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Pagani: convegno “Il dolore dell’uomo”

Inserito da on 14 maggio 2010 – 04:00No Comment

L’evento è stato organizzato dalla Sezione “S. Giuseppe Moscati”  presente nella Diocesi di Nocera Inferiore–Sarno dell’AMCI, (Associazione Medici Cattolici Italiani), nell’ambito del suo programma culturale per l’anno sociale 2009/10. Il convegno è aperto agli operatori sanitari, alle associazioni e a tutti coloro che vogliono approfondire l’aspetto etico-culturale dell’argomento; la partecipazione è gratuita. Interverranno in qualità di relatori il Prof. Rodolfo Proietti, Primario anestesista e direttore del Dipartimento emergenze dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma e il Dott. Dario Sacchini del dipartimento di bioetica del medesimo ateneo. Parteciperà  il Prof. Vincenzo Saraceni, Presidente AMCI nazionale. Presenterà e modererà il Presidente della sezione Dott. Mario Ascolese. Il convegno è stato suddiviso in due momenti; nella prima relazione, di carattere scientifico, curata dal Prof. Proietti, verranno trattate le ultime novità nel campo della terapia del dolore; seguirà la relazione  del Dott. Sacchini che affronterà l’aspetto bioetico della sofferenza nell’ottica di chi la prova e di chi cerca di alleviarla. In un moderno contesto nel quale si tende a confondere il bene con il benessere, in una società che rifiuta l’idea della sofferenza fino al punto di emarginare chi la prova in prima persona nel corpo o nell’anima, ci è sembrato giusto, come medici e come cattolici affrontare questo argomento sulla scia dell’esempio luminoso fornitoci dalla figura di un grande pontefice, Giovanni Paolo II, un papa, un uomo, amato o se non altro rispettato anche da coloro che professano altre religioni. La sofferenza può e deve essere combattuta attraverso lo sviluppo di opportune strategie terapeutiche sempre perfettibili e come tali oggetto di accurati studi da parte del mondo scientifico; ma soprattutto deve essere considerata, laddove non si arrivi ad eliminarla, un occasione offerta all’uomo per maturare, per chiedersi quale è il senso della sua esistenza e soprattutto per capire dove è diretto. Difficilmente nei momenti di gioia e spensieratezza ci porgiamo queste domande; quando va tutto bene chi ha bisogno di Dio? In questi frangenti l’uomo crede di bastare a se stesso e di non avere bisogno di alcuno; ecco che allora la sofferenza diventa un occasione per guardarsi dentro e riscoprirsi creatura, fragile e al tempo stesso splendida immagine di un Creatore che in prima persona, nella figura del Cristo, ha voluto condividerla con noi. L’uomo quindi nella sofferenza ritrova se stesso, la sua vera natura, riscopre chi è. La sofferenza diventa preziosa, un indispensabile strumento di connessione con una dimensione alla quale l’uomo aspira da sempre, quella dell’eternità.  Ad allietare l’evento, per ricordare a tutti e a ciascuno di noi che la sofferenza non è protagonista unica della nostra esistenza ma ci sono anche i momenti di serenità, alcuni intermezzi musicali del “Duo Martucci”, composto da due giovanissimi talenti della musica classica, Marco Ascolese (chitarra) e Gennaro Cardaropoli (violino).

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