millennio, dove nonostante i contrasti, i conflitti in atto tra le diversità dei popoli per fede, ideologia, caratteristiche antropiche, politiche ed economiche, c’è la comune volontà di eliminare e/o comunque ridurre le controversie della storia e dell’animo umano, per dare al mondo un uomo nuovo, del tipo globale, capace di vivere bene ed in pace insieme agli altri della Terra. Obiettivo primario è quello di recuperare l’identità dell’uomo, in quanto essere in divenire, purtroppo, da tempo nevroticamente preso a ricercare egoisticamente per sé i piaceri immanenti del vivere quotidiano,  parte di quel dio consumo, venerato in ormai troppe parti del pianeta Terra. Governare la democrazia del pianeta significa dare la possibilità a tutti, soprattutto agli ultimi, ai diseredati, di vivere nella dignità di uomini, con il riconoscimento dei diritti umani (soprattutto quelli fondamentali) e dell’impegno al rispetto delle regole che fanno parte dei doveri che ciascuno deve compiere in nome della democrazia e del cittadino-uomo, suo simile, protagonista di vita sul grande palcoscenico del mondo, dal locale al globale. La democrazia significa riconoscimento e rispetto per gli ultimi, per quel mondo in cammino che fugge per non morire. Lunga e pesante è stata e sarà la via crucis dei migranti che, con il loro andare per le vie del mondo arricchiscono gli altri con i loro vissuti e le loro esperienze di vita, arricchendo contemporaneamente anche se stessi per tutto quello che scoprono e quindi vivono nel nuovo mondo e nella nuova vita vissuta in realtà lontane. La società di immigrati ha avuto nel corso della storia un grande ruolo; a lei si deve questo bisogno crescente di sentirsi e di essere cittadini del mondo. Loro per primi hanno sperimentato, tra lacrime e sangue, che era possibile una nuova vita basata, tra l’altro, su un piano di uguaglianza e di parità nei diritti fondamentali della persona umana. Il segreto del sogno americano era basato sul fatto che, ciascun immigrato, si sentiva parte di una nazione fatta di uomini che avevano ancora vivo il ricordo delle antiche tradizioni. Oggi, con la società-mondo con il pianeta terra unico stato per tutti gli uomini mondializzati, l’uomo della Terra, non più stanziale, rincorre nuove frontiere. A quest’uomo che crede come possibile un grande futuro per il mondo intero, va il rispetto e l’ammirazione di quanti, anche se presi dal potere del dubbio, del dubbio che aiuta a credere, siano convinti che si arriverà al governo di una democrazia universale per l’intero pianeta. È una convinzione-certezza che affonda le sue radici nell’impegno e negli esempi di vita di tutti quegli uomini che sono desiderosi di costruire da sé la propria esistenza in una società-mondo in cui dovrà esserci posto per tutti e che, nonostante le ottuse resistenze, alla fine nessuno fermerà il futuro nuovo, fatto di libertà di scelta e di azioni condivise  per tutti gli uomini della Terra, desiderosi di pace, di dialogo, di unione.

 

                                                                                               

 

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