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Iannuzzi: “Appalti pubblici, è ora di modificare il criterio del prezzo più basso”

Inserito da on 22 maggio 2010 – 07:092 Comments

L’On. Tino Iannuzzi, Deputato del Partito Democratico, ritiene necessario ed urgente, nel campo degli appalti pubblici, modificare le norme legislative relative al criterio di aggiudicazione delle gare. Non può continuare ad essere utilizzato, quale sistema di gara preferenziale, il criterio del massimo ribasso, che sempre di più negli ultimi anni ha determinato l’affidamento di appalti ad imprese che hanno offerto ribassi elevatissimi, abnormi, ingiustificati. Ne derivano gravi conseguenze negative: forti e concreti pericoli per il corretto svolgimento del lavoro appaltato; distorsione del mercato e della concorrenza; danni per la Stazione appaltante e per l’interesse primario della comunità alla più adeguata esecuzione dell’appalto. Questa situazione finisce per favorire lavoro nero ed irregolare, indebolisce la legalità e rende il sistema degli appalti più esposto e più vulnerabile rispetto alle infiltrazioni della criminalità organizzata. Secondo i dati dell’Autorità per la Vigilanza sui Contratti pubblici, negli appalti pubblici per il 2008 la media del ribasso di asta è stata in Italia del 19,7% ,  in Campania ben del 30,8%, la media più alta sul piano nazionale, con singole punte che superano il 50% ed il 60%.Pertanto, anche per porre in primo piano la qualità ed il pregio tecnico della progettazione ed evitare che l’esecuzione degli appalti sia, come spesso accade, rallentata dalle carenze del progetto, va valorizzata e ampliata l’utilizzazione del modello generale dell’offerta econonomicamente più vantaggiosa, che coniuga i due elementi del valore del progetto e del prezzo; rafforzando con norme incisive le garanzie per la trasparenza delle gare e potenziando la qualificazione giuridica e tecnica della P.A.. Efficienza, trasparenza, legalità degli appalti si perseguono anche con la riduzione e la razionalizzazione del numero di stazioni appaltanti, che vanno unificate per aree territoriali omogenee e di adeguate dimensioni. Tali modifiche normative sono ancor più indispensabili, considerando che dal 2003 al 2008 (dati ANCE) in Campania il valore dei bandi di gare di appalto è diminuito del 10,4% in termini reali, del 46,3% in numero.

2 Comments »

  • LIBERIAMO SALERNO scrive:

    CARO ONOREVOLE, VORREI SAPERE PERCHE’ LEI E L’ON. ANDRIA PERCHE’ NON INTERVENITE NELLA VICENDA DEL PARTITO SALERNITANO DOPO LE BRUTTISSIME ESTERNAZIONI DI DE LUCA, DI QUESTO PASSO DI TESSERE SE NE PERDERANNO A QUINTALI. NON SI PUO’ PIU’ SOPPORTARE UNA CONDOTTA BECERA DI QUESTO LIVELLO. OLTRETUTTO I DIRIGENTI DEL PARTITO SALERNITANO SI PERMETTONO DI DIRE A CHI HA INIZIATO UNA BATTAGLIA DI LIBERAZIONE UNICO CHE FINO AD OGGI HA AVUTO QUESTO CORAGGIO CHE NON GLI DARANNO PIU’ LA TESSERA E PARLO DI MEMOLI. CARO ONOREVOLE FACCIA L’ONOREVOLE COME ANDRIA FACCIA IL SENATORE DEL PD !!!! UN FORSE NON PIU’ TESSERATO.

  • Smart scrive:

    Sarà un caso, ma anche con il criterio del massimo ribasso, le opere pubbliche italiane e, in particolare, della Campania costano il doppio o il triplo di analoghe opere realizzate in altri paesi europei. Come mai? Si imbroglia sulle varianti in corso d’opera, sui concordati, ecc.? E l’on.le Iannuzzi non crede che sostituire il criterio (sbagliato ma oggettivo)del massimo ribasso, per sostituirlo con la valutazione discrezionale dell’offerta più vantaggiosa – che valuti, cioè, anche la qualità del progetto offerto – finisca per agevolare le turbative d’asta?
    On.le Iannuzzi, non finga di ignorare come vanno realmente le cose: la sua pluriennale esperienza, anche di cose salernitane, non glielo consente.

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