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	<title>Commenti a: “Spazza-Google”</title>
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	<description>L'informazione di Salerno e provincia è on line</description>
	<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 03:09:09 +0000</pubDate>
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		<title>Di: Alessio Ganci</title>
		<link>http://www.dentrosalerno.it/web/2010/05/22/%e2%80%9cspazza-google%e2%80%9d/#comment-24271</link>
		<dc:creator>Alessio Ganci</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 May 2010 20:02:17 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.dentrosalerno.it/web/?p=61664#comment-24271</guid>
		<description>Gentile Sir Vester,
innanzitutto ringrazio per il commento e per l'interesse nei confronti del contenuto dell'articolo. Lei ha perfettamente ragione nelle sue precisazioni. Google ha automatizzato molte operazioni, per cui anche il ban è automatico. Il TrustRank, il controllo manuale, probabilmente viene effettuato tramite la pagina "admin.php" che avevo menzionato. Credo che se ne occupi per la maggior parte Matt Cutts, il portavoce di Google, dato che il link da me citato è stato sempre rinvenuto con la variabile "user" settata su "mcutts". In effetti il sotto-dominio "webspam.google.com" sembra proprio non essere conosciuto in Rete, c'è chi addirittura parla di "domain spoofing". Io credo che, invece, esista, non vedrei il perché Google dovrebbe fare dello spoofing. Dopotutto non penso che Google faccia sapere a tutto il mondo quali sono gli indirizzi dei suoi database. Infatti, se si prova ad accedere ad una qualsiasi pagina che ho linkato, si ottengono degli errori, come se i domini non esistessero. Se accedo ad "admin.php" nel sito principale di Google, c'è addirittura "404/not found". Se l'accesso proviene dagli indirizzi IP dei dipendenti di Google, i pannelli, invece, si vedrebbero. Lo dico perché anch'io, nei siti web che gestisco, nascondo i pannelli di amministrazione  con indirizzi lunghi chilometri e restituisco l'errore "404/not found" a chi non presenta le caratteristiche da me dichiarate per accedere.

Non si conosce con certezza l'algoritmo del motore di ricerca di Google, in effetti, se lo si conoscesse al 100% gli spammer troverebbero sicuramente il modo per essere in alto nelle SERPs e per non essere rilevati dagli algoritmi di controllo dello spam. E' anche vero che il motore di ricerca non è segreto al 100%, l'articolo che ho citato dal Suo sito lo dimostra pienamente (lei stesso ha fatto  il parallelismo con la formula della Coca Cola e la Pepsi Cola). La guida SEO rilasciata dalla stessa Google lo dimostra anche.

&lt;blockquote cite=""&gt;Per quanto riguarda la sicurezza, non esiste sito web o computer inviolabile. Qualcuno diceva che un computer per essere sicuro al 100% dovrebbe essere scollegato dalla Rete, *spento* e il disco distrutto *fisicamente*. Questo perché volendo i dati sono reperibili a distanza leggendo le emanazioni elettromagnetiche degli schermi (tempest), i dischi si possono leggere anche se formattati (informatica forense), etc.
Per i paranoici: esistono dei software che sovrascrivono i dati fino a 36 volte e riempiono il disco di 0 binari, ma se i dati “servono” a qualche agenzia governativa che ha i mezzi (es. NSA), allora per mantenerli riservati c’è solo un modo: prendere il disco a martellate (http://en.wikipedia.org/wiki/Data_remanence). :D
.&lt;/blockquote&gt;

Concordo sul fatto che non esista sistema inviolabile. Peraltro la violazione dei server di Google da parte di hackers cinesi ne è una dimostrazione. Dopotutto, credo che per la protezione di questi server si siano prese molte precauzioni.

Con i migliori saluti,
Alessio Ganci.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Gentile Sir Vester,<br />
innanzitutto ringrazio per il commento e per l&#8217;interesse nei confronti del contenuto dell&#8217;articolo. Lei ha perfettamente ragione nelle sue precisazioni. Google ha automatizzato molte operazioni, per cui anche il ban è automatico. Il TrustRank, il controllo manuale, probabilmente viene effettuato tramite la pagina &#8220;admin.php&#8221; che avevo menzionato. Credo che se ne occupi per la maggior parte Matt Cutts, il portavoce di Google, dato che il link da me citato è stato sempre rinvenuto con la variabile &#8220;user&#8221; settata su &#8220;mcutts&#8221;. In effetti il sotto-dominio &#8220;webspam.google.com&#8221; sembra proprio non essere conosciuto in Rete, c&#8217;è chi addirittura parla di &#8220;domain spoofing&#8221;. Io credo che, invece, esista, non vedrei il perché Google dovrebbe fare dello spoofing. Dopotutto non penso che Google faccia sapere a tutto il mondo quali sono gli indirizzi dei suoi database. Infatti, se si prova ad accedere ad una qualsiasi pagina che ho linkato, si ottengono degli errori, come se i domini non esistessero. Se accedo ad &#8220;admin.php&#8221; nel sito principale di Google, c&#8217;è addirittura &#8220;404/not found&#8221;. Se l&#8217;accesso proviene dagli indirizzi IP dei dipendenti di Google, i pannelli, invece, si vedrebbero. Lo dico perché anch&#8217;io, nei siti web che gestisco, nascondo i pannelli di amministrazione  con indirizzi lunghi chilometri e restituisco l&#8217;errore &#8220;404/not found&#8221; a chi non presenta le caratteristiche da me dichiarate per accedere.</p>
<p>Non si conosce con certezza l&#8217;algoritmo del motore di ricerca di Google, in effetti, se lo si conoscesse al 100% gli spammer troverebbero sicuramente il modo per essere in alto nelle SERPs e per non essere rilevati dagli algoritmi di controllo dello spam. E&#8217; anche vero che il motore di ricerca non è segreto al 100%, l&#8217;articolo che ho citato dal Suo sito lo dimostra pienamente (lei stesso ha fatto  il parallelismo con la formula della Coca Cola e la Pepsi Cola). La guida SEO rilasciata dalla stessa Google lo dimostra anche.</p>
<blockquote cite=""><p>Per quanto riguarda la sicurezza, non esiste sito web o computer inviolabile. Qualcuno diceva che un computer per essere sicuro al 100% dovrebbe essere scollegato dalla Rete, *spento* e il disco distrutto *fisicamente*. Questo perché volendo i dati sono reperibili a distanza leggendo le emanazioni elettromagnetiche degli schermi (tempest), i dischi si possono leggere anche se formattati (informatica forense), etc.<br />
Per i paranoici: esistono dei software che sovrascrivono i dati fino a 36 volte e riempiono il disco di 0 binari, ma se i dati “servono” a qualche agenzia governativa che ha i mezzi (es. NSA), allora per mantenerli riservati c’è solo un modo: prendere il disco a martellate (http://en.wikipedia.org/wiki/Data_remanence). :D<br />
.</p></blockquote>
<p>Concordo sul fatto che non esista sistema inviolabile. Peraltro la violazione dei server di Google da parte di hackers cinesi ne è una dimostrazione. Dopotutto, credo che per la protezione di questi server si siano prese molte precauzioni.</p>
<p>Con i migliori saluti,<br />
Alessio Ganci.</p>
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		<title>Di: Sir Vester</title>
		<link>http://www.dentrosalerno.it/web/2010/05/22/%e2%80%9cspazza-google%e2%80%9d/#comment-24260</link>
		<dc:creator>Sir Vester</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 May 2010 14:35:12 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.dentrosalerno.it/web/?p=61664#comment-24260</guid>
		<description>Ciao Alessio, articolo molto interessante (non ero a conoscenza del sottodominio webspam). Vorrei solo fare alcune precisazioni:

1) I siti non vengono bannati "a mano" da un operatore umano ma mediante opportuni algoritmi che verificano determinate circostanze.

2) E' però presente *anche* un controllo manuale e non è affatto un mistero in quanto se ne parla nella descrizione dell'algoritmo che determina il TrustRank (http://it.wikipedia.org/wiki/TrustRank)

3) E' vero che molti criteri sono stati individuati, ma la conoscenza al 100% degli algoritmi di ranking non c'è. Il punto è che tra "intuire" e "sapere esattamente" c'è differenza assai. Se così non fosse, Google sarebbe un cumulo di spam (cosa che per fortuna ancora non è).

OT:

Per quanto riguarda la sicurezza, non esiste sito web o computer inviolabile. Qualcuno diceva che un computer per essere sicuro al 100% dovrebbe essere scollegato dalla Rete, *spento* e il disco distrutto *fisicamente*. Questo perché volendo i dati sono reperibili a distanza leggendo le emanazioni elettromagnetiche degli schermi (tempest), i dischi si possono leggere anche se formattati (informatica forense), etc.
Per i paranoici: esistono dei software che sovrascrivono i dati fino a 36 volte e riempiono il disco di 0 binari, ma se i dati "servono" a qualche agenzia governativa che ha i mezzi (es. NSA), allora per mantenerli riservati c'è solo un modo: prendere il disco a martellate (http://en.wikipedia.org/wiki/Data_remanence). :D</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Alessio, articolo molto interessante (non ero a conoscenza del sottodominio webspam). Vorrei solo fare alcune precisazioni:</p>
<p>1) I siti non vengono bannati &#8220;a mano&#8221; da un operatore umano ma mediante opportuni algoritmi che verificano determinate circostanze.</p>
<p>2) E&#8217; però presente *anche* un controllo manuale e non è affatto un mistero in quanto se ne parla nella descrizione dell&#8217;algoritmo che determina il TrustRank (http://it.wikipedia.org/wiki/TrustRank)</p>
<p>3) E&#8217; vero che molti criteri sono stati individuati, ma la conoscenza al 100% degli algoritmi di ranking non c&#8217;è. Il punto è che tra &#8220;intuire&#8221; e &#8220;sapere esattamente&#8221; c&#8217;è differenza assai. Se così non fosse, Google sarebbe un cumulo di spam (cosa che per fortuna ancora non è).</p>
<p>OT:</p>
<p>Per quanto riguarda la sicurezza, non esiste sito web o computer inviolabile. Qualcuno diceva che un computer per essere sicuro al 100% dovrebbe essere scollegato dalla Rete, *spento* e il disco distrutto *fisicamente*. Questo perché volendo i dati sono reperibili a distanza leggendo le emanazioni elettromagnetiche degli schermi (tempest), i dischi si possono leggere anche se formattati (informatica forense), etc.<br />
Per i paranoici: esistono dei software che sovrascrivono i dati fino a 36 volte e riempiono il disco di 0 binari, ma se i dati &#8220;servono&#8221; a qualche agenzia governativa che ha i mezzi (es. NSA), allora per mantenerli riservati c&#8217;è solo un modo: prendere il disco a martellate (http://en.wikipedia.org/wiki/Data_remanence). :D</p>
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