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Oliveto Citra: ospedale nel Piano sanitario da sopprimere

Inserito da on 14 maggio 2010 – 02:10No Comment

 “Quei tagli non ci saranno, il nostro ospedale non solo deve rimanere così com’è, ma anzi ha bisogno di essere rafforzato nelle sue specialistiche, considerando anche la sua caratteristica il suo essere un ospedale interprovinciale”. Con questa chiara idea ventidue tra sindaci ed amministratori Oliveto Citra, Contursi Terme, Campagna, Colliano, Valva, Laviano, Castelnuovo di Conza, Santomenna, Palomone, San Gregorio Magno, Buccino, Ricigliano, Caggiano, Salvitelle, Auletta, Postiglione, Serre, Caposele, Conza della Campania, Teora, S. Andrea di Conza, Senerchia), due parroci, don Luigi e don Virginio, il presidente dell’Anmil, Fiore Prosapio, Nino Daniele per l’Anci, Nando Morra per la Lega delle autonomie locali, Enrico Flauto, consigliere provinciale di Napoli, si sono ritrovati in catene davanti Palazzo S. Lucia. Una vibrante protesta, fascia al collo, per scongiurare la trasformazione dell’ospedale di Oliveto Citra in un centro riabilitativo con una riduzione di 40 posti letto per acuti, riconvertiti in posti di riabilitazione, la soppressione del reparto di Ostetricia e ginecologia, l’azzeramento della rete di emergenza. Un ospedale, dunque, senza Pronto soccorso né 118. I sindaci hanno consegnato all’ufficio di segreteria del Presidente della Regione Caldoro la delibera approvata all’unanimità dal consiglio comunale di Oliveto Citra, condivisa da tutti gli amministratori, che la faranno propria con altri deliberati. Ed un primo risultato è stato ottenuto. La settimana prossima, forse già martedì prossimo, ci sarà un incontro tra una delegazione di amministratori ed il commissario, Giuseppe Zuccatelli, per verificare la possibilità che al San Francesco d’Assisi non vengano operati i tagli previsti dal Piano sanitario. Le ragioni di questo sono tutte contenute non solo nella protesta, ma anche nelle proposte espresse nel deliberato comunale. Non a caso ieri mattina vi erano anche sindaci ed amministratori della vicina provincia di Avellino, dove molte strutture sono state ridimensionate o riconvertite e i pazienti si rivolgono al San Francesco d’Assisi sempre più frequentemente. Inoltre, il territorio di riferimento è una zona “rossa”, ad alto rischio sismico ed idrogeologico. E soprattutto, l’ospedale di Oliveto Citra è l’unico riferimento per la sanità, non essendoci strutture private convenzionate a cui rivolgersi. L’unico in un’area anche con flussi turistici notevoli connessi alla presenza di zone termali e pellegrinaggi religiosi verso importanti santuari, ma anche un territorio con ben quattro aree industriali. “E’ fondamentale che quanti hanno la gestione della sanità innanzitutto conoscano le realtà territoriali, qualche importanza certe strutture abbiano e cosa potrebbe significare la loro assenza – dice il sindaco Italo Lullo, a capo della protesta di ieri mattina – Ho l’impressione che tutto si faccia sulla carta, ma noi indichiamo dati e circostanze precise, che non possono non essere tenute in considerazione”. Non a caso, proprio ieri mattina, l’ufficio del commissario Zuccatelli, a dimostrazione del segnale di apertura mostrato, ha fatto partire una richiesta di informazioni, sia dati sia altro, per capire cosa sia l’ospedale di Oliveto Citra ed in quale contesto opera.   

 

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