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Tavella: novello storico e incallito maleducato!

Inserito da on 29 maggio 2010 – 08:00Un commento

Aurelio Di Matteo

Se dopo il manifesto per il 25 aprile qualcuno, con molta superficialità, ha detto che l’On. Cirielli non conosce la storia, è altrettanto legittimo, ma senza superficialità e approssimazione, ritenere che il sindacalista della CGIL Tavella non sia mai andato a scuola, soprattutto di educazione istituzionale e civile. Che il Presidente Cirielli non sia stato invitato al fuorviante e pomposo convegno “Il contributo del Sud alla costituzione dell’Italia unita e democratica” credo sia salutare, perché le coronarie sono un bene prezioso e la difesa da impure “contaminazioni” una fondamentale scelta di stile di vita e di pratiche salutistiche. In queste occasioni sarebbe bello che tutti si ricordassero di quanto consigliava Dickens: ai giovani insegnate i fatti, perché solo quelli servono nella vita!  La rievocazione e celebrazione di tali eventi potrebbero essere un’ottima occasione per proficue lezioni di storia, dentro e fuori le aule scolastiche, senza bandiere e senza distintivi, come con correttezza didattica e onestà culturale andrebbe fatto in ogni attività educativa. Quando da salernitani meniamo vanto e rievochiamo con solennità e orgoglio Salerno capitale, dovremmo anche ricordare che quel primo atto dal quale sarebbe, poi, nata l’Italia democratica e repubblicana, fu connesso e reso possibile grazie ai tank e marine americani che “invasero” la spiaggia di Santa Teresa.I marine, con i loro tank, sono sbarcati in quel lontano settembre sulle spiagge di Salerno e delle sue splendide costiere, e su quelle spiagge sono morti a centinaia. Quei morti e quei tank resero possibili la caduta del fascismo e del nazismo, il 25 aprile, il 2 giugno, la democrazia e anche il successo della resistenza al Nord, della quale diversamente forse parleremmo di un “eroico tentativo”, come dei tanti Moti che precedettero l’Unità d’Italia. Il 25 aprile non potrebbe essere raccontato, compreso e celebrato senza quell’8 settembre del 1943 che tanto ha fatto e fa discutere; senza ricordare le dolorose vicende di una guerra che per gli Stati Uniti, paese democratico, non fu certo di conquista. E a dirla tutta, il 25 aprile è chiamata “Festa della Liberazione” e non certo “Festa della Resistenza”! L’On. Cirielli, da rappresentante di un’Istituzione che non esprime solo la mitologia ideologica della sinistra marxiana, non ha fatto altro che ricordare questa semplice e fattuale “circostanza” storica.

 

Un commento »

  • michele scrive:

    sfumature di matteo, sfumature, le solite sfumature. la storia è tutta e fare sottolineature e come cambiarla. fare sottolineature e distingua è anche un modo per assecondare i i potenti per farseli amici.

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