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Don Picchi, l’alfiere del Ceis

Inserito da on 31 maggio 2010 – 07:37No Comment

di Rita Occidente Lupo

I grandi uomini, di solito se ne vanno in punta di piedi. Chiedendo quasi scusa d’esser stati di peso, se la morte, preceduta d’agonia. Don Mario Picchi, fondatore del Centro Italiano di Solidarietà, apostolo nella lotta contro le tossicodipendenze, deceduto al Fatebenefratelli all’età di 80 anni.  Domani, alla Basilica di San Giovanni, i suoi solenni funerali. Nato a Pavia nel 1930, sacerdote dal 1957. Nei ruggenti anni ’70, la sua attenzione verso l’universo della dipendenza da stupefacenti. Verso carovane giovanili, in ginocchio per l’astinenza.  Una solidarietà senza barriere, come attestato da ben 22 centri sparsi in tutto il mondo. Una capillare rete, per debellare il fenomeno, grazie a comunità terapeutiche in centri in cui, l’interesse per il tossico, baricentrante i rapporti familiari e sociali. ‘Progetto Uomo’, cellula primigenia della Federazione Italiana delle Comunità Terapeutiche, da lui  presiedute fino al 1994. Insignito del titolo onorifico di Grande Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana, non fermò la sua penna nella stesura di svariate pubblicazioni. Una vita intensa, dai toni accesi di solidarietà. Tra giovani ed adulti, la Parola spezzata con l’esempio quotidiano. Vite strappate al marciapiedi di turno, raccolte in una grande famiglia rieducativa, per ricominciare a vivere. In sintonia con gli altri focolai analoghi, in un impegno sociale a 360°, quella di don Picchi una vita con poche ombre, se non quelle dell’incomprensione, spesso proprio tra le sue pareti.

 

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