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Vitulazio: Feste, farina e fuochi fumo, tanto, tanto fumo!

Inserito da on 4 maggio 2010 – 00:00No Comment

Paolo Pozzuoli

Una domenica speciale la prima di maggio per la tanto reclamizzata <2^ Maratona delle Batterie per le strade di Vitulazio>? Quanto speciale questo assedio coatto alle strade cittadine, a partire dalle ore 15,30 – inizio a Via Rimembranza – e fino alle ore 22,30, undici (otto curate dalla Nuova Pirotecnica Padre Pio, ditta foggiana di S. Severo, soltanto tre affidate al vitulatino Pierluigi Siciliano) le batterie allestite ed accese? E quanti, reduci da una delle giornate non lavorative più sentite, quando cioè si continua a vivere in un’atmosfera festiva ed a respirare l’aria della festa, sentivano il bisogno di uno spettacolo proposto fuori festa patronale, poco poco più oltre, lontano soltanto alcuni giorni dalla conclusione delle manifestazioni che hanno scandito la festa patronale? La 2^ Maratona delle Batterie per le strade di Vitulazio è una iniziativa riproposta – è il secondo anno consecutivo – dalla “Vitula Focus”, associazione di fuochi pirotecnici composta da un affiatato gruppo di appassionati di fuochi d’artificio di cui non tutti sono a conoscenza di un atto costitutivo e di uno statuto, ad attestarsi – quale trait d’union pirotecnico, cromatico, festoso – tra la festa terminata e la prossima a carico della complessa macchina organizzatrice cui spetterà l’onore e l’onere di portarla a termine? Una  domenica in cui non si sono ripetuti i particolari balletti effettuati l’anno scorso – una specialità- di alcuni giovani pugliesi – sotto la serie di batterie accese, pertanto diversa, prospettata come esaltante ed elettrizzante, vivace e corredata di una visione legata ad una interminabile cascata di colori, è stata – come dire – tumultuosa e surreale. Vissuta, fra l’altro, con palpitazione e trepidazione da quei genitori che proprio non riuscivano a frenare l’effervescenza dei loro piccoli i quali, emulando sconsideratamente i grandi che facevano da apripista al bum, bum, bum delle batterie accese, attraversavano le strade in lungo ed in largo incuranti degli eventuali pericoli derivanti dalla diversa direzione che, in alto, prendevano i razzi lasciando poi cadere sui tetti e sui balconi spezzoni bruciacchiati dell’interminabile catena di fuochi strisce, dall’assordante crepitio dei botti e dal consequenziale assorbimento del fumo che, acre, si sprigionava. Nella particolare circostanza, emigrate – salute, sicurezza e prevenzione, roba da rappresentazione teatrale o da imporre esclusivamente sui luoghi di lavoro, non abbiamo notato – almeno in Via S. Maria dell’Agnena – interventi da parte di tutori dell’ordine. Insomma, uno spettacolo per nulla originale e senza riferimento alcuno alle tradizioni ed alla storia locale. Uno spettacolo che ci ha riportato con la mente alle feste più famose e folli che si celebrano a Pamplona e Morella – un rito cruento che comunque si riferisce e si allaccia ad una tradizione ancestrale ricca di storia e di fascino – quando,  in determinati giorni dell’anno vengono liberati lungo le strade interne tori infuriati che inseguono le folle. Ma anche uno spettacolo consolidato in Ailano, la città che brilla per il bianco delle case e la rassegna “Ailano lucis”, campionato nazionale di fuochi d’artificio messo in calendario dalla Pro-loco nelle suggestive serate d’estate per dare alla manifestazione, di per sé già straordinaria, più vivacità, spettacolarità e fascino e, per consentire a quanti sono interessati allo spettacolo di poterlo godere in tutta serenità e tranquillità preservandoli da eventuali rischi, viene organizzato e collocato nell’amena pianura sottostante il centro abitato.

                                                                                                         

 

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