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Salerno: consiglio provinciale, i muscoli di Cirielli

Inserito da on 25 maggio 2010 – 10:354 Comments

Aldo Bianchini

Esce allo scoperto il Presidente e mostra tutta la durezza dei suoi muscoli. Lo fa pubblicamente, in aula, durante il Consiglio Provinciale, come è giusto che sia. Parla con pacatezza, quasi con serenità, ma è duro, anzi durissimo nei toni e nella modulazione della voce. Dimostra di non avere paura di niente e di nessuno Edmondo Cirielli e ammutolisce sia i Consiglieri che il pubblico presente. “Sabato scorso ho letto –dice- cose vergognose sul conto del mio segretario generale Giovanni Moscatiello…”. Pronuncia l’aggettivo possessivo “mio” con una cadenza molto marcata e si lancia in una filippica da “vero condottiero” fuori dalla politica politichese; non utilizza lo sdoppiamento della personalità, è chiaro, diretto ed esplicito, senza mezzi termini. Come del resto è nel suo dna di ufficiale dell’Arma. Non si nasconde, dicevo, come fa il suo avversario politico (ancora per poco!!) Vincenzo De Luca che fino ad ora non ha speso una sola parola contro il suo ex grande amico e consigliere Giovanni Moscatiello. Cirielli non si serve di servi sciocchi, non manda a dire, quello che ha da dire lo dice in faccia a tutti. E’ la nuova frontiera della politica salernitana. Così è, anche se non vi piace. Ed è anche appassionante ed intelligente la difesa del “suo segretario generale” portatore di una grande ed indiscussa professionalità prima ancora che di un acume politico non indifferente. Checché ne possano pensare il segretario provinciale del PD e gli “allievi” (quasi da oratorio!!) del Circolo PD di Baronissi. E poi si prende il lusso anche di lanciare la sfida, Edmondo Cirielli, e lo fa sottolineando ogni sua parola: “Mi auguro che in futuro tra me e il mio segretario generale possa esserci anche un’intesa politica”. Lo dice quasi sorridendo sotto i baffi (che non ha !!) ed in tono sarcastico e provocatorio, quasi a sottacere gli accordi politici che già da tempo hanno determinato una nuova fase della politica in seno all’amministrazione comunale di Baronissi. Gli risponde soltanto Alfonso Buonaiuto e lo fa come può, facendo qualche ovvia precisazione di carattere più cronachistico che politico. Del resto gli uomini di De Luca lo sanno benissimo che il vento è cambiato e che il loro leader sta battendo la fiacca da un po’ di tempo con svariati passaggi a vuoto. Del resto anche gli “uomini del Duce” quando si annunciava imperiosa la disfatta non seppero fare altro che balbettare ovvie precisazioni di carattere cronachistico per evitare la gogna se non proprio la forca. Un Cirielli brillante, non c’è che dire, quasi come il De Luca prima maniera, in grado di infondere serenità e sicurezza a tutti i suoi uomini che capiscono come “il capo” sa e può difendere la sua squadra da tutti gli attacchi possibili e inimmaginabili. Entra anche nel merito delle inchieste giudiziarie il pimpante Presidente e, sposando un po’ la nuova linea del segretario nazionale del PD, si intrattiene sulla tenuta e validità di certe accuse: “Ho letto diversi atti del processo a carico del mio segretario generale e non ho trovato nulla che possa minimamente impensierirmi. Altrimenti non avrei sottoscritto la nomina”. Lo assolve prima ancora che il Tribunale si pronunci, così come fecero Bersani e Di Pietro per giustificare la scelta a candidato governatore di De Luca. E se tanto mi da tanto possiamo dormire tutti sonni tranquilli; la gente così come ha capito il “caso De Luca” capirà anche il “caso Moscatiello” destinato a sgonfiarsi molto presto, con buona pace del  Circolo di Baronissi. Quello che ho visto oggi in aula è, secondo me, soltanto la prova generale di quanto accadrà nelle prossime settimane con il caso ancora più spinoso (per De Luca, s’intende!!) di Salvatore Memoli. Se per Moscatiello si tratta di un caso di dialettica interna di un partito, per Memoli invece dobbiamo parlare di un vero e proprio caso politico in quanto l’ex presidente di Salerno Solidale è l’avversario politico più temibile sia per De Luca che per Cirielli perché muove il consenso dei “cattolici democratici” che in una città come Salerno sono stati da sempre la maggioranza elettorale. La posizione di Memoli è chiara ed in equivoca: “Non lascio il PD che ho contribuito a fondare. Io non cambio, sono altri i ballerini della politica”. E in questa chiarezza sta tutta la forza di Memoli soprattutto dal punto di vista del consenso elettorale. Chi sarà in grado di guadagnare il consenso di Memoli vincerà le elezioni comunali del prossimo anno. In vantaggio, in largo vantaggio c’è il presidente Cirielli che da tempo ha fiutato il valore dell’enorme patrimonio, a disdoro delle anime parlanti (anche se pure !!) del suo partito, pardon del PdL.

 

4 Comments »

  • Elena scrive:

    AH ADESSO CIRIELLI NN HA DUBBI PERCHè HA LETTO GLI ATTI!!!! E QUANDO LO VOLEVA IN CARCERE PRODUCENDO PAGINE DI INTERROGAZIONI NON LI LEGGEVA GLI ATTI??????????????????? MA A CHI VOLETE DARLA A BERE????!!!! E POI SMETTIAMOLA CON LA DEMAGOGIA FACENDO CONFRONTI TRA I PROCESSI…DE LUCA NON HA UN 416BIS PER CAMORRA SUL GROPPONE!!! ARRIVISTI POLITICANTI VERGOGNA VERGOGNA VERGOGNA VERGOGNA VERGOGNA VERGOGNA VERGOGNA VERGOGNA!

  • pasky scrive:

    Niente di meno.
    Che paura che fa “Il Colonello” prrrrrrrrrr.
    Come mai i muscoli nn li ha usati con DE MITA , è scappato con la coda in mezzo alle gambe.
    Diretore nn si sbilanci troppo le sorprese per il suo eroe stanno dietro l’angolo

  • michele zecca scrive:

    un segretario generale non è un uomo del presidente. esso dovrebbe svolgere un’azione di controllo e garanzia e dovrebbe essere, sono scelte opportune, distaccato dall’appartenenza partitica. forse moscatiello è intelligente e ha fiuto politico ma essere presentato come uomo del presidente certamente non giova e non da decoro al ruolo e alla professione che svolge. mi piace precisara che il segretario si sceglie da una lista e nell’ambito dei disponibili un presidente dichiara un gradimento.

  • Smart scrive:

    Ma via! Sappiamo bene che il ruolo dei segretari degli enti è sempre più appiattito e subalterno a quello dei sindaci e dei presidenti, che possono rimuoverli o confermarli. E’ purtroppo finita l’epoca in cui i segretari generali erano garanti della legittimità degli atti. Oggi svolgono – nel migliore dei casi – una funzione notarile. Nei peggiori, assumono anche quello di “pseudo manager”, direttori generali, e sodali degli amministratori. Che Cirielli definisca Moscatiello “uomo del presidente” non scandalizza affatto. E’ pura sincerità.

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