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Salerno: ai Lions, Cacciari “La crisi della politica”

Inserito da on 18 maggio 2010 – 06:01No Comment

Martedì 18 maggio, alle ore 18,30, presso la Sala Genovesi della Camera di Commercio di Salerno, In Via Roma, i Lions Club distretto 108 YA “We serve”a convegno ne ”la crisi della politica”, col patrocinio del Comune di Salerno. Dopo gl’indirizzi di saluto,  gl’interventi di Annamaria Della Monica, presidente Lions Club Sa Host, di Massimo Cacciari, Università Vita-Salute San Raffaele Milano; Biagio De Giovanni dell’Università L’Orientale-Napoli; Vincenzo Vitiello Università Vita- Salute San Raffaele-Milano. Moderatore Massimo Adinolfi, Università Cassino. Conclusioni di Ermanno Cocchini, past dir. Internazionale rappresentante Lions Clubs International presso il Consiglio d’Europa. “Una crisi non solo nazionale quella politica- ha proluso De Giovanni- evidenzia la serietà della situazione: la fine dei grandi racconti sul destino dell’umanità, popolandolo di guerre, si traducevano in politicizzazione delle società, definendo l’amico ed il nemico. La politica in continuo cambiamento: lo stato, il suo contenitore.” Dalla caduta di alcuni modelli, non è emersa una classe dirigente all’altezza di reggere le sorti del Paese. “Crisi dello stato sociale- ha aggiunto De Giovanni-.E’ venuto meno quell’orizzonte all’interno del quale è possibile realizzare qualcosa. Il grande tema della politica, come prevaricare l’uomo sull’uomo. L’assenza della distinzione tra positivo e negativo; la globalizzazione ci ha portato a non aver traguardi, non c’è più possibilità di distinguere la violenza dall’ordine, dall’anarchia. Occorre acquisire il concetto del religioso, come totale dipendenza da quello ch’è il senso più profondo del mistero, il senso d’una religiosità veterotestamentaria.” “Oggi governano i saperi- ha concluso Cacciari- e la nostra stessa vita è in crisi, perchè non esistono più confini politici. Da ciò anche la crisi della democrazia, dell’idea stessa di rappresentanza: vorremmo qualcuno identico a noi.La democrazia funzionerebbe tanto meglio quanto più mettesse in crisi l’idea di rappresentanza. I cittadini soffrono una politica che non digeriscono più. Ideale azzerarne i costi. Il pubblico percepisce che il sapare politico è superato, non è più il sapere che ha potere.”

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