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Consorzio Bacino Sa/3: efficienza o potere (2)

Inserito da on 4 maggio 2010 – 00:00Un commento

Aldo Bianchini

So benissimo che quella che sto portando avanti è una inchiesta giornalistica difficile, più difficile di tante altre almeno per due ordini di motivi. In primo luogo perché riguarda un ambito territoriale molto ristretto e in secondo luogo perché cerca di far luce su uno spaccato di potere e di amministrazione della cosa pubblica che chiama in causa una ristretta cerchia di personaggi sempre in sella da circa trent’anni. Il Consorzio di Bacino Sa/3 opera prevalentemente nel Vallo di Diano, con ramificazioni in alcuni comuni degli Alburni, Alto e Medio Sele e Bussento, che in esso possono essere ricompresi non soltanto sul piano squisitamente geografico: 45 comuni in tutto. Su quel territorio, oltre al Consorzio di Bacino, allungano i propri tentacoli anche altri organi o enti locali quali la Comunità Montana, il Consorzio di Bonifica, l’Ato, il Parco Nazionale, il Piano di zona, la Conferenza dei sindaci, ecc. ecc.. Decine e decine, se non centinaia, di poltrone, di incarichi, di convenzioni, di consulenze in un vorticoso girone di dantesca memoria; girone sempre, o quasi, gestito dalle stesse persone: Enrico Zambrotti, Gaetano Arenare, Angelo Paladino, Rocco Giuliano, Luigi Giordano, Vittorio Esposito, Raffaele Accetta, Raffaele Rosciano, Franco Alliegro, Donato Pica, Paolo Imparato, Corrado Matera, Angelo Giffoni, Antonio Florio, Sergio Annunziata e i compianti Vincenzo Curcio e Corrado Pandolfo. Mi scuso, ovviamente, con chi ho dimenticato di elencare. Per dovere di cronaca e per non essere frainteso chiarisco subito che il termine “potere” è da intendere, sempre, in senso lato e mai per indicare soltanto la sua degenerazione. Il potere è il potere e va comunque amministrato ma mai “gestito”, il rischio della degenerazione prende quota proprio quando invece di amministrarlo lo si vuole gestire, costi quel che costi. Di bocca in bocca, nel Vallo di Diano, corrono anche due nomignoli appioppati ad altrettanti personaggi di antica storia politica: Baffino e Gargamella. Nel primo caso per parafrasare la grande e velenosa abilità politica di D’Alema, nel secondo l’ingordigia di potere da accostare soltanto al mitico Sbardella di capitolina memoria. Ma a questo punto tutti gli uomini che ho citato (le donne occupano ancora ruoli di secondaria importanza), in merito alla longevità della loro presenza politica, potrebbero facilmente obiettare che la loro lunga gestione del potere è dovuta anche al fatto che il corpo elettorale del Vallo di Diano continua ad omaggiarli con larghi consensi elettorali. Almeno fino a qualche tempo fa, aggiungo io. Il caso di Sassano, dove è stato registrato uno storico cambiamento con la lista “Cambiare si può” capeggiata dal neo sindaco Tommaso Pellegrino, è un caso che non può essere preso sottogamba e che va attentamente studiato ed analizzato nei minimi dettagli (anche perché lì opera da decenni uno dei nomi in elenco) per le implicazioni che avrà ai vari livelli istituzionali degli organismi comprensoriali. E l’anno venturo si vota in diversi altri paesi del Vallo. Insomma quando il chiacchiericcio tracima dalle singole comunità ed invade un territorio più ampio è davvero  il momento, per tutti, di fare un sereno ed obiettivo esame di coscienza senza nascondere la testa sotto la sabbia e senza dare di testa intestardendosi in vendette politiche senza senso. In questa ottica e sulla base di queste premesse si muoverà la mia inchiesta che è e resta giornalistica. Ringrazio vivamente il dott. Giovanni Graziano (Commissario Liquidatore) che commentando il mio precedente articolo ha evidenziato, con estrema puntualità, i motivi della mancata messa in liquidazione del Consorzio che, unico caso provinciale, avendo tra le sue funzioni non soltanto quella della gestione dei rifiuti bisogna aspettare lo scorporo del predetto ramo d’azienda per poter essere ricondotto sotto la tutela della nuova “Società Eco Ambiente Salerno spa”. Ci vorrà, se tutto va bene, ancora qualche mese prima di dire addio al Consorzio Bacino Sa/3. Nel frattempo decine di lavoratori restano senza stipendio mentre qualche dirigente sportivo (sempre di una società collegata al Consorzio) annuncia incautamente l’arrivo di soldi e di acquisti per il potenziamento della squadra di calcio. Tutti dimenticano che se da un lato il Consorzio viene gestito con regole di diritto privato, dall’altro lo stesso Consorzio amministra risorse pubbliche e che proprio per questo è tenuto a dar conto di tutte le sue decisioni. Oltretutto il nuovo modello gestionale voluto dal presidente Cirielli non può attendere altro tempo ancora. Alla prossima.

Un commento »

  • Rachele scrive:

    Senza entrare nel discorso complicato della distinzione del potere inteso come forza o potenza e il potere inteso come consenso, è evidente che nel Vallo di Diano, nei trent’anni di riferimento, il potere è stato sempre dello stesso tipo. Ognuno lo definisca a suo piacimento!

    Se uno “storico cambiamento” parte da Sassano, ben venga! Ma sento odore di lusinghe. Forse è lo stesso odore di quando a Sassano s’insediava uno che, solo perchè non più potente, oggi viene addirittura paragonato a Sbardella. Forse sarà l’odore di quando fra qualche anno s’insedierà qualcun altro.
    Forse aveva ragione Ennio Flaiano a proposito di carri e vincitori.

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